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Popolari, banche a misura di famiglia

3 Gennaio 2010

A oltre un anno dal suo momento più drammatico, il fallimento della banca americana Lehman Brothers, la crisi finanziaria iniziata quasi tre anni fa non è stata ancora superata dalle maggiori economie industrializzate, Italia compresa.

Tuttavia, uno degli aspetti di maggiore rilievo – che ha assunto spessore via via che la crisi diventava più acuta e che prosegue tuttora - è rappresentato dal ruolo svolto dalla cooperazione bancaria e dalle Banche Popolari. In particolare, se da un lato esse hanno addirittura incrementato il sostegno alla clientela di riferimento, essenzialmente PMI e famiglie, dall’altro sono state “scoperte” da nuove cospicue schiere di clienti e soci.

Nei primi sei mesi del 2009, infatti, la clientela che si è affidata al Credito Popolare è aumentata di oltre 200.000 unità, un dato particolarmente rilevante, con una incidenza dei prestiti al segmento Famiglie pari a circa il 30% del portafoglio impieghi delle Banche Popolari, cinque punti in più rispetto alla media nazionale del comparto creditizio.

 I fattori che hanno “premiato” il Credito Popolare oltre le attese sono molteplici, ma ruotano tutti intorno alle specificità di un modello imperniato sui valori della cooperazione, della solidarietà, del localismo e di un elevato livello di partecipazione dei soci alla vita della banca: in sintesi si tratta di un comparto dove assume forma e sostanza il principio di “democrazia economica”.

L’Associazione di Categoria ha monitorato questo fenomeno, evidenziando le scelte motivazionali della clientela che si è avvicinata alle Banche Popolari: per il cosiddetto operatore famiglia, l’aspetto più significativo che è emerso è quello della crescente coincidenza tra le aspettative riposte nelle controparti bancarie dai nuovi clienti e la gerarchia dei valori che anima l’operatività del Credito Popolare.

E’ spesso questa relazione familiare che porta le persone a cercare un rapporto solido e stabile con banche territoriali, come le Popolari, che operano con una visione che raggiunge il benessere collettivo della comunità. Il socio della Banca Popolare non solo è il singolo, ma, spesso, è il nucleo familiare che viene sovente incentivato a partecipare e contribuisce attivamente alla vita della banca.

I principali fattori “comuni” tra Banca Popolare e famiglie sono così evidentemente chiari: anzitutto l’attenzione alla persona nell’ambito dello sviluppo dell’economia locale inteso nella sua interezza e, inoltre, la sostanziale distanza della Popolare dalla cosiddetta “finanza” astratta dall’economia reale, quest’ultima unico vero e visibile parametro di riferimento per le famiglie.

La solidità del binomio Banche Popolari – Famiglie fa giustizia di un concetto perverso espresso di recente da alcuni economisti: “Il capitale sociale è proprio ciò che il familismo non consente di accumulare”. Quello che detti economisti chiamano il “familismo amorale”- riprendendo un’espressione antica di un politologo dell’Università di Chicago, il quale considerava la struttura “familiare” foriera solo di danni per una società moderna - si dimostra un assunto del tutto errato, non solo sul piano etico, che qui tralasciamo di approfondire, ma proprio sul piano economico.

E’ stato, infatti, l’intreccio virtuoso fra le banche di matrice popolare cooperativa e con forti connotazioni di radicamento locale e le famiglie che in essa hanno fiducia, a produrre, invece, risultati insperati sia sotto il profilo della dotazione complessiva del capitale che delle conseguenti realizzazioni sociali della comunità. La solidità del legame tra Banche Popolari e famiglie è riassumibile in pochi ma decisivi numeri: nei primi nove mesi del 2009 i depositi in conto corrente delle famiglie – che rappresentano oltre la metà del totale – sono cresciuti di quasi l’11%, portando la quota di mercato delle Banche Popolari dal 21% al 22%, e il tasso d’interesse applicato sui mutui per acquisto di abitazione si è progressivamente ridotto arrivando al 2,66%, livello che si colloca al di sotto del dato medio nazionale.

Le Popolari sono quindi senza dubbio le banche delle famiglie, nel senso che appartengono alle famiglie e ad esse “guardano”, tanto che l’intermediazione del risparmio familiare ed i prestiti a nuclei domestico-produttivi sono uno dei cardini della loro attività.

 

* Segretario Generale, Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

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