Venerdì 3 Settembre 2010
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Il blog del direttore

Perché il Pd ha perso le elezioni europee ma il Pdl non le ha vinte

8 Giugno 2009
berlusconi.jpg

Nel Pdl si faranno certamente considerazioni e conteggi molto sofisticati per dimostrare che il voto europeo non è andato poi così male e forse troveranno anche il modo di convincerci. Intanto, così a caldo, qualcosa ci viene già voglia di dirla.

Una campagna elettorale che ha marciato ai ritmi dei tamburi di Repubblica e dei suoi echi internazionali ha prodotto prevalentemente astensione e disgusto. Non ha favorito il Pd che si è illuso di costruire una rimonta sulla distruzione dell'immagine personale del premier; non ha punito il Pdl come in molti in Italia e in Europa si aspettavano, ma di certo ha posto un freno alla sua corsa.

Berlusconi e con lui il Pdl avevano molte carte da giocare nella campagna elettorale, erano carte politiche, selezionate in un anno di buon governo, di alcune crisi affrontate e risolte, di una tragica emergenza gestita con passione ed efficacia, perfino di un 25 aprile vissuto per la prima volta da protagonista e sottratto alla retorica di una sola parte.

Tutto questo è stato cancellato da una caccia all'uomo senza precedenti nella storia politica recente, dove Berlusconi era la preda da stanare e appendere come trofeo nel salone delle feste dell'Europa scalfarian-zapaterista.

Berlusconi è stato costretto ad una campagna elettorale in difensiva, confusa, gestita male sul piano della comunicazione. Invece di rispondere al gossip con qualche buona idea politica, aprendosi spazi possibili sulla scena internazionale come presidente in carica del G8, costringendo l'Europa a guardare alla sostanza della sua azione di governo, è rimasto incastrato nello stesso gioco dei suoi avversari. La stampa amica non lo ha aiutato gettando la moglie Veronica nello stesso gioco al massacro. E la task force che ha gestito la crisi (seppure è esistita) non è riuscita a far uscire il premier dalla trappola, forse sottovalutando quello che stava accadendo, forse sopravvalutando la sua capacità di recupero. Così la campagna elettorale è stata lasciata a seguire il suo corso, senza le necessarie misure di emergenza, nell'illusione che si fosse abbonati al successo.

Il Pd di Franceschini, che aveva giocato tutta la prima parte della sua campagna elettorale sulla "serietà" dell'impegno europeo (ricordate la polemica sulle candidature multiple di Berlusconi?), si è impantanato nei romanzetti pruriginosi confezionati da Repubblica senza alcun vero vantaggio nelle urne. Per questo il Pdl avrebbe avuto tutto lo spazio per uno scarto politico vero, per dimostrare che chi governa dispone di una panoplia elettorale più ampia, più convincente, più concreta.

Invece Berlusconi ha speso quasi tutte le sue energie in decine di interviste sul caso Noemi, peraltro contraddittorie e mal calibrate. E nonostante non abbia praticamente parlato d'altro, ha restituito la sensazione di non voler rispondere ai suoi accusatori, di essere reticente, di aver paura della verità. Tanto valeva ignorare del tutto la questione e parlar d'altro.

Quando è stato chiaro che queste elezioni si stavano trasformando in un referendum su Berlusconi e i suoi peccati, la reazione doveva essere immediatamente quella di cambiare gioco, regole e giocatori. E invece il Cav. si è messo a parlare dei fatti suoi a reti europee unificate, per di più con ampi sbandamenti nelle varie versioni.

Senza politica non si vincono le elezioni. Infatti Il Pd ha perso perchè non ha una politica che sia una. E il Pdl non ha vinto perchè ne aveva in abbondanza e se ne è dimenticato. Le elezioni le ha vinte infatti la Lega, che come nel resto d'Europa, cresce sull'onda di posizioni forti, su immigrazione, sicurezza, identità.

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Commenti
domenico
08/06/09 07:52
Pensare
Caro Loquenzi, ognuno si consola come può. Ma una cosa è chiara anche a te (che fai finta di non capire): d'ora in poi anche questo giornale deve 'mettere in moto' la materia grigia e smetterla di fare l'altoparlante del Capo, perché il Capo non c'è (grazie a Dio)! La testa, te lo ricordo, è fatta per pensare (non solo alle mignotte).
Andrea Battaglia
08/06/09 09:19
concludendo...
Già questo titolo mi sembra più azzeccato, Direttore. Diciamo pure "più onesto". Leggendo infatti i titoli dei quotidiani e quelli di alcune trasmissioni TV (esilarante quello de La7, non a caso condotta da un giornalista formatosi in "Non è la Rai") capisco sempre di più perchè siamo la patria della sofistica e dell'uso disonesto, intellettualmente parlando, della retorica che il buon Platone denunciava in un dialogo dedicato proprio ad un retore-sofista siciliano: Gorgia. Riassumendo i contenuti pirandelliani dei commenti della nostra stampa: un partito, per il fatto di non aver incrementato consensi (avendone persi una quantità, in percentuale, irrisoria quale 1,5, rimasta peraltro nell'area di governo perchè fagocitata dalla Lega), avrebbe "perso". E l'altro, che ha perso il 7% netto, avrebbe "vinto" perchè il suo rivale non ha guadagnato consensi. Mi viene in mente la metafora calcistica di una squadra che, pur retrocedendo brutalmente in serie B, gioisce soltanto perchè la squadra avversaria più odiata arriva seconda, senza vincere lo scudetto. Scherzi dell'antoberlusconismo patologico che non possono che avvantaggiare il PDL, in quanto precludono qualsiasi seria, analitica autocritica del PD (e quindi qualsiasi serio tentativo di invertirne la tendenza al progressivo fallimento). E Berlusca? Beh, ce n'è anche per lui: in fondo ci voleva anche questa, per fargli capire che non sempre si riesce a stravincere alle elezioni sparando numeri stile-tombolone di fine anno ("i sondaggi mi danno al 73%"...le urne no); così facendo ci si presta anche ad offrire argomenti a chi può deliberatamente occultare la verità oggettiva dei dati elettorali insinuando sconfitte elettorali del PDL.
ciro beporretti
08/06/09 09:25
destino dei leader carismatici
Renzo De Felice ha mostrato come nella (grande) abilità politica di Benito Mussolini qualcosa cominciò a non funzionare più dopo la sua vittoria più grande: la proclamazione dell'Impero. Dopo si ebbe come un intorpidimento, un'involuzione progressiva che non pochi del suo entourage avvertirono, ma a cui nessuno seppe porre rimedio, se non troppo tardi: il 25 luglio 1943. Senza fare paragoni impropri (anzi assurdi), bisogna riflettere sulla parabola dei poteri carismatici, in cui inevitabilmente - prima o poi - inizia la fase discendente: coloro che hanno a cuore certi valori politici, certe conquiste fate negli ultimi 15 anni (un "popolo" di centro-destra uscito definitivamente dalla marginalità politica) si devono porre il problema. Nec sine te, nec tecum vivere possum, diceva Ovidio. Bisogna cominciare a porsi il problema del vivere sine te, evitando assolutamente tuttavia di fare il gioco di coloro che vogliono "fare il futuro"....(intelligenti pauca).
Anonimo
08/06/09 09:47
caro direttore
ma come sono arrabbiati ancora e "tamarri" questi della sinistra (domenico, sei di sinistra, giusto ?). non se ne può più di sentire insulti e critiche distruttive, veramente.... uffff!!!
Mario
08/06/09 10:41
Domenico se chi non la pensa
Domenico se chi non la pensa come tè "sbaglia", preferisco sbagliare, per ultimo vai a spandere i tuoi insulti altrove, non vi è bastata questa campagna elettorale fatta di insulti idecenti!!!
Anonimo
08/06/09 11:17
Caro Domenico, è tutto a
Caro Domenico, è tutto a posto ? ti senti bene?
Anonimo
08/06/09 11:24
a caldo, ma lucido e
a caldo, ma lucido e condiviso!
Fabio
08/06/09 11:25
Repubblica:le urne fermano
Repubblica:le urne fermano Berlusconi. Franceschini al Corriere della Sera :in un Europa spazzata da un onda di destra , l'Italia è in controtendenza. A me Sig.Loquenzi sembra di essere ad una rappresentazione del Teatro dell'Assurdo , dove gli attori in scena stanno dicendo che : 1)perdere il 7% è una vittoria mentre perdere il 2% una sconfitta. 2)Politiche 2008 Pdl-Pd 37,3-33,1 differenza 4,2 / Europee 2009 Pdl-Pd 35,2-26,1 differenza 9,1 la differenza in un anno è piu' che raddoppiata ma è una vittoria. Puro Ionesco o Pirandello.
08/06/09 12:20
La mummia russa aspetta i mummini italiani
Ora, nella totalmente defunta sinistra radicale, si inizierà a dire che, in Italia non c'è democrazia, poiché per la seconda volta consecutiva, il cittadino, ha deciso di fare a meno dei comunisti o presunti tali, non votandoli. La democrazia, fortunatamente, al contrario del loro 'pensiero unico' , si esprime così. La sinistra radicale, è ormai rifiutata da tutti, persino da gran parte degli operai di cui con supponenza arrogantissima e menzognera per decenni hanno preteso di essere gli unici difensori. Pantalone, ha capito che non li può più votare e, come potrebbe votare chi, come quel Diliberto, mentre il popolo era tartassato dalle tasse di Prodi e Padoa Schioppa, invece di contrastare quello scempio ne accettava le decisioni e progettava di portare la mumma di Lenin in Italia. La mummia del mostro, non arrivò, dunque si seppellissero loro accanto al bolscevico nel mausoleo dedicato a Lenin, nella Piazza Rossa a Mosca. Tanti saluti, e addio per sempre, compagnucoli.
marco
08/06/09 12:24
L'identità,e tutto ciò che
L'identità,e tutto ciò che ne consegue,dovrebbe essere il primo interesse per qualsiasi popolo.Si può dire che sia il primo interesse per il pdl?Non mi sembra.Sia per le posizioni pro Turchia di Berlusconi,sia per le,ancora peggiori,posizioni finiane.Se si pensa agli appetiti di Fini e alla presenza nel pdl di veri clan,(vedi Sicilia,ma anche Lombardia),non mi sembra che il futuro del pdl si presenti radioso.Non ne sono certamente contento.
antonella
08/06/09 12:35
Europa
Secondo me il PDL non e' aumentato per colpa di Fini, che dovrebbero sbattere fuori con i suoi discorsi sull'etica e l'immigrazione ed infatti e' aumentata la Lega. Quando una persona come Fini e' assetata di potere, assume un ruolo ambiguo e' chiaro che perde credibilita'. L'Italia, come il resto dell'Europa, vuole la sicurezza, le sue tradizioni e questa non e' xenofobia ma logica. Basta con extra-comunitari islamici e basta con le moschee! Basta con il political correct! E' questo il cambiamento di cui l'Europa ha bisogno!
pierino
08/06/09 12:35
Sarkozy trionfa col 28% e Berlusconi perde col 35%?
in Francia Sarkozy ha avuto il 28% ed è considerato un trionfo, il PdL ha avuto il 35% ed è considerata non una sconfitta eclatante, ma non certo una vittoria.... Mi piacerebbe sapere cosa pensa Monitor....Certo, occorre anche pensare al successore di Berlusconi, ma con Fini de sinistra, il PdL perderebbe sicuramente, perché la sinistra perde in tutta Europa. Quanto avrebbe preso Fini se fosse rimasto AN? La destra che sta a destra, ma non è de destra, vuole andare a perdere a sinistra? Occorre subito cominciare a discutere di politica e di come sta cambiando lo scenario europeo ed internazionale.
08/06/09 15:02
Concordo
Concordo su questa analisi a caldo. Ci sono molti punti da chiarire, nell'area politica che va da UDC a Lega, Pdl e Destra. Soprattutto, manca enormemente la capacità di valorizzare le persone capaci, in grado di vincere la battaglia della comunicazione, che in questo mese di campagna è stata clamorosamente persa. Il punto è nel Centro, secondo me. Vedere in questo mio post: http://leguerrecivili.splinder.com/post/20711237/Futuri+schemi+politici%3A+lo+sco
stefano quadrio
08/06/09 15:18
Tutto giusto
Un commento corretto e degno di nota. Voglio solo sottolineare quello che mi sembra la questione centrale: quando il PDL rinuncia a far valere la suia linea politica, affidandosi esclusivamente al carisma e alla forza mediatica del suo leader non ottiene mai un buon risultato. Berlusconi ha cercato di trasformare le elezioni in un referendum su se stesso e, ovviamente, ha perso molti di coloro che sono di centrodestra, ma non lo amano. Il problema è che nel centrodestra non c'è nessuno che osi dire a Berlusconi che sta sbagliando, che ne metta in discussione le linee strategiche o, semplicemente, che gli parli e ne sia ascoltato. Ci vorrebbe un Fini che, invece di dettare dichiarazioni alle agenzie di stampa, telefonasse a Brlusconi e discutesse con lui la linea del PDL. Forse chiedo troppo, ma la sinistra non resterà addormentata per sempre e bisogna cercare di strutturare questo partito e renderlo efficiente al di là degli umori di Berlusconi
Raffaele Riccardi
08/06/09 15:36
elewzioni europee
Il risultato delle elezioni europee poteva essere ampiamente previsto. La sorpresa relativa proviene da due cause : il ritorno al sistema proporzionale e la scarsa affluenza ai seggi che non è stata omogenea, si è votato maggiormente dove c'erano anche le elezioni locali. Questo fatto ha portato all'apparentemente assurdo risultato che il Pdl ha guadagnato dovunque ma ha perso nella somma totale. Ugualmente il Pd ha perso molto dovunque ma sembra aver limitato i danni nel computo nazionale. L'errore è stato proprio quello di accorpare le europee con comunali e provinciali, causando uana distorsione della volontà dell'elettorato, Spero che qualche valido collaboratore dell'Occidentale riprenda questa mia idea e ne dia un'esauriente spiegazione. Raffaele
monitor
08/06/09 16:58
Analisi
Seppure fatta a poche ore dal voto, la sua analisi mi pare onesta e giusta. Ah se Berlusconi si comportasse più sobriamente e Fini fosse meno cinico ed autolesionista!
Anonimo
08/06/09 17:03
Risultati elettorali per l'Europa 2009
L'astensionismo in questa tornata elettorale è stato motivato da un fatto molto preciso:la maggioranza degli italiani non crede nell'europa politica. L'EUROPA E' SOLO UNA ESPRESSIONE GEOGRAFICA. L'unica cosa che unisce (?!) gli europei è l'euro! Ecco quindi che nessuno dei politici italiani si è voluto impegnare su questo fronte,ne è nato quindi un insieme di scandali, gossip, e campagne denigratorie a livello personale contro Berlusconi, sicchè l'attenzione è stata portata su problemi interni all'Italia ed ai rapporti di forza tra maggioranza ed opposizione e nessuno si è dovuto impegnare su argomenti come: politiche unitarie in materia di ECONOMIA, FINANZA, POLITICA ESTERA, IMMIGRAZIONE, DIFESA, COSTITUZIONE, FUNZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO etc. etc. Non dimentichiamoci poi che gli emolumenti dei parlamentari italiani a Bruxelles sono i più alti tra quelli degli altri paesi. PERCHE'? Perchè i giornalisti italiani non trattano diffusamente questi argomenti? Perchè i politici italiani, anche se candidati al parlamento europeo, di tutto parlano tranne che di questi argomenti? Spero che qualche illuminato voglia rispondermi per chiarirmi le idee.
Luciano Cecchini
08/06/09 17:19
I voti "veri"
Aristotele, nella sua “Metaphisica” osserva che “il numero misura la realtà e permette di penetrarne il significato”. Lasciamo quindi da parte le percentuali (forse fuorvianti) e guardiamo i puri numeri delle europee, ponendoli a confronto con le ultime politiche. Scopriamo così che, salvo errori, coloro che non si sono recati alle urne, cioè gli astenuti, sono aumentati, fra le politiche del 2008 e le europee 2009, di ben 6 milioni e 750 mila unità. Fra i partiti, il PD ha perso ben 4 milioni ed 87 mila voti, il PDL ne ha persi 2 milioni e 822 mila, l’UDC è arretrata di 53 mila voti. E i “vincitori” ?Ha aumentato i consensi, ma di soli 102 mila voti, la Lega Nord ed ha avuto 858 mila voti in più l’IdV.
Leone50
08/06/09 19:04
Una lezione da imparare
E' andata come è andata, non c'è da essere particolarmente soddisfatti. Per il futuro penso che il Cav. dovrà tenere bene a mente che gnocca e lavoro, gnocca e affari, gnocca e politica sono come due binari ferroviari: non devono mai intersecarsi pena il disastro. Nessuno gli impedisce di andare alle feste di compleanno ma almeno pretenda che la Sig.na Noemi taccia e non rilasci interviste ad hoc visto il danno che ha causato.
08/06/09 21:43
Con che faccia?
Tanti discorsi, tanto livore! ma quello che conta sono i fatti concreti: PDL+LEGA in salita; PD+IDV in discesa. L'Europa va a destra e voi vi ciucciate il calzino.
CBBR
09/06/09 09:58
La vera ragione che l'Occidentale dovrebbe cogliere...
Il motivo che sta dietro alla contenuta emorragia di voti del Pdl è uno, e mi stupisco che l'Occidentale non lo abbia evidenziato: Gianfranco Fini. Le posizioni fastidiose di Fini, hanno irritato molti dei suoi elettori, che si sono rivolti alla Lega o alle altre formazioni di destra. Sono state le sue uscite a sotrarre voti al Pdl. E' un bene per Fini che An e FI si siano unite: se fosse possibile scindere le percentuali del consenso ripartendole tra le due precedenti formazioni, ci sarebbe davvero da ridere. Non certo per il presidente della Camera,che ha abbanonato il suo elettorato per spostarsi chiaramente sulle posizioni della propria compagna, la quale ha in tasca la tessera del partito radicale.
Andrea Battaglia
09/06/09 14:51
Fini-amola con Fini
Ritenere che la perdita dell'1,5% dei consensi sia da attribuire alle stravaganti posizioni di Fini (che avrebbero determinato l'esodo di alcuni degli elettori di AN verso la Lega)significa sopravvalutarne il ruolo politico ed il peso (in negativo elettorale), nonchè sottovalutare il fatto che AN ha perso molti più elettori - approdati proprio alla Lega ed in alcune delle tante formazioni politche di Destra (Fiamma Ticolore, La Destra, Forza Nuova ecc.) - proprio quando Fini ha scelto di appiattirsi su Berlusconi sciogliendo ad es. un Partito nato appena 15 anni prima. Le elezioni non hanno determinato un incremento di voti in primis perchè all'elettorato italiano, soprattutto a quello di Centrodestra, non interessa granchè esprimersi sul ruolo politico dell'Europa - argomento che per una serie di ragioni storiche coinvolge poco chi fa politica a Destra - e poi perchè Berlusconi ha sbagliato a candidarsi ed a gestire le ultime fasi della campagna elettorale per come le ha gestite, cadendo in ignobili tranelli e provocazioni. E' stato il candidato più votato, eppure se non si fosse candidato il PDL avrebbe ottenuto probabilmente più voti, dando segnali di ricambio generazionale ed imponendo un maggiore impegno in termini di proposte e programmi. Ossia: dacci tregua e lavora a Palazzo Chigi che sei stato eletto per questo.
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