Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il ritiro da Grozny

Per la Russia la guerra in Cecenia è finita con il ritorno della Sharia

31 Marzo 2009
Al centro, il presidente ceceno Kadyrov

Dopo la strage di Beslan abbiamo dimenticato la Cecenia. Le violazioni dei diritti umani che si sono consumate in quel pezzo del Caucaso non fanno notizia anche perché Mosca ha espulso per molto tempo giornalisti e osservatori della comunità internazionale.

In dieci anni la Russia ha decimato la popolazione cecena per venire a capo della guerriglia che puntava alla secessione della piccola repubblica caucasica. Si parla di 80, 100 mila morti. “La parola decimazione prende un suono lieve quando la si confronti con la sorte dei ceceni”, ha scritto Adriano Sofri in una lettera rivolta al premier Berlusconi.

Adesso Mosca si ritira lasciando il Paese nelle mani dell’uomo forte Kadyrov, il presidente che si definisce un “musulmano tradizionalista” giustificando l’omicidio delle donne che non seguono i precetti della fede. Kadyrov, uno dei cosacchi di Putin, prima di prendere il potere era il capo del servizio di sicurezza presidenziale ed è tallonato dalle associazioni umanitarie che lo accusano di essere l’ispiratore della famigerata brigata Kadyrovtsky, il suo esercito privato, che si sarebbe macchiato di crimini come omicidio, stupro e tortura. 

Lo scorso 9 marzo, in occasione delle celebrazioni della nascita del Profeta, Kadyrov ha donato 50.000 rubli (circa mille euro) a tutte le famiglie che hanno chiamato il loro bambino “Maometto”. Da febbraio sono state imposte disposizioni sullavendita di bevande alcoliche, sul velo per le impiegate negli uffici pubblici, sul divieto di indossare vestiti femminili scollati alla “europea”. Il presidente ha raccomandato la poligamia perché nel Paese ci sono più donne che uomini.

Torneranno a casa solo 20.000 delle circa 50.000 truppe russe che hanno riportato l’ordine a Grozny dopo averla rasa al suolo nove anni fa. Resteranno un’intera brigata e la 42esima divisione dell’esercito. Al Cremlino non si fidano troppo di Kadyrov e non sono piaciute alcune recenti manovre militari che il presidente ha fatto di testa sua.

Nel 2003, le Nazioni Unite definirono Grozny “la città più disastrata al mondo”. L’80 per cento del potenziale economico ceceno era andato perso. La capitale oggi è stata ricostruita anche se "pace" è una parola strana, fatta di civili che spariscono e strane morti che coinvolgono i ceceni o i loro simpatizzanti in Russia: nel gennaio scorso, è toccato all’avvocato Markelov.

“La situazione in Cecenia è stata normalizzata – ha detto il presidente russo Medvedev – la vita sta tornando alla normalità, e in questo momento vengono costruiti nuovi e moderni edifici a Grozny”, ma la crisi economica avanza e Mosca si è finalmente decisa a riaprire lo scalo aereo della capitale cecena ai voli internazionali. Il terrorismo non è più la priorità assoluta. Ci sono la fame e la disoccupazione.

Mosca ha risposto alla minaccia islamista con la stessa violenza terrificante: eccidi, prigionieri torturati, civili sequestrati. Città e villaggi sono stati rasi al suolo dall’aviazione e dall’artiglieria pesante e un intero popolo di profughi si è rifugiato sulle montagne e nelle grotte. Adesso, grazie a Kadyrov, i ceceni si preparano a tornare alla sharia. Il prezzo della vittoria per i russi, dunque, sembra assai indigesto. La guerriglia islamista continuerà a farsi viva in modo endemico negli stati confinanti come il Daghestan (o l’Inguscezia) dove si sta combattendo proprio in questi giorni. Sono circa un centinaio i terroristi ancora in azione sul fronte ceceno del Jihad caucasico. Lo stesso Kadyrov ha indicato nei circoli wahhabiti i finanziatori delle sacche di resistenza.

I ribelli promettono che ad aprile ci saranno nuovi attacchi. Il “comandante Aslan”, 28 anni, è nato del distretto di Vedensky e pensa che il 2009 sarà l’anno della vittoria, perché i mujaheddin sono penetrati nei villaggi e stanno guadagnano consenso tra la popolazione. “Viviamo con grande normalità nelle loro case. E’ davvero un’ottima cosa che la popolazione ci sostenga e ci capisca”. Era questa la “normalizzazione” a cui alludeva Medvedev?

Commenti
31/03/09 09:42
Vale anche per l'Iraq e l'Afghanistan?
Vale anche per l'Iraq e l'Afghanistan dove è applicata ugualmente la sharia e l'islam è tornato nelle fonti del diritto? O Kadyrov no e Karzai sì? Karzai non è anche pericolosamente vicino all'Iran - non parliamo di Maliki? Almeno Putin al-Qaeda l'ha frantumata però. Francamente non si capisce perché questo sito insista con questa propaganda antirussa quando la Russia è un importante partner strategico del nostro paese e si sta riavvicinando alla NATO. Eppure un tempo pubblicizzavate Alexandre del Valle, adesso ogni settimana articoli pro-Kasparov e pro-Uçk. Ma per piacere!!.
babau
31/03/09 12:27
Contrary to expectations,
Contrary to expectations, the Federal leadership of Russia today did not make the decision on cancelling of the special regime of counterterrorist operation in the Chechen Republic, radio Ekho Moskvy reports. A corresponding bill is still to be considered, announced the Federal Security Service head General Alexander Bortnikov today at the session of the National Anti-Terrorism Committee, which Bortnikov also heads. Last week, Russian President Dmitry Medvedev said that improved security in Chechnya meant it was time to review tight restrictions in force there for the past decade. "For the further normalization of situation, solution of social and economic problems it is necessary to optimize system of organization and management of counterterrorist operation in the territory of North Caucasian region", Bortnikov stated. At the same time the FSB head emphasized that changes of the format of counterterrorist operation "will enable to generate conditions for attraction of investments, creation of new jobs and as will promote reduction of resource base of gangster underground in general". According to the FSB, 67 insurgents have been killed and 233 are detained from the beginning of this year in the North Caucasus. The state security agencies are reporting that they managed to prevent 35 crimes of terrorist character. It seems like the FSB have been considering that the recent attempt on Sulim Yamadayev, a bitter opponent of the Moscow-backed leader of Chechnya Ramzan Kadyrov, could trigger renewed violence in Chechnya and will cause alarm outside Russia after a series of similar assassinations in Istanbul and Vienna. While there were contradictory details about the shooting incident in Dubai, experts on Chechnya alleged that the sophistication and planning involved in the attack suggested the involvement of Russia's FSB intelligence service, media are reporting. Restrictions such as curfews, roadblocks, periodic searches and easier detention rules were imposed in Chechnya in 1999 when Russia sent troops to the region.
mj23
31/03/09 13:03
c'è proprio odio per questa Russia...
Mamma mia, è impressionante il livello di disprezzo e di odio che si respira sugli articoli di questo sito nei confronti della Russia. Le faccio una domanda, sig. Ferrero: ma secondo lei i guerriglieri fondamentalisti ceceni, hanno un'idea diversa di società rispetto alla Sharia? Secondo lei se la Russia venisse sconfitta nel Caucaso, non ci sarebbe la Sharia? Vede sig. Ferrero, quello che lei non ha ancora capito è che in Russia esistono 20 milioni di musulmani, l'80% dei quali non creano alcun tipo di problema dal punto di vista del terrorismo. E questo 80% non è situato nel Caucaso, bensì nella regione del Volga. Questo 80% non osa muovere un dito contro la Russia, anzi ha accettato e fatto proprie le regole dello stato in cui vivono, per quanto sia uno stato laico con un forte background cristiano ortodosso. Dunque chi è che ha ragione? L'Occidente, dove i musulmani sono infinitamente meno ma creano più problemi, o la Russia? Le faccio anche un'altra domanda, sig. Ferrero: lei crede che Kadyrov potrà alzare più di tanto la posta in gioco sul fanatismo religioso? Lo crede davvero? Si ricorda di Aslan Maskhadov? Quando si mise contro lo stato russo, venne eliminato. Se Kadyrov ha imposto la Sharia, è esclusivamente perchè è ciò che vogliono i ceceni. Le ricordo che Kadyrov è ceceno, non russo. Ma Sharia o non Sharia, il dato di fatto è che il terrorismo ceceno ha avuto un drastico ridimensionamento. Ma lo stesso non si può certo dire in quei luoghi in cui viene seguita la linea americana... Mi spiace per lei, ma questi sono fatti, non chiacchiere da bar. E i fatti dicono che la Russia sa come sconfiggere il terrorismo, l'Occidente no.
Cucombra
31/03/09 18:19
Ribadisco: la Guerra Fredda non è mai finita...
E' veramente incredibile come la faziosità di certa gente porti a usare due pesi e due misure nel considerare il concetto di sterminio. Se non erro (e non credo assolutamente di sbagliarmi) pochi giorni fa lo stesso sig. Ferrero aveva pubblicato un articolo nel quale aveva messo tra virgolette la parola genocidio riferita al popolo armeno, mentre adesso prova a farci venire le lacrimucce agli occhi parlando del popolo ceceno, il quale è composto in grandissima parte da terroristi, i quali non vogliono altro che strappare alla Russia una porzione di territorio che a questa spetta per poi imporre la sharìa. Il sig. Ferrero spessissimo presenta la Russia come una superpotenza che altro non fa che vessare le minoranze che incontra dimenticando come gli armeni in realtà hanno subito dai turchi lo stesso trattamento che attribuisce ai russi nei confronti dei ceceni: mi sembra un modo ben poco equo e altrettanto poco maturo di giudicare gli eventi storici, anche perchè non ho mai saputo di nessuna pretesa avanzata dagli armeni nei confronti dei turchi, nè tanto meno dei russi. Inoltre, detta come va detta, guardare all'avvento dei mujaheddin ceceni (e non solo)come a una manna venuta dal cielo non mi sembra il massimo della vita, come si dice dalle mie parti, nè tanto meno mi sembra frutto di un'analisi accurata e imparziale il voler minimizzare il genocidio degli armeni solo perchè facenti parte della Federazione Russa e, in linea di massima, filo-russi, ed esaltare i terroristi ceceni come se fossero dei martiri. Parallelamente, non mi sembra adeguato considerare Paesi come la Turchia dei potenziali alleati, tanto da volerli fare entrare nella UE, sebbene con la UE non c'entrino palesemente nulla, mentre la Russia viene considerata un pericoloso nemico da combattere sempre e comunque, quando di risorse ne possiede assai di più e quando dimostra di avere con l'Europa un'affinità di tipo culturale decisamente di un livello di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi Paese musulmano. Inoltre, come sottolinea anche mj23, ripeto quello che mi pare di aver già sottolineato in altre occasioni, la Russia ha dimostrato di saper gestire il problema delle minoranze problematiche (come quelle di cultura musulmana), più o meno consistenti che siano, mentre l'Europa accetta passivamente il tutto sperando che qualche sorta di eroe (nella fattispecie gli Stati Uniti) come se vivessimo in un film, arrivi a "risolvere" la situazione. Ma ogni pretesto sembra buono pur di continuare con la Guerra Fredda, e le opinioni di persone come il sig. Ferrero lo dimostrano in maniera assai eloquente...
Vlad
01/04/09 08:19
"combattenti per la libertà"
Fintanto che Kadirov e i suoi tagliagole sparavano ai russi, i vari Sofri, Glucksmann & Co. li chiamavano "eroici combattenti per la libertà", come l'ebete Reagan chiamava "freedom fighters" i Talebani e Al Queda. Poi quando Kadirov e i suoi sono passati dalla parte del Cremlino improvvisamente si è scoperto che sono dei cattivoni. Eppure non sono cambiati, erano cattivi uguale anche quando combattevano per la "libertà". Lo stesso dicasi di Bin Laden quando combatteva i russi in Afghanistan, era lo stesso di oggi, le sue idee non sono cambiate di una virgola. Agli americani ci è voluto l'11 settembre per capire chi erano i "freedom fighters" che il loro governo di idioti aveva armato e finanziato, speriamo che grazie a intelligentoni come il redattore di questo articolo non ci tocchi vedere una Beslan a casa nostra !
Dave
07/02/10 20:55
Chi uccide non è mai giustificabile
Vorrei rispondere brevemente al commento di mj, che ritiene la Russia in grado di sconfiggere il terrorismo. Vorrei far notare soltanto un aspetto del problema: il terrorismo non si può dire sconfitto finchè all'interno del paese non sarà possibile vivere pacificamente, senza imposizioni inique di sorta nè sparizioni quotidiane di persone più o meno innocenti. Consiglio a tutti di leggere il libro scritto da Asne Seierstad, "Il bambino dal cuore di lupo". Prima di affermare che l'islam sia la soluzione al problema della Cecenia, si deve affrontare la questione prettamente sociale e economica del paese, che è al COLLASSO!
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