Venerdì 10 Febbraio 2012
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Oggi il Pdl presenta il disegno di legge

Processo breve, si parte dal Senato. Nuovo altolà di Fini al Cav.

12 Novembre 2009

L'intesa sul processo breve c'è. Almeno per ora. Dopo il faccia a faccia tra Berlusconi e Fini il Pdl accelera e oggi al Senato presenta il disegno di legge che riduce i tempi dei procedimenti  per gli imputati: due anni per ogni fase di giudizio così da avere in sei anni sentenze definitive in Cassazione.  Ma a fine giornata le parole del presidente della Camera riaccendono le fibrillazioni nella maggioranza. Fini la validità della legge ma avverte: il patto reggerà se il testo non cambierà durante il suo iter parlamentare.

L'obiettivo di fondo del pacchetto giustizia del quale il ddl sul processo breve è il primo tassello, è  quello di superare il conflitto tra sovranità popolare e sentenze, cioè tra politica e giustizia, risolvendo una volta per tutte quell'anomalia tutta italiana che esiste da quindici anni: il tentativo di una minoranza di magistrati politicizzati di delegittimare per via giudiziaria ciò che gli elettori hanno deciso liberamente. Berlusconi e i processi che lo riguardano (Mills e diritti tv) c'entrano ma in gioco c'è soprattutto un premier eletto democraticamente, dunque legittimato dal popolo a governare. E dopo il no della Consulta al Lodo Alfano tutto ciò diventa urgente.

Per questo la giustizia è diventato "il" tema dell'agenda politica e i casi Cosentino in Campania, Vendola in Puglia (il governatore è stato denunciato dai carabinieri nell'ambito di un filone d'inchiesta sulla sanità ma non è indagato) o le inchieste aperte in Lombardia e Sicilia evidenziano. Per questo la maggioranza accelera sulla riforma partendo dalla legge sul processo breve considerata "l'avvio di un percorso di civiltà che riguarda tutti i cittadini", perché l'intento principale è quello di una norma che garantisca la non politicizzazione dei processi, che sia in linea con i principi garantistici richiesti dall'Europa e che porti il verdetto della sovranità popolare e l'autonomia dell'ordine giudiziario a non entrare in rotta di collisione.

Ieri i tecnici del Pdl e il consulente giuridico del premier Niccolò Ghedini (che si è diviso tra le Camere e Palazzo Grazioli dove il premier ha ricevuto per due volte nell'arco di poche ore il Guardasigilli Alfano) hanno lavorato alla limatura del testo del quale il presidente dei senatori Maurizio Gasparri sarà primo firmatario insieme al vicepresidente Gaetano Quagliariello. Lavoro incentrato anche sul rebus della norma transitoria che dovrebbe consentire l’applicazione delle nuove norme ai processi in corso. Per il presidente della Camera Fini occorre stabilire che la nuova normativa possa essere estesa solo agli incensurati e solo per i processi in primo grado per non ampliare eccessivamente la platea dei ricorrenti, ma nel Pdl gli esperti in diritto controbattono che così si creerebbe una sorta di disparità tra cittadini sottoposti a giudizio.

In altre parole, chiunque si trovasse in appello, magari da sei anni, potrebbe sollevare la questione di costituzionalità di fronte alla Consulta proprio per disparità di trattamento e l'effetto finale inciderebbe sull'efficacia della norma. Tra le novità che potrebbero figurare nel ddl c'è la messa a punto di un elenco di reati esclusi all'estinzione processuale prevista nel caso in cui il giudizio superi i due anni del primo grado, i due dell'Apello e gli altri due in Cassazione. La prescrizione processuale varrà per reati con pene massime non superiori ai dieci anni e solo nel caso in cui l'imputato sia incensurato, ma non avrà alcun valore nè potrà essere applicata ai reati di terrorismo, mafia o grave allarme sociale (rapina, estorsione, omicidio). Tipologia di reati, dunque, tagliata fuori dal processso "breve" che trattandosi di una norma processuale, avrà efficacia per il futuro. Tuttavia saranno esclusi anche dalla norma transitoria del ddl che prevede che il meccanismo dell'estinzione processuale sia applicata anche ai processi già aperti ma solo a quelli di primo grado.

Sul piano politico la giornata registra la mobilitazione della maggioranza su due fronti: il pacchetto di riforma della giustizia che a breve arriverà in Parlamento e sulla richiesta di arresto formulata dai magistrati di Napoli nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino che ha chiesto di essere ascoltato dalla Giunta per le autorizzazioni della Camera. Al Senato tra le norme della Finanziaria sono inseriti alcuni capitoli che riguardano il settore giustizia e in particolare soldi da destinare al comparto. Nel plafond complessivo che dovrebbe superare il miliardo di euro, ci sono anche le risorse provenienti dalla confisca dei beni alla mafia che confluiranno in un "fondo per la sicurezza e la giustizia".

Sulla vicenda Cosentino alcuni parlamentari del Pdl (Giorgio Stracquadanio, Manlio Contento, Silvano Moffa e Giancarlo Lehner) hanno presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia Alfano al quale chiedono un'ispezione alla procura di Napoli per "verificare la fondatezza dei gravi rilievi espressi dal procuratore generale Vincenzo Galgano, lo scorso 15 ottobre al Corriere del Mezzogiorno nella quale Galgano denuncia "il fanatismo di alcuni pm che provoca sofferenze alla gente e alla collettività". Una richiesta che, spiegano i deputati pidiellini, "prescinde dal caso Cosentino". 

Ma a tarda sera le dichiarazioni di Gianfranco Fini a "Otto e mezzo" su La7 provocano nuove fibrillazioni nel centrodestra. Il presidente della Camera conferma il sì a una legge di iniziativa parlamentare che riduca i tempi dei processi ma vincola la stabilità del patto col premier al fatto che il testo che oggi verrà presentato a Palazzo Madama non "sia diverso nei principi su cui ieri abbiamo concordato. Se è in contraddizione lo dirò con la stessa schiettezza con cui l'ho detto ieri. Bisogna giocare a carte scoperte e non ricorrere ad artifizi giuridici che portino a un'amnistia di fatto".  Parole che nei ranghi del Pdl vengono lette come l'ennesimo altolà indirizzato al Cav. e con una certa preoccupazione circa i destini della legislatura.

 

Commenti
Mimmo d'Amone
12/11/09 20:52
Una nazione piena di
Una nazione piena di problemi, non saprei neanche fare una classifica per ordine d'importanza..crisi economica, famiglie disperate, posti di lavoro che spariscono, infrastrutture carenti, sicurezza inesistente, sanità allo stato brado..nella nostra amata Italia discutiamo di leggi salva Premier, processi brevi, immunità parlamentare..ma dove siamo? o forse meglio dire CHI SIAMO? ma scherziamo o siamo arrivati allo stato di Pazzia totale?? Trovo assurdo commentare queste leggi voltastomaco, giornali e tv locali purtroppo sono pieni di notizie tragiche! lavoratori che tentano il suicidio per aver perso il lavoro, uno a Taranto aspetta da mesi la sua paga mensile..Queste norme incostituzionali, che prendono in giro noi cittadini neanche devono essere commentate..sono RIDICOLE! La legge è uguale per tutti, chi decide di intrapendere la carriera politica, deve sapere che deve essere da esempio, da modello per il popolo, altrimenti trovo vergognoso che un politico che ruba o si droga venga a impormi le leggi contro criminalità e stupefacenti! Essere politici significa dare il contributo per rendere la propia Terra migliore..iniziando da se stessi!!
andrea rubiu
12/11/09 23:01
Il DDL presentato dal
Il DDL presentato dal Governo rappresenta una proposta promossa, ma che incute paura fra i cittadini. La Giustizia è una cosa seria e si deve prendere davvero con criterio, non è possibile fare delle leggi pericolose per la pubblica sicurezza e per la sicurezza dei processi. Velocizzare i procedimenti giudiziari è un affare molto positivo, ma questo disegno di legge esclude i reati legati all’immigrazione. Inoltre secondo la proposta in questione, la prescrizione scatta dopo 2 anni. Tutto ciò è molto discutibile e sinceramente si intravede qualcosa di irregolare. È molto probabile che la Corte Costituzionale possa ancora muovere un giudizio di incostituzionalità. Secondo il partito che più sta facendo una egregia figura dimostrando l’interesse per i bisogni dei cittadini italiani, è l’UDC e più volte ha affermato che le necessità primarie delle famiglie, riguardano questioni economiche correlate con la crisi. Anche la giustizia è senz’altro un tema molto sentito, ma si tratta di giustizia per i reati della collettività, non per quelli di una Persona.
Marta Romano
12/11/09 23:21
Incredibile..
Questa legge è terribile.. Non ci sono parole per commentare una legge che si occupa seriamente della ragionevole durata del processo solo nel titolo. E' irragionevole e razzista,poichè esclude dai benefici gli extra-comunitari irregolari e comprende invece altre persone che commettono reati piu' gravi della clandestinita' solo perche' incensurati, col risultato che gli immigrati vanno in galera e i più furbi, ricordo tra questi i casi di Parmalat e Cirio, la passano liscia. Dove sono finiti i temi come certezza della pena e legalita' tanto sbandierati in campagna elettorale? Sono perplessa.. Marta
Samantha Pinna
13/11/09 00:54
Sono senza parole... ma
Sono senza parole... ma perchè è solo il titolo di questo ddl a occuparsi della ragionevole durata dei processi?In realtà, come ha ben affermato il Senatore D'Alia dell'UDC, ci sarà un'amnistia per via processuale che non so a quali conseguenze potrebbe portare... ho paura che potrebbero esserci dei casi (non sto giustificando quest'ipotesi, ma temo che sia plausibile) in cui un onesto cittadino che ha subito un reato finisca per farsi giustizia da sè vedendo che il colpevole non viene punito dalla legge. Spero davvero che non si arrivi a questo punto... Che dire poi della norma che esclude gli immigrati irregolari dai benefici, comprendendo però incensurati che commettono reati più gravi... Come ha detto bene D'Alia, si finirebbe per vedere che furbi come i signori dei casi Cirio o Parmalat, per citarne solo alcuni, la passano liscia. Sono davvero delusa perchè speravo davvero che questa riforma potesse ridurre i tempi biblici della giustizia. Peccato...
Anonimo
13/11/09 18:14
Sono sempre stato
Sono sempre stato moderatamente di destra e ho votato anche Berlusconi...poi progressivamente, indagando, informandomi, ho visto ridursi progressivamente la mia ammirazione, il mio consenso, la mia stima, per l'uomo prima e poi per il movimento. Ma ora la misura è colma. Questo disegno di legge è uno dei capitoli più vergognosi della nostra storia, uno scempio inenarrabile. Mi vergogno profondamente in quanto cittadino e in quanto ex-berlusconiano. Hanno perso anche l'ultimo barlume di dignità. E' una colossale presa in giro per chi, come me, ha votato con ideali ONESTI...onesti, capito? Mi sento tradito in quanto italiano, non avrete mai più il mio voto...
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