Giovedì 24 Maggio 2012
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Lega inquieta

Per Bossi il federalismo è il fine,
tutto il resto è lo strumento

17 Luglio 2008

Secondo molte delle prime pagine dei giornali di oggi dalle parti del Carroccio iniziano a trapelare segnali di rimostranza verso le performances di Silvio Berlusconi.

Alcuni dei commentatori che si stanno dedicando all'argomento partono dalle ultime esternazioni di Bossi e Calderoli per poi approdare, con una strana consequenzialità, ad una zona grigia in cui, in virtù dell'obbiettivo del federalismo fiscale, vengono auspicate prossime convergenze a sinistra. Perlopiù si tratta di comprensibili strumentalizzazioni messe in risalto per rendere la vita difficile al governo e tuttavia questo non toglie che rispetto alle posizioni leghiste ci siano interessanti spunti di riflessione da non sottovalutare.

Se restiamo strettamente nel merito della questione è comprensibile che dopo le ultime elezioni, come nel ‘92, raggiunto il suo picco elettorale in quanto opposizione a un governo percepito come centralista e fiscalmente oppressivo, il Carroccio rivendichi ora e innanzitutto il compimento integrale del federalismo. Del resto sin dalla propria origine e in tutti gli anni del suo sviluppo la Lega ha perseguito, coerentemente con l’Art. 1 del proprio Statuto che vincola la sopravvivenza stessa del movimento al raggiungimento dell’autonomia dei popoli del Nord, l’obiettivo della riforma dello Stato in senso federale. La missione strategica federalista del Carroccio quindi è sempre stata concepita come un totem a cui sacrificare tattiche contingenti e a volte apparentemente in contraddizione tra loro.

Dopo il ’94 quando il Senatur all’interno dell’alleanza asimmetrica con Silvio Berlusconi si accorse di non aver inoculato nel Polo abbastanza federalismo, vi fu una prima trattativa a sinistra seguita da un brusco ripiegamento dietro la linea del Po’ con tanto di proclamazione di secessione. Cavalcando questa utopia e promuovendo una dimensione fortemente simbolica e rituale al suo movimento Bossi ha coltivato il duplice intento di rafforzare l’identità leghista, e contestualmente di tenere al centro del dibattito politico la mistica del federalismo, approdo imprescindibile verso una forma nuova di organizzazione dello Stato.

In questa estenuante trattativa con il sistema istituzionale il movimento leghista ha infine rimodulato l’alleanza con il centro berlusconiano per assumersi la responsabilità storica di tradurre in pratica la mission ciclicamente ritualizzata dalle valli di Pontida. Incassata la devolution del 2006 tuttavia il Carroccio si è dovuto arrestare dinnanzi al fallimento del referendum istituzionale che la sinistra ha ammantato di ideologia retrograda antimeridionalista.   

Due anni dopo, galvanizzata da un roboante successo elettorale e varata una nuova alleanza di governo con il Cavaliere  il refrain non cambia “La Lega per il federalismo è disposta a tutto” proclamano dalle parti di Via Bellerio.   

”Questa è sempre stata la posizione della Lega. Lo diceva Gianfranco Miglio tanti anni fa. Il nostro obiettivo è il federalismo. È la nostra missione. La Lega esiste per questo motivo, non per altro. Quindi, come avviene in tutte le zone del mondo per tutti i partiti federalisti, se c’è la possibilità di raggiungere lo scopo senza allearsi con nessuno bene, altrimenti ci si allea. Ma lo si fa con chi in quella fase dà le maggiori garanzie di aiuto nel conseguimento dell’obiettivo. Lo abbiamo fatto con Berlusconi e la Cdl per ottenere la devolution. Riconosciamo la lealtà dei nostri alleati, in particolare di Berlusconi, perché l’abbiamo ottenuta. Purtroppo poi è andata come è andata, il referendum l’ha bocciata. Ma questo non significherà la fine della nostra battaglia». Così si esprimeva , con un’enfasi che ricalca punto su punto le recenti uscite di Bossi, già lo scorso anno il “moderato” Roberto Maroni neo ministro dell’Interno. Ed ancora: «Il federalismo è una pratica tutt’altro che archiviata. I tempi sono necessariamente lunghi perché le resistenze sono enormi. Basti pensare che il Belgio, che è più piccolo della Lombardia, ha impiegato oltre cento anni per diventare uno stato federale. Ma non ci sono altre strade, né la possibilità di fermare questo processo. Più la complessità della società aumenta, più c’è bisogno di ammortizzatori sul piano istituzionale. E il modello federale è esattamente questo. Da settembre si apre una nuova fase e vediamo se ci sono segnali di dialogo, valutando nel merito ogni proposta fatta>>.

<<Questo non significa che la Lega intenda tradire i propri alleati e cercare sponde a sinistra. Vuol dire solo cercare senza pregiudizi né pregiudiziali di raggiungere il nostro scopo: la vera riforma federale>>.

 Aldilà di ogni speculazione e guardando al prossimo futuro per il Carroccio la possibilità di dialogo con il Loft non sarà mai lo scopo bensì solo uno dei possibili mezzi.





 




 

Commenti
gabriella
17/07/08 16:29
vorrei dire a Bossi, che
vorrei dire a Bossi, che pure stimo e ammiro, che si desse una calmatina e collabori con chi lo ha sempre difeso e accolto. andare con l'ex ottavo re di Roma....sarebbe la cosa più stupida e vergognosa che possa fare. Dai, Bossi sii tosto e duro come sempre sei stato, ma non ti mettere con "topo gigio", lui, si, un vero magnaccia gabriella da Roma.
Giovanni da Roma
17/07/08 18:06
Sulle divergenze tattiche nella maggioranza
Non c'è dubbio che nel dossier della maggioranza e del governo stiano giungendo al pettine dei nodi abbastanza cruciali. Da una parte il premier vuole scrollarsi di dosso la spada di Damocle di una magistratura disinvolta quanto faziosa. Dall'altra il Carroccio, edotto dall'esito infausto del referendum costituzionale del 2006 [non votato proprio dall'elettorato di destra!], teme di non raccogliere il consenso del PD sulla riforma federale. Il problema è tattico: se viene discussa prima la riforma della giustizia, sicuramente il PD si metterà di traverso sul federalismo, che a mio avviso è la riforma di cui questo paese ha più bisogno, specie per ragioni di bilancio pubblico. Non sarebbe un buon inizio! Ritengo tuttavia che il premier, che ultimamente si è dimostrato lucido e ben scafato, finirà con il prorogare la riforma della giustizia, in ragione di due considerazioni: 1) la Lega ha la Golden Share del Governo; 2)non è pensabile che Bossi molli il premier subito dopo la riforma federale che, dopo l'approvazione va gestita da un governo solido e omogeneo. Il premier i conti con i suoi nemici segreti li regolerà l'anno prossimo, quando l'elettorato leghista lo farà... santo. Saluti
gurnemanz
18/07/08 01:29
federalismo
Il contrasto politico in italia non è come si vuol far credere tra destra e sinistra, tra di loro di fatto indistinguibili, ma tra nord e sud, pertanto noi leghisti non siamo nè di destra, nè di sinistra, per noi veltroni e berlusconi sono alla fine la stessa cosa, ossia capi di partiti italiani. Molto più del tema della sicurezza ci interessa il federalismo (in estrema sintesi: ognuno si spende come crede la ricchezza che riesce a produrre) e, in prospettiva, la libertà del nord (o della padania o del lombardo veneto, chiamatelo come vi pare). La crisi economica italiana è strutturale e quindi irreversibile, morderà pertanto sempre di più anche chi adesso, diciamo per quieto vivere, è tiepido verso la Lega. Nell'ambiente politico istituzionale italiano tutti sanno che è solo una questione di tempo.
Anonimo
18/07/08 04:42
poveri illusi
Mi sembra solo un giochetto questa fretta di federalismo della lega,ben ricordo dopo la vittoria delle elezioni del 2001 i proclami leghisti "entro fine anno Italia federale" non mi sembra questo sia accaduto,ma forse era solo colpa dell'udc. Son pronto a scommettere che la storia si ripeterà perchè del federalismo non interessa nulla a nessuno,è solo un motivo per tenersi buoni i voti leghisti e per i capi della lega per tenersi la poltrona davanti ai loro elettori. Maroni ha già messo le mani avanti dicendo che il Belgio ha impiegato 100 anni per diventare federalista,vuol forse garantire la poltrona a figli e nipoti? Mi piace la lingua italiana e nei vocabolari leggo che federalismo significa unione di più stati,i leghisti e i giornalisti forse hanno vocabolari diversi dai miei. Quello che loro voglino a me risulta si chiami secessionismo ,già fatto con grande successo nella ex Jugoslavia,ma io da nordista d.o.c. non mi preoccupo affatto, ci saranno sicuramente i 300.000 fucili padani,promessi più volte da bossi, pronti a difendermi,sperando che il tutto scoppi in qualche week end,i padani infrasettimanalmente lavorano sempre,non avrebbero tempo per imbracciare i fucili.
Italo Libero
19/07/08 08:20
bastano pochi soldi per comprarsi un leghista!
Mi vien da ridere!ah ah ah ah! Bossi quattro soldi e le cure cliniche per curarsi da un ictus provocato dall'odio che ha verso il diverso,pagate chisssssà da chi! Maroni che come un cane rabbioso morde le caviglie di un polizziotto del sud,(e poi ne prende un bel po!compresa rottura del setto nasale!) (siamo cazzuti!noi abbiamo le palle!) ah ah ah ah ah! chi è quello che ha preso le tangenti UNIPOL?????? forese il MAIALE???? AHAHAHAHAHA! poveri elettori delle LEGA_TI ALL'IGNORANZA! ma perche non vi faste riconoscere per strada,perche non lo urlate a tutti che avete votato lega e pdl???? vi vergognate???
19/07/08 14:56
La Lega Nord "apre" alla Immondizia Sud
La monnezza in vacanza Ovvero come si mette una pezza a un problema che è destinato ad allargarsi Udite, udite!!! Il fustigador dei difetti del sud si è commosso alla vista di tanta spazzatura per le strade di Napoli e ha dato il suo consenso all’immigrazione della stessa nelle pure e sacre terre di Padania. Ma ha sentito, prima di pronunciarsi in cotanta generosità, le sue brancaleoniche truppe di verde vestite? Pensiamo di no. Altrimenti sarebbe scattato il veto dei suoi colti e fedeli consiglieri che, con eloquenza più o meno comprensibile al resto della penisola, avrebbero tuonato: - La spazzatura ai terroni, lo sviluppo a noi -. Ed è difficile dar loro torto. Se le regioni del nord di questo strapazzato Paese non hanno ancora sperimentato il disagio della puzza nelle strade, del fumo dei cassonetti bruciati, dei marciapiedi impraticabili e del rischio di epidemie, una spiegazione c’è ed è giusto gridarla nelle orecchie degli amministratori di quell’altra Italia con la “monnezza”. - Egregi commercianti di voti del sud, avete proprio amministrato male il servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, ed ora la “monnezza” vi sta travolgendo -. E non riempite i media di scuse e bugie. Non servono. La puzza è troppo forte e la pazienza dei vostri elettori è esaurita. Al nord, nella Padania europea, la raccolta differenziata, le eco-balle, le discariche, gli impianti di smaltimento li hanno saputi fare e gestire. E non lamentatevi di finanziamenti inadeguati. Se aveste avuto più soldi non avreste fatto meglio. Sapete cosa si potrebbe fare per evitare il perpetuarsi di errori come questo? Si potrebbe fare una sorta di federalismo degli amministratori, se così si può dire. E cioè si potrebbero mischiare le razze del nord e del sud, mandando gli incapaci e i poco onesti a lavorare vicino agli efficienti e ai ligi ai doveri e un po’ di questi ultimi nelle terre degli sprechi e dei fannulloni, così nel volger di un paio di decenni si mescolerebbero bene i DNA e si regalerebbe a questo glorioso Paese una certa omogeneità, cioè una generazione di amministratori più attenti alle sorti di questa bella Italia. Però, se da un lato constatiamo con piacere che il senatur padano dopo la nomina a ministro si sente – come dire – “più italiano” e non fa illegittime distinzioni fra la sua terra nordica ed il resto della penisola, dall’altro lato - e anche per merito di una certa genetica diffidenza - non si riescono a comprendere bene le ragioni di tale improvvisa ed inaspettata apertura. C’è il sospetto di un do ut des, che i pensieri degli atleti della diffidenza potrebbero così interpretare: -Mi prendo la spazzatura, ma voglio la maggior parte dei finanziamenti nazionali per la costruzione di termovalorizzatori ed accessori. Così fra qualche anno, una volta realizzati gli impianti, il nord sarà in linea coi Paesi più progrediti e continuerà a poter smaltire efficacemente la sua spazzatura ed il sud, senza idee e senza soldi, si terrà i suoi rifiuti che non saprà e non potrà smaltire -. Sarà allora una questione di federalismo. Le idee sono idee: siamo mica pirla? Oppure, il duro senatur e l’ineffabile cavaliere, passeggiando per giardini in canotta e braccio sulle spalle, hanno concordato qualche altra strategia che a noi poveri osservatori di fatti pubblici non è consentito neanche immaginare. Cosa si saranno detti i due fedeli alleati? - Togliamo qualche ecoballa, a questi sporchi terroni -. - Ma le balle fanno puzza? -. - Ma il denaro no – - Allura? – - Consentimi. Ci penso mi -. Non ci sentiamo di biasimare i leghisti, anche se non condividiamo la loro strenua difesa di idee disgregatrici dell’unità nazionale tanto faticosamente costruita dai nostri avi. E ci congratuliamo con il loro leader per la coerenza della sua lotta politica e per il rispetto per la gente che lo vota. Ma non possiamo certamente condividere delle scelte di governo che privilegiano alcune parti del Paese a discapito di altre. Siamo e vogliamo essere una sola Italia, nella buona e nella cattiva sorte. Ci sono forti ritardi ed inefficienze nel sistema di smaltimento dei rifiuti e riguardano tante zone del Paese. Non riduciamoci ad una maleodorante penisola di immondizia. La nostra immagine all’estero ne soffrirebbe molto e il turismo, una delle nostre principali risorse, sarebbe drasticamente penalizzato. Allora forza, signori Governanti. Spendete qualche idea e qualche ora in più per programmare soluzioni rapide ed efficaci del problema. Liberatevi da ogni condizionamento ideologico o di schieramento ed agite. Scegliete gli uomini migliori ed affidate loro pieni poteri per realizzazioni compiute. Evitate scelte di convenienza o di esperti inetti e disonesti. E soprattutto stabilite delle regole chiare e condivise: chi sbaglia, paga. Solo agendo così, con luminosa chiarezza ed inattaccabile capacità, riuscirete a riconquistare la stima e l’entusiasmo di quei tanti cittadini-elettori che si sono allontanati da voi perché vi reputano poco credibili. Auguri, Italia. CuorePensante http://pensieriparolecuore.blogspot.com/
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