Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il nodo giustizia

Processo breve, Casini voterà contro. Anche Bersani dichiara guerra al Cav.

13 Novembre 2009

Clima teso nei palazzi della politica sul disegno di legge che accorcia i tempi dei processi. Il termine dei due anni per ogni grado di giudizio e la distinzione tra incensurati e pregiudicati incassa le critiche dell’opposizione e dell’associazione nazionale dei magistrati, nonostante dalla prescrizione processuale siano esclusi i procedimenti per mafia, terrorismo o grave allarme sociale (compreso il reato di immigrazione clandestina). Se la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro ieri ha sbattuto il testo del Pdl (sottoscritto anche dalla Lega) presentato a Palazzo Madama contro la parte della sala stampa, oggi il leader dell’Udc Pierferdinando Casini lo ha definito “una porcheria” perché “l’effetto sarà quello di sfasciare il sistema giudiziario”. Meglio presentare “al più presto” un nuovo lodo Alfano ma “come legge costituzionale”, ha suggerito il leader centrista annunciando che comunque il suo partito voterà contro la legge di iniziativa parlamentare della maggioranza.

Nel centrodestra è il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello a stoppare quelle che senza giri di parole considera “menzogne” perché “non si può dire che questa legge cancella processi come Parmalat, Cirio e Thyssen, così si dicono delle falsità e si rende un cattivo servizio non solo all'Italia ma anche al Parlamento”. La realtà è ben diversa, specifica, tanto è vero che “questa legge era stata presentata la scorsa legislatura da alcuni esponenti della sinistra. E nel loro testo non erano nemmeno previsti quei restringimenti che noi invece abbiamo inserito proprio per evitare che processi come Thyssen, Cirio e Parmalat, di cui si parla a vanvera" possano estinguersi rimarca Quagliariello che ribadisce il sì al confronto in Parlamento ma un netto no “alla criminalizzazione di una legge”. Per il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, il processo breve è “una norma di civiltà che dice a una parte della magistratura che esistono delle regole che valgono per tutti e vanno rispettate”. In sostanza, si tratta di una proposta che “non incide neanche sul termine delle indagini, ma punta a stabilire limiti temporali certi per le varie fasi del giudizio. E’ una norma di civiltà che va nella direzione di non lasciare il cittadino appeso nelle mani dell'arbitrio di chi intende adoperare il tempo del processo per accelerare o frenare a seconda di esigenze che nulla hanno a che fare col mondo della giustizia”. Mantovano ricorda inoltre che la lettura del ddl consentirà di “mettere da parte ogni timore con riferimento a reati particolarmente gravi e odiosi. Non soltanto quelli di mafia o di terrorismo, ma anche quelli che incidono di più sulla sicurezza di tutti e sulla sua percezione”.

Alle accuse di Casini replica il portavoce del Pdl Daniele Capezzone che stigmatizza il “giudizio liquidatorio” del leader centrista sul ddl al quale aggiunge una sorta di “sentenza costituzionale  anticipata e fai da te. In particolare, è una sorpresa negativa il fatto che l'Udc, sempre attenta alle questioni della riforma della giustizia, rischi di confondersi, per posizioni e argomenti, con il resto delle opposizioni”. Non a caso Capezzone ricorda che Casini “sembra dimenticare che questa legge serve a tutti gli italiani, dopo anni in cui il nostro Paese ha conquistato il poco invidiabile record delle condanne nelle sedi internazionali proprio a causa dell'abnorme durata dei processi”. Infine ribadisce che la norma è inserita nel quadro di una “riforma complessiva della giustizia di chiara impronta liberale e garantista, nell'interesse di tutti i cittadini”.

Sandro Bondi difende le ragioni del ddl affermando che se il ddl non dovesse passare “l’Italia sarebbe destinata all’ingovernabilità, all’impossibilità di tradurre in riforme la volontà popolare”. Il ministro e coordinatore nazionale del Pdl mette in evidenza un aspetto: c’è  un governo ha una larga maggioranza e che è stato votato dagli italiani per fare le grandi riforme. Ragion per cui “questa deve essere la legislatura delle riforme: istituzionali, della giustizia, dell'economia”. E sulla necessità di ridurre i tempi dei procedimenti ricorda come il gap del nostro sistema stia proprio nella loro durata eccessiva “quasi biblica”, al punto che “il processo stesso finisce per diventare una pena aggiuntiva per chi abbia la disavventura di subirlo”.

Bondi  snocciola i dati delle sanzioni comminate all’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo rilevando come il nostro paese alla fine abbia dovuto pagare “circa 15 milioni di euro nel 2007, 25 nel 2008 e 16 nei primi 6 mesi del 2009” e ribadisce che si tratta di un “problema grave, che riguarda i diritti dei nostri cittadini, e credo sia una questione della quale anche una forza come la sinistra dovrebbe farsi carico. Se una riforma come questa va a vantaggio di tutti i cittadini e guarda caso va a vantaggio anche del presidente del Consiglio, credo che non ci sia niente di male”.Anche perché il punto fondamentale oggi è “la legittimità del potere politico. Il primo dilemma di fronte al quale ci troviamo è se la guida di questo Paese la decide il popolo attraverso le libere elezioni o la decide l'ordine giudiziario. L'Italia ormai da oltre 16 anni vive questa invasione di campo da parte della magistratura nei confronti della politica, della democrazia. I magistrati determinano ormai da decenni il destino della politica”. Un aspetto che secondo il coordinatore del Pdl “maggioranza e opposizione dovrebbero affrontare” perché “riguarda proprio la vita di una democrazia sana e funzionante".

La risposta all’auspicio di Bondi arriva a stretto giro, prima da Casini poi dal leader Pd Perluigi Bersani che chiude la porta al dialogo e annuncia che il suo partito in Parlamento farà un’opposizione “molto netta” con l’obiettivo di “queste norme e sottolineare ancora una volta che questo Paese è sempre nel tritacarne dei problemi di Berlusconi, e questo non va bene. Il paese merita di potersi occupare dei problemi veri”. Insomma, almeno per ora, del dialogo sulla riforma della giustizia non c’è alcuna traccia.   

 

Commenti
giancarlo tortoli
13/11/09 21:06
Bersani lo conosciamo, in
Bersani lo conosciamo, in modo irreversibile, ormai da molto tempo. Casini ha forte bisogno di visibilità. E gli interessi, legittimi, del paese? - Beh....non sono all'ordine del giorno! - La maggioranza dovrebbe, secondo il mio parere, andare avanti per la strada voluta dagli elettori con il loro voto lasciando da parte queste due comparse politiche che verrrano "annotate" solo per la lauta pensione che si porteranno a casa e......senza aver mai lavorato una giornata! -
Stefano Scarabelli
13/11/09 22:57
Sono sempre stato leghista e
Sono sempre stato leghista e non riuscerei mai a votare per il PD, perchè ontologicamente di centro-destra. Però questa legge abbrevia-processi fa rabbrividire ed è assolutamente priva di senso. Mi aspetto che il Vostro sito, che ho sempre ritenuto autenticamente liberale, promuova una campagna per trovare, all'interno del PDL, un sostituto di Berlusconi, che porti avanti, con serenità, le riforme utili al paese. E non un pasticcio di 3 articoli che lascia liberi i veri delinquenti e mette in galera i ladri di polli. Si riconosca a Berlusconi il merito storico di aver provocato un'evoluzione bipolare del nostro sistema politico; si lascino a casa le manie percutorie di colui che è ormai politicamente ed umanamente un vecchio che, al perseguimento del bene del paese, ha sostituito la pura ricerca di un'impunità personale, peraltro già presumibilmente garantita dalla attuali norme sulla prescrizione. Cordiali saluti
emiliano Colacchi
14/11/09 00:41
Non ho ben capito quando
Non ho ben capito quando l'opinione pubblica imparerà a comprendere l'oggetto del contendere delle battaglie politico-giudiziarie di berlusconi: l'autonomia dell'agire politico. Questione semplice nella definizione, alquanto complicata nel suo svolgimento storico. Il massimo organo di indirizzo politico, il Governo non può subire limitazioni politiche da organi fondati non su una legitimazione popolare. Molto semplice. Più complicato capire che le norme contenute nel Lodo Alfano nel considerare con senso storico la particolarità del caso berlusconi, apprestavano una corretta soluzione al sistema degli equilibri istituzionali mediante il concetto di legittimo impedimento del presidente del consiglio a esercitare in giudizio il proprio diritto di difesa. Istituto che coglie criticità e particolarità del caso Berlusconi. Ma proprio sulla paricolarità della posizione di berlusconi si sono fondate critiche di giuristi e politici. Dopo di chè la stessa maggioranza autrice del lodo decide di seguire i suggerimenti della magistratura costituzionale e delle sinistre. Niente tutele particolari, si opera mediante l'attuazione del principio costituzionale del giusto processo (tempi ragionevoli di svolgimento). E' chiaro che l'intento è di garantire Berlusconi. Ma lo si è capito o no che questa maggioranza ha legittimamente inteso il nodo dei rapporti tra organi giudiziari e politica come problematico e che cerca le soluzioni giuridiche per risolverlo. Lorsignori rifiutano ogni schema di soluzione, anche quelli agòli antipodi logici. E solo ora alcuni (Ricolfi sulla stampa) comprendono che forse il lodo Alfano era lo strumento meglio tarato sulle esigenze di equilibrio nei rapporti tra i poteri.
Anonimo
14/11/09 12:01
ex voto
Mamma mia cosa dobbiamo vedere, sentire e subire! Ho sempre votato centro destra, ma questa legge salva-berlusconi è contro ogni buon senso, è uno schifo incommentabile! Non voterò mai più il centro destra fino a che sarà composto da questi personaggi tutt'altro che demo-cratici...sono individuocratici...e dunque, ADDIO!
Anonimo
14/11/09 12:08
Che paese ridicolo! Siamo
Che paese ridicolo! Siamo alla frutta, la casta dei magistrati contro la casta dei politici,gli avvoltoi contro i vampiri...i cani poliziotto contro gli sciacalli...tutti insieme a banchettare sui resti dei cittadini. C'era una volta una politica che era anche etica, e una competenza che non sfociava in biechi egoismi e sete di potere. Spero nella fine di tutti i politici e di tutti i corrotti/corruttori togati e non...
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