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Sabato 20 Marzo 2010
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Via i simboli religiosi dalla aule scolastiche

Per Strasburgo il crocifisso nega la libertà ma il governo italiano non ci sta

3 Novembre 2009
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Via i crocifissi dalle aule scolastiche. Decisione senza sé e senza ma quella presa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, in seguito al ricorso presentato da una donna di origini finlandesi ma cittadina italiana, secondo cui il simbolo cattolico costituisce "una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione "della libertà di culto degli alunni". La sentenza europea ha scatenato immediatamente polemiche dal mondo politico e cattolico.

Il governo italiano ha annunciato di voler presentare subito ricorso. "Nel nostro Paese – ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini – nessuno vuole imporre la religione cattolica e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E’ altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità". “La nostra Costituzione - ha aggiunto - riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica”. Se per il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il crocifisso “non lede la libertà” delle persone mentre “il burqa sì" e quindi “è giusto che il governo italiano faccia ricorso”, il presidente della Camera Gianfranco Fini sembra ‘smarcarsi’: “La laicità delle istituzioni – dice - non nega il ruolo del cristianesimo”.

Polemiche anche dal mondo cattolico. Padre Federico Lombardi è cauto e spiega che prima di un pronunciamento preferisce leggere la motivazione della Corte. E’ duro, invece, il commento di monsignor Antonio Maria Vegliò, che definisce “fastidiosa” la sentenza. “Dà fastidio che venga imposto di togliere il crocifisso dalla scuola”. A nome della Conferenza episcopale italiana parla invece monsignor Vincenzo Paglia, responsabile per la Cei per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso: “Laicità non è fare tabula rasa di tutti i simboli religiosi”, commenta.

Il caso è stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. Nel maggio 2002, la direzione della scuola aveva deciso di lasciare il crocifisso nelle classi, e in questo senso si era espressa più tardi una circolare del Ministero della Pubblica istruzione indirizzata a tutti i direttori delle scuole pubbliche. La Corte di Strasburgo le dà ora ragione e stabilisce che il governo italiano dovrà versarle un risarcimento di 5mila euro per danni morali.

 

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Commenti
michele
03/11/09 16:46
ma proprio vogliamo
ma proprio vogliamo rinunciare alla nostra storia cristiana x delle pretese assurdi di pochissime persone bogotte al contrario..siamo una civilta cristiana e basta..senza se e senza ma..basta con i comunistoidi ossessivi
giò
03/11/09 16:54
vorrei sentire a caso il
vorrei sentire a caso il commento di mons.bottoni che l'altro giorno predicava contro il cavaliere nero che fa morire la democrazia in italia ed intanto i k..li di pietra del nuovo stato totalitario europeo ci stanno letteralmente cancellando.Non siamo riusciti a togliere il velo islamico nelle nostre scuole, in Italia, europa, mondo occidentale, vieppiù imposto anche a bambine di 9-10 anni però dobbiamo togliere i crocefissi..pura follia.. dalle mie parti si dice ma siamo diventati pirla tutti ?
Massimo
03/11/09 18:00
No alla globalizzazione delle tradizioni
Si all'Unione dei popoli d'Europa, no alla globalizzazione delle tradizioni e della cultura. Stiamo distruggendo patrimoni culturali che costituiscono l'identità di un popolo, e questi non riguardano solo i simboli religiosi come in questo caso , penso anche alle tradizioni culinarie, ai prodotti tipici tradizionali di ogni Paese e a tutta la storia che c'è dietro di loro, e alle persone che nei secoli vi hanno dedicato il loro lavoro, alle comunità che sono cresciute attorno ad essi. Stiamo buttando tutto alle ortiche in nome di un livellamento verso un modello di cittadino europeo fatto con lo stampino e uguale dal mediterraneo al circolo polare. Stiamo confondendo l'ugualianza dei diritti con qualcosa che non riesco neppure a definire tanto è abberrante. Lasciamo ad ogni popolo la sua storia e valorizziamo le usanze e tradizioni anzichè distruggerle. Facciamo in modo che ognuno possa dire di sentirsi in una Europa fatta a misura d'uomo. Opponiamoci in tutti i modi contro questo modo deviato di intendere la globalizzazione e l'Unione imposto da Bruxelles.
Lior A. Czaczkes
03/11/09 19:34
crocifisso
Finalmente.....l'italia è stata creata anche dagli ebrei.......la chiesa è la rovina del Italia. Nelle scuole in Israele non esiste nessuna immagine religiosa. A mio aviso la chiesa è da spostare su un isola deserte...basta con la volontà di trasformare il mondo in un mondo cattolico......
Milziade
03/11/09 21:14
Crocifisso
Io ho una grande casa ben visibile sulla strada principale. Ci metterò sopra un bel crocifisso. Vediamo un po' se i sette giudici di questa nostra Europa del c.... riusciranno a toglierlo. Amen.
SL
03/11/09 23:05
no comment
Rabbrividisco nell'osservare come non centrando il problema lo si voglia ridurre ad icona della tradizione laica o religiosa. Il Cristo crocifisso dovrebbe rappresentare il lato oscuro della coscienza umana, e quanto questa nella sua infima espressione sia in grado di produrre. Ma di che cosa ci si vuol meravigliare ormai, anestetizzati dal continuo sopruso della ragione avvezza a fugare solo tripudi di dolore mistificato nel più penoso degli show? Chi non vorrà seguire l'orda si prepari lungi dagli spalti.
Anonimo
04/11/09 00:51
Una religione che ha causato
Una religione che ha causato nel mondo la morte di 200 milioni di individui per imporre la sua supremazia non può esporre il suo simbolo di morte. Se si conoscesse un po' la storia del cattolicesimo, dovremmo fare un rogo di quei legni della malvagità, come abbiamo fatto con i simboli della svastica hitleriana. A quando un processo a Strasburgo o a Bruxelles a carico del cattolicesimo romano per crimini contro l'umanità?
Stefano - Verona
04/11/09 07:24
La prossima mossa sarà
La prossima mossa sarà farlo togliere da tutti i luoghi pubblici. Nessun problema: lo toglierò dal muro e lo metterò sulla mia scrivania, in bella vista. L'Italia agli italiani!! Tutti gli altri o giocano con le nostre regole o se ne tornino da dove sono venuti!!
pietro ancona
04/11/09 14:31
LA VANDEA ITALIANA DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO
I Palazzi dell'Oligarchia e l'intera batteria massmediatica del Paese si sono scatenati in una furibonda contestazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Il Giornale del Presidente del Consiglio si è spinto fino alla trivialità di ingiuriare come ubriaconi i giudici di Strasburgo ed una vera e propria vandea sovrastata da alte grida si è creata dopo l'allineamento del capo della opposizione parlamentare alle critiche del governo italiano e degli esponenti del clericalismo oscurantista come Buttiglione. Bersani si è assunta la responsabilità di avallare un attacco ad una delle più delicate ed importanti istituzioni giuridiche dell'Europa, non tenendo conto dell'aiuto che avrebbe arrecato alla destra italiana nella sua campagna contro i diritti garantiti ancora oggi assai di più dalla Unione Europea che dalla legislazione italiana sempre più xenofoba, razzista e discriminatrice. L'allineamento di quasi tutta la stampa e di tutta la televisione italiana al linciaggio della Corte con centinaia di articoli infarciti di falsità e retorica patriottarda ed identitaria deve fare riflettere sulla libertà di informazione rivendicata ipocritamente da una recente manifestazione di "mantenuti" del Governo che spende sette miliardi di euro l'anno proprio per avere una stampa di regime. La sentenza di Strasburgo non c'entra niente con la laicità e la paventata deriva "laicista" dell'Europa. C'entra molto, moltissimo con la tutela dei diritti della persona a cui non può essere imposta un simbolo religioso in cui non si riconosce o perchè di altra fede o perchè ateo. La sentenza è perfettamente coerente con il Diritto italiano che in una recente sentenza della Cassazione favorevole al giudice Luigi Tosti ha affermato lo stesso principio peraltro rispettoso dell'art.8 della Costituzione che testualmente dice: "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge". Soltanto se una legge italiana modificasse la Costituzione tornando a fare della religione cattolica la sola è unica religione di Stato sarebbe illegittima la sentenza di Strasburgo. Ma lo stesso Vaticano, nel 1984, ha riconosciuto essere la religione cattolica soltanto una delle confessioni religiose che lo Stato ammette nel suo ordinamento. In quanto al Crocifisso simbolo della identità nazionale bisogna osservare che soltanto dal 1922 con leggi volute dal fascismo per recuperare il consenso della Chiesa e dare un fondamento "spirituale" ad un regime violento e totalitario è stato introdotto nelle scuole e poi negli uffici pubblici per diventare infine espressione della religione di Stato con i patti lateranensi del 1929. Fino ad allora lo Stato nato dal Risorgimento aveva affidato l'identità italiana agli ideali che Cavour,Mazzini,Garibaldi avevano posto a base dell'unificazione del Paese. Nella storia millenaria d'Italia il Crocifisso non sempre ha avuto un ruolo positivo e benefico. Migliaia di disgraziati come Giordano Bruno e le vittime della Inquisizione sono state torturati e bruciati vivi con l'assistenza di un monaco o di un prete muniti di un Crocifisso che veniva mostrato ai condannati invitati alla conversione ed al pentimento per non parlare dell'uso che se ne è fatto nelle conquiste coloniali e nell'aggressione crociate ai popoli dell'Islam. Dalla dichiarazione di Costantino che fece del cristianesimo instrumentum regni fino al tardissimo settecento il Crocifisso è stato usato per sopprimere i "miscredenti". Ricordo per tutti il martirio di Ipazia, grande filosofa e matematica alessandrina, torturata, scorticata viva e poi squartata da ferocissimi monaci. Negli Usa il KKK pianta enormi croci brucianti nei luoghi dove massacrano i neri o i "diversi. Certamente il cristianesimo nel corso della sua storia ha sviluppato anche valori positivi specialmente di solidarietà. Per questi i cattolici che sono davvero cristiani e non vogliono fare violenza agli altri non condividono l'esposizione del crocifisso nei pubblici uffici e non avallano la deriva sanfedista imposta da Benedetto XVI e dalla Chiesa di Ruini e Bagnasco. Ma, si troveranno in difficoltà come tutti i laici italiani dal momento che i Palazzi della politica ribadiscono il diritto al monopolio cattolico mentre l'italia diventa multietnica. La sentenza civilissima di Strasburgo in Italia ha sortito l'effetto paradossale di allargare il fronte identitario, fondamentalista, razzista. La sentenza sarà disattesa. Berlusconi non dichiara forse che se i giudici lo dovessero condannare resterà al suo posto al governo? Perchè dunque il Crocifisso non dovrebbe continuare ad essere esposto nelle scuole e negli uffici pubblici? I giudici italiani sono rossi. Quelli europei ubriaconi. La legge la fanno gli elettori scegliendo i loro governanti. Da oggi questo modo di pensare si estende al PD che dichiara non di "buon senso" la decisione dei giudici europei. Pietro Ancona http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ www.spazioamico.it http://tostiluigi.blogspot.com/2009/07/sentenza-n-284809-della-sesta-sezione.html http://www.eurac.edu/NR/rdonlyres/1D1CA361-1CF8-4003-A96B-F5E0AEF9C2D4/13142/NotaCrocifissoCassazione.pdf http://www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/09.html
mario rossi
04/11/09 14:36
croci e crociati
inaccettabile. non potete accettare che venga levato il crocifisso dalle aule, quindi.... mandate i vostri figli nelle scuole private cattoliche e non rompete i c......i a chi, italiano, non sa cosa farsene del vostro simbolo... nel frattempo continuate pure a lanciare invettive e scomuniche, in momenti così difficili 2 risate servono sempre
Anonimo
08/11/09 17:56
il crocifisso
ma siamo impazziti? il crocifisso non puo essere rimosso dalla parete è una cosa che c è sempre stata e ci sara sempre ci volete senza identita?
11/11/09 02:25
crocifisso solo per i cattolici italiani?
come mai in FRANCIA i crocifissi sono vietati non solo nelle scuole, ma in tuitti gli uffici pubblici, senza che il vaticano osi protestare? Perché i cattolici francesi accettano di buon grado non solo che il crocifisso non possa essere esposto in spazi appartenenti allo Stato, ma anche il divieto di indossarlo a scuola come monile appeso al collo? Forse perché i cattolici francesi hanno capito meglio l'interiorità del cristianesimo, mentre per gli italiani si tratta solo di un atteggiamento fanatico, ipocrita e privo di qualsiasi contenuto etico?
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