Giovedì 24 Maggio 2012
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Al via Pitti Uomo

La moda prova a rialzare la testa dopo un anno da dimenticare

12 Gennaio 2010
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Si apre oggi negli spazi della Fortezza da Basso di Firenze la 77a edizione di Pitti Uomo. In vetrina fino a venerdì 15 gennaio le collezioni di abbigliamento e accessori per il prossimo autunno-inverno presentate da 765 aziende per 936 marchi di cui 305 esteri (32,6% del totale). Una manifestazione con cui prende il via il calendario ufficiale 2010 della moda internazionale che si tiene a pochi giorni dalla chiusura di quello che per il settore è stato considerato l' "annus horribilis" dell'ultimo ventennio per aver visto un significativo ridimensionamento sia di fatturato che di produzione.

"E se pur in questo clima di crisi – ha dichiarato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – l'aria che si respira alla vigilia dell'apertura è tutto sommato molto positiva. Da una parte prettamente fieristica l'ottimismo è dato dall'occupazione totale di tutti gli spazi con la presenza di molti marchi nuovi, da un punto di vista generale ci sono i primi segnali di ripresa anche se devono essere ancora valutati all'interno di una crisi mondiale tutt'altro che passata".

Per la moda maschile italiana (in un’accezione che comprende l’abbigliamento esterno in tessuto e a maglia, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle) secondo le prime e ancora provvisorie stime basate sia sulle indicazioni provenienti dalle imprese associate a SMI (Sistema Moda Italia) sia sull’andamento congiunturale del quadro macroeconomico di riferimento, l’anno 2009 si dovrebbe infatti chiudere con una contrazione del giro d’affari pari al 9,7% sul 2008. Contrazione che porterà il fatturato settoriale al di sotto dei 9 miliardi di euro raggiunti nei due anni precedenti.

Sul risultato del menswear ha inciso soprattutto il crollo della domanda mondiale innescatosi a seguito dell’esplosione della crisi finanziaria. Per un comparto che esporta oltre il 50% della propria produzione da gennaio a settembre il calo delle vendite estere (-14,6%) in tutti i principali mercati di sbocco specie nelle aree extra-europee ha determinato un significativo ridimensionamento dell’attività settoriale con le perdite più significative che hanno interessato in particolare le economie maggiormente colpite dalla recessione mondiale.

Le aree extra-UE, che negli anni più recenti avevano trainato il comparto, hanno perso complessivamente il 20% su cui hanno inciso i forti cali sperimentati nei principali mercati di sbocco del menswear come USA (-22,8%), Russia (-31,3%), Svizzera (-18,4), Giappone (-14,6%).

Nell’area intra-UE (il calo complessivo evidenziato è stato del -10,1%) è possibile distinguere, da un lato, i Paesi più colpiti dalla crisi mondiale come Spagna e Regno Unito che hanno evidenziato perdite molto elevate (rispettivamente -17,7% e -16,3%) e, dall’altro, Francia e Germania che, evidenziando contrazioni piuttosto contenute pari, rispettivamente, al -4,2% e al -7,2%, hanno assicurato maggiori soddisfazioni agli operatori del settore, confermando il loro peso sull’export di comparto. Nello stesso periodo si assiste a un decremento anche dal punto di vista delle importazioni (-5,4%) con le perdite maggiori che si evidenziano per le piazze della Comunità Europea (-9,4%) mentre per le merci provenienti da altri paesi la contrazione si è arrestata al 3,2% se pur con una forte flessione della Tunisia che con una quota di mercato pari all'8,3% nei primi tre trimestri del 2009 ha registrato un -19,8%.

In controtendenza rispetto a questo quadro generale la crescita delle importazioni di capi maschili da Cina e Bangladesh. Primo fornitore di moda uomo dell’Italia, con una quota pari al 30,6%, nello stesso periodo dello scorso anno la Cina ha messo a segno un nuovo incremento del 7% portando il valore dell’import a 929 milioni di euro, mentre l’import proveniente dal Bangladesh mostra un sostenuto tasso di crescita del 13,2% pari a un'incidenza delle importazioni da questa Nazione sull’import totale di moda uomo del 6%. E dal canto suo la domanda interna pur avendo dimostrato una maggiore capacità di tenuta non è stata certo sufficiente a risollevare le sorti del comparto nel corso del 2009. Per quanto concerne il sell-out a livello di linea di prodotto i dati più aggiornati fanno riferimento alla stagione Autunno/Inverno 2008-2009 che ha chiuso con un calo delle vendite a valore del 5%. Abbigliamento in pelle e cravatte non hanno arrestato il trend pesantemente negativo che da qualche stagione sta interessando queste due linee di prodotto facendo segnare un ulteriore decremento, superiore al -20%. Vestiario esterno (specie a causa delle difficoltà del "classico") e maglieria esterna hanno evidenziato contrazioni del sell-out in linea con la media di comparto su tassi del -5% circa. In contro tendenza la camiceria che ha assistito ad un aumento delle vendite correnti pari all'1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2007/2008.

Osservando le performance ottenute dai singoli format distributivi, nell’A/I 2008-2009 gli incrementi di vendita più significativi hanno interessato le catene/franchising (+18,7%), gli ambulanti (+14%) e gli outlet. A fronte di simili risultati, le catene monomarca di moda uomo hanno raggiunto una quota di mercato pari al 22% del sell-out di comparto intermediato in Italia. Il dettaglio indipendente, in calo da molte stagioni, ha sperimentato un aggravamento da ricondurre alla situazione congiunturale generale, ma anche al cambiamento nello stile di consumo delle famiglie italiane: il tasso di decremento, in una sola stagione, ha quasi raggiunto il -13%.

Nonostante ciò, il canale tradizionale si conferma leader per il comparto, detenendo la maggior quota di mercato, pari al 44%. Con riferimento alla stagione in corso (A/I 2009-2010), secondo le stime di Sita Ricerca non si evidenzia un’inversione di tendenza per il comparto, ma anzi si prospetta una prosecuzione della dinamica negativa con un bimestre settembre-ottobre durante il quale il sell-out dovrebbe calare di un ulteriore 3% circa.

 

Commenti
Filippo Verani - Masin di Castelnuovo
13/01/10 10:45
Articolo molto interessante
Articolo molto interessante e se non sbaglio e' la prima volta che viene trattato questo argomento legato alla moda. Siete un giornale sempre piu' completo. Cordiali saluti
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