Sabato 4 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
European Liberty Conference

Quei giovani italiani che hanno scelto la bandiera del "Tea Party"

10 Settembre 2010

C'è una cultura della libertà che finora ha trovato riparo solo oltreoceano ma adesso, grazie alla passione e al duro lavoro di molte associazioni e fondazioni nascenti, sta risorgendo anche in Europa, antica culla della civiltà liberale. La rinascita del culto dell'individuo, delle sue capacità e dei suoi diritti naturali vede protagonisti gli studenti liberali e libertari del vecchio continente che hanno finalmente una casa, un'effigie sotto la quali riunirsi, conoscersi e scambiare opinioni al fine di creare un network virtuoso per la crescita e la divulgazione delle istanze della libertà.

Lo European Libertarian Student's Summit di Bruxelles del 25-28 Agosto ha segnato l'inizio di una collaborazione tra i leader degli studenti libertari di tutta Europa capitanati da Carlo Cordasco che hanno preso la decisione di strutturare il loro network sulle orme del prestigioso esempio dell'americano Students For Liberty, a cui il neonato movimento studentesco europeo sarà strettamente legato. L'Italia era presente con i giovani e ambiziosi studenti di ISFIL Italian Students For Individual Liberty, a riprova che i veri studenti della libertà nel nostro paese sono presenti, anche se non gravitano attorno al mondo politico. ISFIL è impegnata nel coordinare le operazioni dell'intero continente organizzando la European Liberty Conference, sponsorizzata dalla Fondazione Magna Carta, l'Atlas Research Foundation, l'Institute for Humane Studies e l'Istituto Bruno Leoni, che avrà luogo l'11 e 12 Ottobre alla Bocconi di Milano, nella quale saranno presenti tra le più note personalità internazionali del pensiero liberale e libertario: Anthony de Jasay, Alberto Mingardi, Antonio Martino, i fellow del Cato Institute Loren Lomasky e John Hasnas e molti altri.

Ma la lotta per la libertà non si limita alla discussione intellettuale; un gruppo di ragazzi è autore della brillante trovata di importare il nuovo prodotto di successo della politica liberale americana in Italia, attribuendogli nome e logo: Tea Party Italia infatti è l'associazione di riferimento degli attivisti della libertà sparsi lungo lo stivale, nata a immagine e somiglianza delle proteste del tè che hanno attraversato tutte le città degli States al grido di "meno tasse, più libertà". Come operazione congiunta con la European Liberty Conference, l'11 Ottobre si terrà l'importante tappa milanese dei Tea Party nostrani in cui, oltre al dibattito, ci sarà occasione di gustare un tè e una cena gentilmente offerti dall'associazione. Durante la conferenza bocconiana ci sarà uno spazio dedicato anche alla presentazione del Journal of Liberty and Society, pubblicazione accademica di Students For Liberty, e del valoroso Bastiat Project, nobile iniziativa intitolata al grande filosofo francese che si prefigge di informare gli studenti sugli ideali della libertà individuale e le virtù del libero mercato, valori che troppo spesso non trovano posto nei corsi universitari, vittime dello statalismo che egemonizza la cultura accademica.

Al fine appunto di rendere reperibili agli studenti gli scritti dei grandi liberali di cui non sentono parlare a lezione, durante la European Liberty Conference verrà distribuito il tomo What Your Professors Won’t Tell You, raccolta di saggi di Bastiat, Hayek e Tom Palmer (senior fellow del Cato Institute) redatta da Students For Liberty e l'Atlas Research Institute. E' tempo per la libertà di tornare ad essere valore fondante delle relazioni umane e fulcro del dibattito politico italiano ed europeo. Lo statalismo, sinonimo di repressione individuale e economica, ha portato la società occidentale alla deriva e alla perdita di quei valori imprescindibili che devono rimanere ben saldi nella coscienza di ciascun Europeo. Lottare per riappropriarsi delle libertà estirpateci nel corso dei secoli con il formarsi di quell'istituzione chiamata Stato moderno non è soltanto un diritto: è un dovere verso l'Uomo.

Commenti
daniele dc
10/09/10 15:27
quei bocconiani che ci privatizzeranno l'aria
Università Bocconi di Milano. Pochi studenti interessati si riuniscono per decidere come gestiranno l’Italia quando verrà loro affidata. Sono un elitè iper-istruita e proporzionalmente ignorante. I risultati di queste discussioni sono spesso e volentieri inquietanti. Le risposte alla crisi economica, i programmi per il paese, un fiume in piena di follie che se avvallate ci travolgeranno senza pietà alcuna. La scuola di pensiero che prevale è ovviamente quella liberale, libertaria, liberista, anarchica, chiamatela come vi pare, insomma, quella secondo la quale lo Stato è il Male. Tema per tema, cercherò di riassumere le assurde tesi di questa futura classe dirigente e a smontarle pezzo per pezzo (quando non lo fanno da sole, in tal caso mi limiterò a proporle), sperando non mi costringano tra dieci anni all’emigrazione. LO STATO-IL FISCO Considerati una coppia di ladri contro cui quasi tutto è lecito, vengono spesso paragonati (letteralmente) alle mafie. Termini di lotta come “disobbedienza civile” giustificano crimini contro la comunità come l’evasione, da molti liberali considerata “eroica”. I moderati propongono un’aliquota unica per il ricco e per il povero, senza la minima proporzionalità legata al reddito; gli estremisti si spingono fino a sostenere l’annulamento totale del prelievo, se non con tasse di scopo (tipo i pedaggi stradali) perfettamente individuabili dal contribuente. I prelievi secondo i liberali sarebbero infatti spesso occulti, i dipendenti dovrebbero pagare le tasse direttamente e non dovrebbe farlo l’azienda per loro. In nome di un inspiegabile “diritto all’evasione” si sostiene l’imbecillità del contribuente che non è in grado di rendersi conto di quanto si prende lo Stato dal suo stipendio. Una guerra senza quartiere contro il cosidetto “sostituto d’imposta”. Una guerra che se riuscissero a vincere porterebbe l’Italia all’insolvenza (tradotto: bancarotta, povertà generalizzata, etc) in pochi mesi, poichè è evidente come l’evasione da lavoro dipendente (oggi prossima allo zero) si assimilerebbe a quella da lavoro autonomo (2 o 3 centinaia di miliardi di € l’anno). Il piano del resto è questo, un collasso del sistema democratico che permetta all’ aristocrazia istruita di tenersi tutti i soldi che guadagnano sul 95% degli italiani. CASTA VS CLASSE PRODUTTIVA L’idea di fondo è che il tramviere produce quanto guadagna, così il dirigente. Ci si dimentica che senza il tramviere il dirigente non avrebbe i dipendenti in ufficio, e il suo valore diventa così ben più complesso da calcolare. Con la stessa logica si predica un federalismo esasperato contro un sud che sarebbe di peso alle cosidette classi produttive; anche qui, si chiudono volentieri gli occhi di fronte alla barca di soldi investiti dalle mafie al nord, si chiudono di fronte agli affaroni che fanno le aziende “padane” sfruttando la povertà del sud. Il mito della classe produttiva. E’ il tema più demagogico, in cui lo Stato viene identificato con la politica, fatta di politici, 150.000 appartenenti alla casta che danno lavoro solo agli amici e bruciano così la maggior parte della ricchezza sudata dal paese produttivo. Gli insegnanti tutti comunisti (tranne le loro mogli) come i medici, i poliziotti, molti giornalisti, i giudici, i pompieri, la forestale, i vari burocrati (sempre e comunque inutili) e chi più ne ha… Insomma alcuni milioni di dipendenti pubblici sottopagati che vengo inquisiti come sfruttatori della classe produttiva, invece di veder riconosciuto il loro essere servitori della comunità. Casta, anche loro, poichè servi dello Stato. LA SCUOLA Liberalmente privata, ovviamente, garantendo pero’ il diritto allo studio. Invece che spendere 3000 € l’anno a ragazzo lo Stato potrebbe dare (anzi, lasciare, poichè attualmente prelevata fiscalmente) quella cifra alle famiglie così che possano scegliere come spenderla. Oltre a non vedersi “rubati” quei soldi, le famiglie potrebbero inoltre godere dell’offerta di un mercato libero, in cui solo le scuole migliori sopravvivono e prevalgono. Peccato per i figli di integralisti cristiani, musulmani o chechesia; peccato per i figli dei razzisti, di chi vive lontano da centri d’eccellenza o per i figli di chi predica la politica come religione; peccato per i figli di madri ansiogene e protettive, o per i figli di padri violenti o maniaci. In un sistema senza Stato le categorie appena citate sarebbero condannate dalla nascita a vivere il volere dei genitori, ben più “largo” delle complesse, e storiche, sintesi fatte dalla scuola pubblica. Le scuole come ghetti culturali, che insegnano la dottrina e le verità di chi le finanzia. La futura classe dirigente se ne rende perfettamente conto, da qui l’ipocrisia nel considerare il proprio sistema come funzionale, o peggio, migliore. Sanno benissimo che le classi verrebbero stratificate per ceto, così che solo i figli degli acculturati, di chi sa imporre ai propri figli di leggere un libro, vadano meglio, vadano avanti. LA SANITA’ Nell’affrontare questo tema voglio ricordare all’ evasore che mi sta leggendo che è uno schifoso criminale, un assassino di bambini. Ripeto, e non è retorica, ma una diretta conseguenza delle sue scelte, evadendo sta soffocando con le sue mani la piccola gola di un neonato, e non ha giustificazioni o attenuanti che reggano. Sulla sanità addirittura i liberali più estremisti si rendono conto che il modello americano, un sistema privato, farebbe lievitare i costi, negli USA altissimi; ma sono in molti a non demordere in nome di un’ideologia assunta come dogma imprescindibile. Senza entrare nel merito della sostenibilità economica, ci si chiede comunque: affideremo la salute dei nostri padri e dei nostri figli alla nostra responsabilità? E se scommettessi, dato che economicamente mi converrebbe, sulla perfetta salute del mio odioso padre o del mio fortissimo figlio, meriterei di perderli di fronte a una costosa malattia? E lo meriterebbero loro? Quando si sente parlare di sanità privata bisogna sempre farsi questa domanda: quanto vale una vita umana? ALTRI SETTORI STRATEGICI Si può privatizzare la Giustizia? E le forze di polizia? In molti teorizzano queste pazzie come plausibili, del resto, il mercato è il mercato, saprebbe rispondere alla domanda con adeguata offerta, sicuramente più apprezzata di quanto non lo sia oggi. Certo, un minimo di fantasia e ci si rende conto della facilità con cui un sistema del genere potrebbe degenerare. Si pensi alle ronde padane, che fremono per essere finalmente armate per poter fare la loro giustizia; si pensi a una polizia made-in-gomorra, probabilmente gestita dai casalesi o da Cosentino in persona; si pensi a un ipotetico tribunale padano con leggi proprie… anzi, non pensateci che è meglio. Hanno privatizzato le ferrovie, e i biglietti dei treni sono saliti vertiginosamente, tutti, alcuni sono più che raddoppiati, è il modello inglese, per cui per fare 200 km conviene l’aereo. Ci megalopoli negli Stati Uniti dove la privatizzazione dell’acqua ha portato alla sete, gente che non si lava da settimane, foto che sembrano venire dal terzo mondo. Sono solo alcuni esempi, alcune riflessioni, alcuni spunti. PARENTESI FINALE Consideriamo infine che in Italia l’economia gira intorno allo Stato-cliente e allo Stato-elargitore, senza il quale l’economia italiana sarebbe sicuramente più liberale, ma anche non in grado di competere in questo mondo così selvaggio e globalizzato. In nome della supremazia del mercato e dell’efficenza economica generale, ai liberali importa poco del collasso che comporterebbe per il nostro sistema economico un indebolimento dello Stato. Dal collasso si può uscire più sani, certo, ma forse andrebbe spiegato anche alle milioni di famiglie che in una tal situazione si ritroverebbero senza pane per sfamare i propri bambini. Invito inoltre a riflettere su cosa significherebbe una rivoluzione liberista (o chiamatela come volete) in un paese come l’Italia, dove gli unici veri capitalisti con il capitale sono i mafiosi; cancelliamo lo Stato, ma facciamolo a natale, così che capiscano che si tratta di un regalo. daniele dici
Giacomo Zucco
18/10/10 16:28
er Ddc
Delle innumerevoli falsità del tuo ridicolo e livoroso commento, mi limito a smentirne una: tra i (150) ragazzi presenti lunedì sera in Bocconi, non tutti erano rampolli irer-acculturati e aristocratici, appartenenti all'elìte malvagia che nelle tue fantasie da paranoide tenta di instaurare un nefasto regime plutocratico in Italia. Io, per esempio, non sono iper-istruito e non sono aristocratico, e ora te lo dimostro. Se fossi iper-istruito smonterei con un paio di argomentazioni logiche e di dati empirici le tue assurde, inconsistenti, contraddittorie e ridicole affermazioni. Se fossi aristocratico sorvolerei con eleganza su questo tuo sermone arrogante e rabbioso, la cui coda di paglia si vede e odora lontano un miglio (parassita statale, scommetto, eh?), trattandoti come l'inutile e meschina nullità che sei. Ma io non sono iper-istruito e aristocratico, sono ignorante e volgare...quindi preferisco di gran lunga mandarti rozzamente a quel paese (un paese sicuramente statalista e parassitario, come piacciono a te), scommettendo sul fatto che sei uno sfigato cronico, quello a cui a scuola i bulli rubavano la merenda e le ragazze ridacchiavano dietro. Imbecille sfigato che non sei altro, mi fai tristezza! Statalizziamo il tuo cervello da idiota, che sul mercato libero ci sono ben poche possibilità che possa competere. (abbastanza "grassroot", per i tuoi gusti?)
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl