La soluzione per Alitalia sul tavolo del Governo non è la soluzione ottimale e sul piano teorico fanno bene i liberisti a criticarla (Milton su L’Occidentale), ma se scendiamo nel regno del possibile occorre rilevare che si tratta di una soluzione che presenta anche diversi aspetti positivi.
Innanzitutto é meglio della soluzione Prodi, Padoa – Schioppa perché lascia l'azienda in mano a una cordata italiana. Questa potrà rilanciare la compagnia in un’ottica di sistema Italia, meglio di quanto avrebbe potuto farlo la cordata francese. L’azionista italiano infatti potrà tenere da conto nelle scelte aziendali anche delle esternalità positive che vanno a beneficio del paese e che gli imprenditori italiani possono quindi “internalizzare”. Mi spiego meglio. Dovendo scegliere ipoteticamente tra aprire una rotta Pechino-Parigi e una rotta Pechino-Roma di pari redditività, l’azionista francese sceglie correttamente la prima e l’azionista italiano la seconda, perché in grado di catturare anche i benefici indiretti derivanti dall’aumento del traffico sul proprio territorio. Per noi italiani quindi non è irrilevante se una tale decisione si prende a Roma o a Parigi.
In secondo luogo, pur con tutte le riserve che si possono formulare, con l’uscita dello Stato dalla proprietà dell’azienda si è messo in moto un processo di privatizzazione, di liberalizzazione, di efficientamento pressoché irreversibile. Certo è solo un primo passo; certo i nuovi padroni privati scaricano molti costi su pubblico; certo, la nuova proprietà privata cercherà di ritagliarsi posizioni monopolistiche. Ma l’alternativa quale sarebbe stata?
I costi sociali di lasciare fallire la compagnia sarebbero comunque ricaduti sul pubblico e ai costi sociali si sarebbe aggiunto il danno politico a livello nazionale e internazionale per il Governo e per il Presidente Berlusconi.
Quanto al monopolio dei privati esso è certamente dannoso quanto quello del pubblico, ma almeno ha il vantaggio di essere più instabile e contendibile; si tenga presente al riguardo che la pressione concorrenziale nel comparto aereo è destinata a crescere anche per la concorrenza di forme alternative di trasporto quali ad esempio il treno ad alta velocità.
Resta infine il fatto positivo che a fronte di una operazione comunque rischiosa, come osservato da Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera, un gruppo di imprenditori ampio e variegato quanto a settore di competenza, origine e posizionamento politico, abbia voluto raccogliere la sfida, indice di una non sopita capacità di intrapresa e di fiducia nel futuro del nostro paese. Certo non tutti lo avranno fatto per semplice altruismo e spirito di servizio, ma citando Adam Smith in The Wealth of Nations, non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del panettiere che dobbiamo attenderci il nostro pasto, ma dalla ricerca del loro personale interesse.
Nonostante questi apprezzamenti per la proposta messa a punto dal Governo resta un punto su cui non mi capacito. Possibile che per la nomina a Commissario liquidatore non si potesse individuare un professionista competente e autorevole che non fosse stato ministro del centrosinistra? Ma forse questa scelta attiene alla dimensione del dialogo tra maggioranza e opposizione, di cui i benefici per ora mi sfuggono.


