Giovedì 24 Maggio 2012
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Perché non cancellare la scoperta dell’America?

6 Maggio 2009

La Brown University è uno dei covi della Ivy League, che non è solo il gotha delle università americane – da Harvard a Yale –, ma anche uno stile di vita, un modo di essere e di pensare. Liberal ed elitario. I laureati della Brown sono (sovra)stimati in tutto il mondo per l’unicità dei loro curricula, la superiore forma mentis e la qualità dei loro docenti.

Bene, sentite cosa si sono inventati questi fighetti dalla mente tanto aperta che sembra vuota. Hanno sottoscritto una petizione perché alla Brown non si festeggi più il “Columbus Day”, il giorno in cui si ricorda la scoperta dell’America. Una ricorrenza tradizionale divenuta un pezzo dell’identità americana fin dal 1869, anche grazie ai primi emigranti italiani di New York.

“Chiediamo che vengano interrotti i festeggiamenti – dicono – perché il violento trattamento a cui Colombo sottopose i nativi americani è in contraddizione con i valori della Brown”. D’ora in poi il “Columbus Day” diventerà un anodino “Fall Weekend”, cioè il “Weekend d’Autunno”, o se preferite il “Weekend della caduta”, nel senso di quanto sono caduti in basso alla Brown da non riconoscere più nemmeno le proprie origini…

E già, perché la futura classe dirigente considera il 12 ottobre del 1492 non l’inizio di una grande civiltà – gli Stati Uniti d’America – ma il primo atto di un genocidio che avrebbe portato massacro di Wounded Knee. Che c’è stato, nessuno si sognerebbe di negarlo. Ma prima di guardare alle pagliuzze nell’occhio di Colombo perché non guardare alla trave delle “antiche civiltà” incontrate dal navigatore nel Nuovo Mondo?

I paleontologi ci hanno restituito i teschi mozzati e le fosse comuni del massacro di Crow Creek, avvenuto all’incirca nel XIV secolo in quello che oggi è il Sud Dakota. E la violenza contro i colonizzatori bianchi? Vi dicono qualcosa il massacro di Jonestown o le stragi commesse dagli Shoshone in Oregon a metà del XIX secolo? Tutto questo rientra nei “valori della Brown”?

Nella vulgata i Maya sono considerati un popolo che ha eccelso nell’arte, nell’astronomia e nell’architettura. Maya, Aztechi, Incas, Pawnee e Huroni, eccellevano anche in un'altra cosa. I sacrifici umani. Lo sventurato di turno veniva immolato su un altare da un sacerdote che gli strappava il cuore per offrirlo in pasto alla folla. Letteralmente. Gli storici ricordano come i primi europei giunti nello Yucatan rimasero scioccati dagli atti di cannibalismo dei nativi.

Ecco perché l’indigeno di “Apocalypto” capisce di essere in salvo solo quando cade nelle braccia dei Conquistadores. Ecco perché l’America continuerà a festeggiare il Columbus Day: da allora è nata una società più ricca, libera e mite delle precedenti. Non è perfetta, certo. Ma nessuno può essere perfetto come gli studenti della Brown University.

Commenti
Carlo Vasoli
07/05/09 08:07
Brown University
Gli dei accecano coloro che vogliono perdere
mauro
07/05/09 09:47
ahimé, sono americani...
La Storia di Roma millenaria è lastricata di sangue dei popoli schiavizzati, quella della Chiesa di roghi di eretici e teste mozzate, le Libertà della Rivoluzione Francese grondano del sangue delle ghigliottine, il Parlamentarismo Inglese affonda le sue radici in secoli di Colonialismo. Io ho fatto la terza media, ma quando vedo certi prodotti delle Università Americane e noto a che punto può arrivare l'imbecillità umana, una certa tentazione di mandare accidenti a Colombo viene.
girolamo
07/05/09 10:35
The School of Resentment
Sempre più patetiche le elite intellettuali. Questo è solo l'ultimo frutto di quella che Harold Bloom ha efficacemente definito The School of Resentment
Anonimo
07/05/09 10:36
ma si può?
Mi sembra un fanatico questo articolista!Ma si può scrivere una baggianata di simile livello? Toglietegli carta e penna (o monitor e tastiera!). Ai tempi dei sacrifici umani il "sacrificato" era un volontario...si faceva a gara per farsi sacrificare per la comunità!Era un onore,come lo è per un kamikaze qualsiasi.Solo un "viso pallido" può citare le nobili usanze dei popoli che abitavano quei luoghi come una "trave" nell'occhio rispetto alla pagliuzza di Colombo!Per inciso, Colombo non scoprì nulla, si sbagliò, pensò di essere arrivato da tutt'altra parte...il vero merito della "scoperta" è dei VICHINGHI, che già 400 anni prima di Colombo...ne avevano scoperto l'uovo. Non proprio fresco di giornata.
Dafne
07/05/09 11:15
Sono completamente e
Sono completamente e assolutamente d'accordo con la decisione della Brown University e credo che finalmente qualcuno stia avendo buon senso. Che non esistano popoli perfetti è un dato di fatto. I nativi americani non sono dunque perfetti. Ma è crudele dimenticare ciò che hanno subito proprio a causa dell'uomo bianco. La civiltà americana è cresciuta perchè ha schiacciato e ridotto al nulla i popoli nativi. Non bisogna dimenticare che i coloni bianchi sono stati accolti pacificamente e che la maggioranza di ogni atto scellerato, da parte di qualche tribù, è da attribuirsi alla voglia di giustizia e soprattutto alla voglia di difendersi. Basta documentarsi meglio e la verità si scopre. Il maggior torto è da attribuire ai coloni americani, che mai hanno accettato di vivere in pace con i nativi americani. Il Columbus Day è l'inizio di una grande civiltà e la fine della libertà di ogni singolo nativo americano. E' ora che questo si inizi a riconoscere, soprattutto stando a vedere le condizioni attuali di vita di quella gente.
dani
07/05/09 19:11
Brown University
Brown University è un posto splendido per studiare, Providence una cittadina deliziosa, Rhode Island piena di italo-americani. Ne avessimo noi di Brown! Gli studenti hanno anche chiesto che l'università non si chiami più Brown, perché John Brown era un mercante di schiavi. Sono liberal, fanatici della decolonizzazione, l'Europa è l'impero del male, ma questa è l'America, bellezza! Se la prendono coi conquistadores e non con Obama che fa bombardare civili in Afghanistan. I soliti nazionalisti: non è una novità.
mauro
08/05/09 08:35
che vi dicevo delle università americane?
Dani, se hai studiato alla Brown University, e dici che il fondatore era un mercante di schiavi, saprai che anche George Washington aveva schiavi e pure Thomas Jefferson, uno dei Padri della Democrazia mondiale, utilizzava il lavoro degli schiavi. Era un'epoca in cui in Francia i nobili e la loro discendenza non lavoravano e non pagavano le tasse, utilizzando manodopera ai limiti dell'inedia per i loro vestiti sfarzosi. Nella civile Inghilterra le ciurme delle navi venivano formate spesso sequestrando giovani nelle campagne e le colonie venivano create semplicemente con la conquista militare, lo stesso modo in cui la Russia ha formato la sua Nazione, nella quale allora vigeva la servitù della gleba, un sistema prossimo a quello dei Gulag, solo ereditario. Per non parlare degli usi e costumi in vigore nell'allora Impero Ottomano. Ci sono dei commenti qui sotto che giudicano "nobili tradizioni" quelle dei sacrifici umani, e tu stigmatizzi un banale schiavismo?
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