Il presidente Obama si è dato un bell’8 in pagella per l’azione di governo che ha svolto fino a questo momento. Nel farlo, a nostro parere ha dimostrato grande autorevolezza e capacità di giudizio, riconoscendo quelli che sono stati gli errori di questa prima parte del mandato: l’aver puntato troppo, forse tutto, sull’Afghanistan e la riforma sanitaria, e il fatto di sottovalutare i nemici dell’America inaugurando una pericolosa deriva diplomatica fatta di scuse, mani tese e deferenza.
Ci sembra un voto che, per una volta, non sembra dettato da un comportamento politico auto-assolutorio, spocchioso, da primo della classe. Un voto senza retorica, adulto e lontano dalle ideologie. Molti altri governanti del mondo dovrebbero prendere esempio dal presidente americano, e aspettiamo il discorso di Copenaghen per sapere se lo faranno, se il mondo cambierà, se ognuno saprà prendersi le sue responsabilità come sta facendo Obama.
P.S. Qualcuno però ci fa notare che il sistema di valutazione americano non si misura in trentesimi, come da noi, ma con il cosiddetto "grade point average" (A, B, C, D...). Obama, insomma, non si è dato una meritata insufficienza, come pensavamo, ma quasi il massimo dei voti. B+, ovvero più che "distinto". Per la serie ci rimangiamo tutto.

