Il soldato israeliano Gilad Shalit sarà trasferito in Egitto nel giro di pochi giorni per uno scambio di prigionieri con Hamas, secondo quanto avrebbero riferito delle fonti diplomatiche europee giovedì scorso. La mossa è parte di una nuova iniziativa degli Stati Uniti aiutati dalla pressione egiziana e siriana su Hamas, per una riconciliazione all'interno del campo palestinese e un’apertura israeliana nella striscia di Gaza. Un’affidabile fonte europea conferma che l’accordo egiziano è stato raggiunto qualche giorno fa. Una fonte palestinese avrebbe confermato la notizia, ma i funzionari a Gerusalemme negano qualsiasi novità in tal senso.
L’idea di trasferire Shalit in Egitto, in cambio del rilascio delle donne palestinesi, dei ragazzi, dei ministri e dei parlamentari detenuti nelle carceri israeliane è stata avanzata circa un anno nel corso di una visita da parte dell’ex presidente americano Jimmy Carter a Damasco, Gerusalemme e Gaza.
Carter avrebbe apparentemente ripreso la questione in occasione della sua visita in Israele all’inizio di questo mese, quando ha incontrato Noam Shalit, il padre di Gilad.
Secondo il piano, Shalit sarà affidato all’intelligence egiziana e ai suoi genitori sarà permesso di fargli visita. Verrà rilasciato e potrà tornare in Israele dopo la definizione di un accordo sulla lista dei prigionieri di Hamas da rilasciare. Una fonte egiziana che sta seguendo gli sviluppi della vicenda ha dichiarato ad Haarez che Hamas insiste sul fatto che Israele rilasci i prigionieri "con le mani sporche di sangue" come fu approvato dal gabinetto dell’ex primo ministro Eduh Olmert. Israele questa settimana ha liberato il portavoce del consiglio legislativo palestinese Sheikh Aziz Dweik dopo tre anni di prigionia. Dweik è uno dei leader di Hamas in Cisgiordania e abbraccia la linea "moderata" dell’organizzazione.
Secondo le fonti europee il trasferimento di Shalit sarebbe la prima fase della mediazione egiziana in coordinamento con gli Stati Uniti e con il sostegno della Siria per un riavvicinamento tra Hamas, Fatah e tra altre fazioni palestinesi. L’operazione metterebbe la Striscia di Gaza sotto la guida di un comitato congiunto subordinato al presidente palestinese Mahnaud Abbass, sostituito dal primo ministro Salam Fayyad al vertice del governo palestinese. Martedì l’agenzia stampa palestinese Maan ha citato fonti egiziane dicendo che Shalit doveva essere trasferito dalla striscia di Gaza in Egitto nel giro di poche ore, ma le fonti israeliane hanno negato questa possibilità. Shalit è stato rapito in un raid transfrontaliero da militanti di Gaza il 25 giugno del 2006.
Giorni fa, il leader di Hamas ha dichiarato che accoglie il nuovo approccio di Obama verso il Medio Oriente ma è in attesa di vederlo in azione. In un discorso televisivo, il capo di Hamas Khaled Meshal ha evitato qualsiasi riferimento alle recenti proteste in Iran, nonostante Hamas sia sostenuta dal regime di Teheran. Hamas, che controlla Gaza, nelle ultime settimane sta cercando di raggiungere l’amministrazione Obama , nel tentativo di porre fine al boicottaggio internazionale contro Gaza a due anni dalla chiusura delle frontiere. Meshal ha dichiarato che l’unico modo per ottenere la liberazione di Shalit è di seguire “un pieno accordo” e non “la strada dell’ostilità” seguita da Olmert, ha aggiunto.
Intanto Noam Shalit ha esortato gli israeliani a pensare a suo figlio nella situazione di prigionia nelle mani di Hamas.“Oggi, 25 giugno 2009, chiedo a ogni persona del Paese, uomo, donna, giovane, anziano, di chiudere gli occhi per tre minuti, solo tre minuti e di aspettare fino a quando questi tre minuti non saranno passati e per provare a pensare quello che mio figlio Gilad sta sperimentando” ha detto il padre del soldato rapito a Radio Army.
Nel corso dell'intervista, Noam Shalit ha descritto suo figlio come “un giovane uomo che attende con ansia non solo da tre minuti, tre ore o da tre giorni, ma aspetta nell’oscurità e nella disperazione, nella sofferenza fisica e mentale, per la libertà che gli è stata tolta tre anni fa”.
Tratto da "Haaretz"
Traduzione di Costantino Pistilli


