Giornale on-line della Fondazione Magna Carta
Sabato 20 Marzo 2010
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Dopo le comiche finali

Presidente Berlusconi è giunta l'ora di buttare giù qualcuno dal predellino

4 Dicembre 2009

Siamo alle comiche finali, quelle che vennero evocate ai tempi del predellino dagli stessi che poi sul predellino, probabilmente turandosi il naso, ci salirono, eccome, per guadagnarsi poltrone istituzionali.

La scena è la seguente. Durante un convegno, evidentemente privo di interesse, un Procuratore della Repubblica e il Presidente di uno dei rami del Parlamento (povero Barone di Montesquieu!) amabilmente discutono, come due amici al bar, di come le dichiarazioni (che evidentemente loro conoscono nel dettaglio) di un pentito di mafia, siano una bomba atomica per il futuro politico e personale del Presidente del Consiglio in carica. Tra un sorrisetto e l’altro disquisiscono poi sulle attitudini dispotiche ed imperiali dello stesso Presidente del Consiglio, ipotizzandone, naturalmente in maniera simbolica, la decapitazione.   

Insomma si potrebbe dire: da “Berretti Verdi” a Stanlio e Olio passando per Hanna Arendt. Un percorso culturale tortuoso assai per il Presidente della Camera, con una conclusione a dir poco comica. Non si trova infatti altro aggettivo per descrivere la maldestra chiacchierata dei novelli Laurel e Hardy che beatamente sghignazzano disquisendo di mafia, pentiti e ghigliottine, pregustando fremiti vibranti al solo pensiero di un avviso di garanzia recapitato al pericoloso dittatore. Se queste sono le nostre istituzioni, se questi sono coloro a cui è stata affidata la nostra giustizia, siamo davvero nel paese delle banane

Come tutte le comiche anche questa tuttavia nasconde una verità maledettamente seria: la crisi nel PdL è aperta e la governabilità è compromessa. E’ vero, già ieri le colombe e i ricucitori di professione si sono messi al lavoro, e probabilmente riusciranno a rinviare la fine, ma l’agonia rischia di compromettere irrimediabilmente il futuro del PdL. Il tempo logora il Presidente del Consiglio indubbiamente accerchiato dalla magistratura politicizzata, dalla banda di Repubblica e dall’ “altra destra” del PdL. Da mesi non si parla d’altro che di veline, escort, processi e avvisi di garanzia in arrivo. L’opera del governo sembra paralizzata ed aver, in maniera benemerita, evitato l’assalto alla diligenza, senza aver però messo in cantiere nessuna riforma in campo economico, impedirà al Paese di agganciare la ripresa e avviare una fase di sviluppo degna di questo nome. Ciò non potrà che portare ad un deterioramento del consenso (le elezioni quasi sempre si vincono sulle questioni economiche e sulla percezione dei cittadini del loro stato di benessere), a un isolamento, sempre più marcato, del Presidente del Consiglio e – per usare una formula cara alla prima repubblica - ad un inevitabile governo di salute pubblica che traghetti il Paese a nuove elezioni, alle quali il PdL arriverebbe indebolito e perdente.

Per questo Presidente Berlusconi è venuta l’ora (oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi) di salire ancora una volta sul predellino, chiamare a raccolta gli elettori e chiedere loro cosa ne pensano. Questo volta però con alcune accortezze e lasciando al loro destino alcune inutili zavorre. Per esempio quelli che vogliono costruire l’ “altra destra”, questi nuovi oracoletti da salotto che ogni giorno “corsivizzano” su Ff web magazine, riempiendosi la bocca di ovvietà politically correct e beatificandosi degli applausi di una sinistra che li vede mero strumento del nuovo antiberlusconismo. Ebbene cari professorini, l’ “altra destra” costruitela da soli, “i soldatini, i signorsì, le non teste pensanti” al servizio del despota che “confonde il consenso con l’immunità”, si sono stufati di portarvi i voti, scendete dai vostri piedistalli, fatevi il vostro partito (potreste chiamarlo “L’elefantino”)  e cercatevi il consenso.

Un consiglio: perché non iniziate a cercare adepti già da domani al “No B Day”, tra i soliti clown, ballerine e quello stuolo di pagliacci organizzati bardati di viola?

 

La URL per il trackback di questo articolo è: http://www.loccidentale.it/trackback/82788
Commenti
Algonautic
04/12/09 14:05
Si vabbè le solite cose e però...
A parte le solite polemiche, l’ultima frase mi sembra la cosa più interessante di tutto l’articolo. Nel PDL, o fuori del PDL, un partito del centrodestra perché deve lasciare tutti i consensi di quelli che oggi definiremmo “giustizialisti” al centrosinistra? Ma perché se “mani pulite” è iniziata sull’impeto soprattutto di due partiti di destra (MSI e la Lega), oggi quelle idee sono solo difese dai partiti di sinistra o comunque attualmente all’opposizione? E’ vero certo che oggi con un centrodestra ancora dominato da Berlusconi non vi possono essere mezze misure: bisogna essere contro i magistrati (soprattutto contro quelli che tirano in ballo il Cav) a favore di Lodi, processi brevi e tante altre “amenità” del genere, ma domani? Un domani (perché ci sarà pure un domani per il centrodestra, spero…) potrebbe recuperare a sé questi temi e non lasciarli solo al centrosinistra. Forse c’è chi non pensa solo all’oggi, ma anche ad una linea politica necessariamente diversa per il futuro centrodestra…E’ un’idea questa completamente sbagliata?
giancarlo tortoli
04/12/09 14:05
Predellino? - Magari!
A meno che Berlusconi non riesca a togliersi di dosso la zavorra che pure fà parte del PDL ma oramai solo per contratto, non riesco a vedere uno spiraglio. D'altronde il Fini è al momento, dico al momento, in una botte di ferro. L'auspicio, agognato, del Fini è che il Presidente del Consiglio imploda. E noi ci domandiamo tutti se proseguire con l'opera di "tessitori e colombe" sia proprio la strada migliore. Oppure un incontro a brutto muso, necessario, poichè a volte ciò che sembra inapplicabile può dare risultati insperati. Oppure un bel proclama agli elettori (che Berlusconi sa fare benissimo) spiegando esattamente come stanno le cose all'interno della coalizione ed i suoi elettori capirebbero. Eccome se capirebbero. Questa seconda via potrebbe però essere poco percorribile poichè aldilà di un sollievo immediato dato dal parlare col cuore, rimane in piedi tutto il programma elettorale per il quale Berlusconi è stato eletto e che verrebbe ovviamente disatteso con un grossissimo sospiro di sollievo (questa volta non dal cuore) della sinistra, di questa sinistra la quale, per il mio personale pensiero, starebbe bene all'opposizione sino all'anno 2020. Vediamo comunque l'evolversi di tutto ciò che bolle in pentola. Ed è molta roba.
enzo sara
04/12/09 14:46
Stop alle "comiche finiane"
Milton, chiunque tu sia, grazie. Grazie di cuore per questa requisitoria appassionata e per questo sfogo liberatorio, che riesce ad essere nello stesso tempo un'analisi lucidissima, ragionata e coraggiosa. La distinzione tra falchi e colombe mi sembra, mai come in questo momento, pretestuosa e strumentale. Bisognerebbe, piuttosto, distinguere tra chi vuole chiarezza subito per salvare il salvabile (se ce n'è: io credo di sì) e chi preferisce un rinvio che farebbe perdere tempo-voti-credibilità. Tra l'altro il redde rationem, volenti o nolenti, è molto più vicino di quanto si pensi. A parte le decisive scadenze parlamentari, in primavera si voterà per le elezioni regionali. Io mi domando: è ancora possibile tracciare una mappa dei candidati che preveda tot leghisti, tot berlusconiani e tot finiani? A me pare di no, soprattutto per le conseguenze elettorali che ne potrebbero derivare. Personalmente, ad esempio, ho accumulato tale e tanta rabbia e nausea che, se nella mia regione candidassero un finiano doc, sarei fortemente tentato di restare a casa. Anzi, siccome vivo in Campania, potrei perfino essere attratto dalla sirena di un sinistrorso eretico, populista, efficiente e antibassoliniano come il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. E quanti altri convinti e leali filoberlusconiani ragionerebbero come me? Mah. E, soprattutto, chi metterebbe il Pdl al riparo da un "voto a dispetto" da parte degli orecchianti della politica devoti al presidente della Camera? Di sicuro non sono molti, ma comunque è un aspetto di cui bisogna tener conto. Di sicuro c'è che in tutte le regioni in bilico si moltiplicherebbe il rischio di una sconfitta, che alla prova dei fatti sarebbe ovviamente brandita come un "no" ad un presunto referendum su Berlusconi e come una bocciatura del governo, a cominciare dal premier. Parlo delle regioni del Centro-Sud, perchè - vivaddio - al Nord la Lega sembra una garanzia e probabilmente finirà spesso per essere il terzo che gode tra i due litiganti. Non è tempo di pannicelli caldi, insomma. Bisogna trovare un modo per uscire dal pantano e dalle trappole, per dire basta alle "comiche finiane". Anche perchè, ci metto la mano sul fuoco, il tradizionale elettorato di An è il primo ad essere sconcertato e a sentirsi lontano da Fini, uno che confonde il consenso con l'elargizione di una poltrona istituzionale.
Jane
04/12/09 21:30
ottimo Milton, ma
ma quando mai un rozzone come Fini ha letto Hannah Arendt? Quelli di Fare Futuro, il Filippo Rossi e camerati, so' ragazzi de borgata che se Repubblica li assumesse vedrebbero la Madonna. Rispondiamo per le rime a questi rozzi.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2009 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl