Venerdì 10 Febbraio 2012
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Biografia non autorizzata

"Di Pietro avrà bisogno di nuovi nemici dopo gli attacchi a Berlusconi"

Intervista a Filippo Facci di

Giorgio Demetrio

21 Dicembre 2009

Non ci libereremo facilmente di Antonio Di Pietro. Secondo Filippo Facci, nell’Italia orfana di Berlusconi, il leader dell’Italia dei Valori sarà pronto a fabbricare nuovi nemici, per conquistarsi altri voti. Nella corposa biografia “Di Pietro, la storia vera”, uscita quest'anno per Mondadori, Filippo Facci racconta tutto quello che non sappiamo sul principe di Tangentopoli. L'ascesa e le parole d'ordine dell'ex magistrato che decapitò un'intera classe politica. Abbiamo chiesto al giornalista di "Libero" di tracciare un profilo di questo artista della spregiudicatezza.

Facci, Antonio Di Pietro è stato l’unico a non esprimere solidarietà incondizionata a Berlusconi dopo l’aggressione a Milano. Prima di correggere il tiro, aveva detto che il premier se l’è cercata perché abituato a istigare. Ha veramente superato il segno, e rischia conseguenze politiche, o passerà all’incasso anche stavolta?   

Incasserà. E lo dimostrano precedenti di reazioni altrettanto dure, come quelle che gli piovvero addosso quando accusò Napolitano – nel gennaio scorso, durante la manifestazione dell’Idv in Piazza Farnese contro la riforma della giustizia – di silenzio mafioso sui temi chiave dell’agenda politica, o quando acquistò una pagina dell’Herald Tribune per demolire l’Italia berlusconiana durante il G8 a L’Aquila. Prescindendo dalla capacità di Di Pietro di prevedere gli effetti delle sue uscite, non gli importa nulla delle conseguenze visto che è sempre, ossessivamente, proteso alla ricerca (e al furto) di voti. Quanto al ridimensionamento – sempre obliquo – delle sparate iniziali, è lui e non Veltroni l’inventore originale del “ma anche”.

Formalmente mobilitata dai blogger, la piazza del “No B-Day” in realtà è stata l’apice del dipietrismo. I manifestanti hanno chiesto la testa del Cavaliere per poter ripristinare la “legalità”. Ma quanto sono pulite le mani di Antonio Di Pietro?

Nel febbraio scorso, su reiterata richiesta di Di Pietro, il Parlamento europeo respinse l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per una causa civile relativa alla diffamazione di un giudice. L’avrebbe persa sicuramente avendo lo stesso Di Pietro ammesso la fondatezza dell’accusa.  Quel giorno peraltro, nel consueto “stile” del personaggio, Tonino pensò bene di distrarre i riflettori dichiarando che Berlusconi avrebbe dovuto rinunciare all’immunità parlamentare – giuro. Si trattava di una querela che aveva presentato contro il Presidente del Consiglio per alcune dichiarazioni in cui Berlusconi metteva in dubbio l’autenticità della sua laurea.

Ci sono altri esempi del genere?

Il secondo, che è una sintesi di più fatti opachi, riguarda i contenuti della sentenza che nel gennaio del ‘97 spiegò le ragioni per le quali Di Pietro smise la toga, e quanto fossero nell’alveo della liceità penale alcuni suoi comportamenti relativi alle famose Mercedes, ai prestiti, agli appartamenti, alle frequentazioni con personaggi dubbi. E’ bene ricordare che Di Pietro non fece neanche appello contro quella sentenza scritta da Francesco Maddalo che, in 100 pagine, riassume un pezzo importante della storia recente d’Italia. Ai seguaci di Tonino non conviene chiedere spiegazioni, perché quel dispositivo, in sintesi, racconta che sarebbe stato degradato se non avesse abbandonato la magistratura, e che nulla – se fosse stato un cittadino normale – gli avrebbe risparmiato la voragine dei processi penali che è solito invocare per gli altri. 

Alle contraddizioni del capo corrispondono quelle del partito: le figure “esemplari” a Strasburgo (i De Magistris, i Vattimo...) e i personaggi poco raccomandabili in provincia. 

E’ imbarazzante l’elenco di riciclati della politica, spesso inquisiti e al più imbarcati dall’Udeur del da lui odiatissimo Mastella, che Di Pietro schiera sul territorio. L’unica spiegazione è che il numero uno dei moralizzatori si sia preso il lusso di ignorare la storia di questi personaggi badando, più concretamente, ai pacchetti di voti da loro consolidati in decenni di impegno politico. Due episodi, su tutti, fanno emergere palesemente la spregiudicatezza di Di Pietro. Nel 2007 ad Amantea, in Calabria, fece due comizi con un tizio già allora indagato per brogli elettorali e condannato per abuso, riarrestato con l'accusa di aver ricevuto aiuti elettorali dalla ’ndrangheta, e in attesa di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Evidentemente Di Pietro non va per il sottile. Ma c’è un episodio che credo vinca il primo premio. Nella stagione di influenza massima del grillismo sulla politica, tra il 2007 e il 2008, il capo dell’Idv chiese a Veltroni, all’epoca segretario del Pd, di non ricandidare i parlamentari con due mandati alle spalle. L’ex sindaco di Roma obbedì escludendo dalle liste una serie di personaggi ai quali Di Pietro chiese di... candidarsi con l’Italia dei valori.

Nell’economia della sua storia politica Di Pietro deve tutto solo a Veltroni?

Non solo. La scelleratezza del patto che alle politiche del 2008 Veltroni fece con Di Pietro (a spese dei socialisti) ha prodotto risultati evidenti. Le fortune vere dell’ex magistrato, tuttavia, si devono a quella specie di “maledizione” della sinistra, una parte significativa della quale resta fatalmente legata alla pancia su cui Di Pietro lavora da sempre. La conferma è nell’approccio alle manifestazioni: su chi non partecipa, tra gli alleati, pesa sempre il ricatto morale dell’accusa di fiancheggiamento di Berlusconi. E’ una spada di Damocle che induce il Pd nella sua interezza (a parte poche eccezioni) a scappare dalle piazze dell’Idv che, al contrario, si riempiono di blogger, dell’anima gruppettara della sinistra che crede che Di Pietro sia l’unico a fare opposizione dura, ovvero a fare casino. Il merito della sua consacrazione va ascritto all’incapacità della sinistra di divorziare una volta per tutte dalla sua fetta distruttiva.   

Si riesce a immaginare Di Pietro in uno scenario politico orfano del Cavaliere?

Sì, resisterà; ma trovo più difficile che torni a fare il ministro. Non credo che Di Pietro esista solo in funzione di Berlusconi perché, per lui e i suoi seguaci, l’odio nei confronti del Cavaliere è una sorta di antagonismo culturale. Questo, dunque, lo rende un nemico intercambiabile. Il premier rappresenta in definitiva la summa non politica, ma esistenziale, che spiega le difficoltà di chi ha bisogno di trovare a tutti i costi un colpevole per giustificare i colpi bassi che la vita gli ha riservato. Riesco a immaginare Di Pietro senza Berlusconi; non riesco a pensare a Di Pietro senza un qualsiasi nemico, sempre facilmente fabbricabile.

Per Lei non deve essere stato difficile puntare al cuore dell’elettorato di Berlusconi scrivendo delle magagne di Di Pietro. Punta al gradino più alto del podio, con un libro su Travaglio? 

Se mi cimentassi lo finirei in cinque, sei giorni al massimo per la mole di materiale che ho a disposizione. Non credo di farlo, però, perché non penso ne valga la pena: non voglio fare lo snob, ma nello stesso tempo non vorrei sprecare tempo ed energie per un libro del genere. 

Tirando le somme sul clima nel Paese, e senza troppi giri di parole, la mano di Tartaglia è stata armata da Di Pietro?

E’ stata armata – chiedo scusa per la risposta che potrà sembrare democristiana ma non lo è – da un odio politico che in Italia c’è da diciotto anni. Esiste da quando una serie di personaggi, che oggi parlano di clima intossicato nel Paese, hanno contributo ad alimentare l’odio verso i bersagli dell’epoca. Adesso invoca il ritorno dell’immunità parlamentare una parte di classe politica che nel ’93 era all’Hotel Raphael per protestare contro il no della Camera all’autorizzazione a procedere contro Craxi per corruzione.

Commenti
Anonimo
20/12/09 12:24
Volevo confessare a tutti
Volevo confessare a tutti che Di Pietro ha ragione, viviamo in una dittatura sanguinaria (ma...un momento...come mai lui è ancora vivo e non l'hanno buttato in qualche cella oscura o rinchiuso a vita in un bell'ospedale psichiatrico di brezneviana memoria? E come mai qui il solo a sanguinare è il premier che, spero tanto per lui, il fattaccio gli insegni a parlare di meno e ad agire di più?) che non ammette critiche di sorta. Infatti volevo aprire una pagina su Facebook intitolata "Ora spacchiamo la faccia a un politico di sinistra per par condicio" e cosa accade? Mettono il bavaglio a una innocua opinione politica, a una esortazione a volersi bene a colpi di pietre (cioè di pietro), a un democratico tentativo di far corrispondere a una rottura di denti un'altra rottura di denti come si fa nell'urna elettorale quando al tuo voto si contrappone un altro voto di segno contrario. Ma insomma, posso io come Travaglio dire di odiare un politico? E perchè lui può farlo in tv lautamente pagato e io non posso nemmeno scriverlo su internet? Questa è dittatura, non democrazia!
becchino
21/12/09 01:21
Per Di Pietro il cimitero è completo
non so a chi giovi figurarselo tirare pugni
Anonimo
21/12/09 11:46
Letto il libro di Facci
Ho letto il libro di Filippo Facci. C'è da restare terroirizzati dal fatto che un uomo(?) come Di Pietro sia ancora in circolazione in una società civile! A parte il fatto che il libro è scritto veramente bene nonostante la mole impressionante di date e citazioni, alla fine ti viene da chiederti: "Ma come possono votare un tipo del genere? Ma come può esistere una cosa del genere senza che nessuno dica niente, nell'omertà più assoluta da parte delle grande Stampa Democratica e democretina??..." Una piccola cosa da fare da parte mia l'ho trovata: ho regalato varie copie del libro di Facci; chissà che qualche cosa non si muova... Roberto - VR -
Jonathan Patri
21/12/09 23:17
Lasciatemi dire...........
Vorrei rispondere un po' a tutti e tre i commenti sopracitati e a tutti coloro che leggeranno questo articolo......non rispondo da destrino ne da mancino, rispondo da uomo, da cittadino italiano... ogni atto di violenza o atto che inciti a tale predisposizione, deve essere fermamente combattuto! Quindi da uomo con rispetto alla venerata eta' di Berlusconi, mi dispiace che sia stato colpito cosi' ferocemente e vigliaccamente da un giovane ignorante. Sarebbe come colpire mio padre.....non e' assolutamente giusto.Il discorso che comunque porta avanti Dipietro non dimentichiamo che trova dei nessi logici (Berlusconi ha messo delle leggi in Italia che si rifanno alle ideologie di Putin) e non dimentichiamo che Dipietro, prima dell'ascesa al potere di Berlusconi, era comunque il leader tra i magistrati che inchiodarono un bel gruppetto di mangiafranchi che stavano seduti a casa a brindare e sniffare con i soldi della cassa pubblica.Quindi a chiusura bravo colui che distribuisce i libri di Facci (bisognerebbe leggere di piu' in Italia, per combattere l'ignoranza che ci si affaccia!) ma non posso dire la stessa cosa di chi mi va a fare un sito in internet o una pagina di facebook con lo slogan "rompiamo i denti...facciamo sanguinare.....occhio per occhio, dente per dente!" insomma guardate meno film di BUD SPENCER, la cattiva politica si combatte con la buona politica e non con il manganello! e poi se avete tanta voglia di fare a botte iscrivetevi a un corso di boxe che se non vi rilassa di sicuro vi stende! Siamo tutti BRAVI a essere dei Rambo telematici anonimi.....ma avete le palle per fare cio' che si incita di fare? Il sangue versato di chi che sia, non ricostruisce l'economia italiana, non da posti di lavoro, e non vi garantisce la pensione! Quindi prima di scrivere cazzate in internet collegate il cervello! ps:Abbiate il coraggio di dare un nome alle vostre ideologie se sono vostre.
Jonathan Patri
21/12/09 23:18
Lasciatemi dire...........
Vorrei rispondere un po' a tutti e tre i commenti sopracitati e a tutti coloro che leggeranno questo articolo......non rispondo da destrino ne da mancino, rispondo da uomo, da cittadino italiano... ogni atto di violenza o atto che inciti a tale predisposizione, deve essere fermamente combattuto! Quindi da uomo con rispetto alla venerata eta' di Berlusconi, mi dispiace che sia stato colpito cosi' ferocemente e vigliaccamente da un giovane ignorante. Sarebbe come colpire mio padre.....non e' assolutamente giusto.Il discorso che comunque porta avanti Dipietro non dimentichiamo che trova dei nessi logici (Berlusconi ha messo delle leggi in Italia che si rifanno alle ideologie di Putin) e non dimentichiamo che Dipietro, prima dell'ascesa al potere di Berlusconi, era comunque il leader tra i magistrati che inchiodarono un bel gruppetto di mangiafranchi che stavano seduti a casa a brindare e sniffare con i soldi della cassa pubblica.Quindi a chiusura bravo colui che distribuisce i libri di Facci (bisognerebbe leggere di piu' in Italia, per combattere l'ignoranza che ci si affaccia!) ma non posso dire la stessa cosa di chi mi va a fare un sito in internet o una pagina di facebook con lo slogan "rompiamo i denti...facciamo sanguinare.....occhio per occhio, dente per dente!" insomma guardate meno film di BUD SPENCER, la cattiva politica si combatte con la buona politica e non con il manganello! e poi se avete tanta voglia di fare a botte iscrivetevi a un corso di boxe che se non vi rilassa di sicuro vi stende! Siamo tutti BRAVI a essere dei Rambo telematici anonimi.....ma avete le palle per fare cio' che si incita di fare? Il sangue versato di chi che sia, non ricostruisce l'economia italiana, non da posti di lavoro, e non vi garantisce la pensione! Quindi prima di scrivere cazzate in internet collegate il cervello! ps:Abbiate il coraggio di dare un nome alle vostre ideologie se sono vostre.
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