La vendita di Alitalia sembra essersi quasi conclusa dopo che sia il Commissario Straordinario Augusto Fantozzi che il Ministro Claudio Scajola hanno accettato l’offerta di 1052 milioni di euro della CAI per circa il 70 per cento degli asset della vecchia compagnia di bandiera.
L’approvazione governativa e del Commissario sono stati gli ultimi atti di una vicenda troppo lunga che nelle ultime settimane ha subito un’accelerazione; lo scorso 31 ottobre è stata presentata dalla cordata guidata da Roberto Colaninno l’offerta di acquisto degli asset della compagnia di bandiera. Sono successivamente iniziati degli scioperi selvaggi da parte dei piloti Alitalia in seguito alla presentazione dell’offerta sui quali si è innestato un processo di ridimensionamento programmato dei voli, deciso dall’azienda. È arrivato il responso dell’Unione Europea, negativo in relazione al prestito ponte concesso in aprile alla vecchia Alitalia ma favorevole alla procedura di cessione.
Mancano ora all’appello due passaggi chiave per la chiusura di questa privatizzazione, iniziata ormai nel lontano dicembre 2006: si tratta della concessione da parte dell’Enac del certificato di operatore aereo (Coa) e della licenza aeronautica e della scelta del partner internazionale che è essenziale per la sopravvivenza senza ulteriori aiuti di stato per la compagnia guidata da Rocco Sabelli.
Non abbiamo alcun dubbio che il primo passaggio possa esaurirsi rapidamente: l’Enac non vede l’ora di concedere le certificazioni, a neppure quattro settimane dalla richiesta da parte di Cai e nonostante lo stesso sito dell’Enac informi gli aspiranti imprenditori aeronautici che “Il processo di rilascio … è un processo di verifica di rispondenza ai requisiti lungo e complesso che può durare dai tre ai sei mesi e al quale prendono parte varie professionalità dell’Ente”.
Il secondo passaggio avverrà di certo, ma consta ancora dell’incertezza sulla scelta del gruppo dove confluire; CAI dovrebbe cominciare la propria operatività, secondo ammissione del Commissario Straordinario Augusto Fantozzi, il primo dicembre del corrente anno.
La scelta del partner dovrebbe avvenire prima di tale data per motivi operativi e strategici; nel trasporto aereo gli slot si assegnano prima di ogni stagione e quella invernale è ricompresa tra la fine di ottobre e la fine di marzo. Senza gli slot, una compagnia non può operare, perché non ha i diritti di atterrare, sostare e decollare da un certo aeroporto.
Gli slot di Alitalia, che CAI si vedrà assegnati, sono dunque già stati stabiliti per quanto concerne la stagione invernale 2008/2009. Alitalia inoltre fa parte della stessa alleanza globale di Air France - KLM, SkyTeam, ed in questo momento opera i voli con il gruppo franco-olandese in code-sharing. È molto difficile che CAI scelga Lufthansa come alleato, poiché se questo avvenisse, il vettore italiano dovrebbe cambiare completamente tutti i voli e la propria strategia neanche un mese dopo aver cominciato ad operare.
Il nuovo vettore quindi comincerà ad operare nelle prossime settimane, ma rimane un grande dubbio sull’offerta che il Commissario Fantozzi ha accettato da parte di CAI.
Ci si pone la domanda se l’offerta sia stata congrua. Ci permettiamo di illustrare alcune ragioni del nostro dissenso. Tra i beni oggetto di acquisizione vi sono nell’offerta Cai 64 aerei dei 109 complessivamente di proprietà di Alitalia (oltre al subentro nei contratti di leasing di altri 29 aeromobili). A fine 2007 i 109 aerei risultavano valutati in bilancio 1,98 miliardi di euro; se consideriamo nell’ammontare massimo ipotizzabile la loro perdita di valore in corso d’anno possiamo stimare un ammortamento negli 11 mesi per 180-230 milioni di euro che ridurrebbe al massimo la loro valutazione a 1,75 miliardi di euro al 30 novembre 2008, data prevista per il subentro di Cai.
Il valore medio per aeromobile sarebbe pertanto di 16 milioni di euro, corrispondente a circa 1,02 miliardi di euro per i 64 aerei oggetto di cessione (se assumiamo, in maniera ragionevole, un identico mix tra breve e lungo raggio negli aerei oggetto di acquisizione rispetto agli aerei in proprietà della vecchia Alitalia). In sostanza Cai si limita, offrendo un miliardo a pagare all’incirca il valore di libro dei velivoli che acquisisce mentre tutti i diritti di traffico (i preziosi slot per il decollo e l’atterraggio negli aeroporti, tra cui numerosi aeroporti europei importanti e soggetti a congestione) sono valutati assolutamente zero.
Le affermazioni del Commissario Fantozzi, che asserisce che gli slot sono stati valutati mezzo miliardo di euro, non modificano l’analisi; di fatti se fosse tale il valore degli slot, il quale sembra ugualmente troppo basso, gli aerei avrebbero un valore molto inferiore a quello di mercato.
Il valore degli slot è troppo limitato, in ragione del fatto che Alitalia detiene ancora 42 coppie di slot nei principali scali europei, oltre ad avere posizione di incumbent sui principali scali congestionati d’Italia. La stessa compagnia italiana, lo scorso 26 dicembre, ha venduto tre coppie di slot a Londra Heathrow per 92 milioni di euro e solamente nello scalo londinese il vettore di bandiera detiene ancora 10 preziosi slot.
Nel complesso il Commissario straordinario è stato autorizzato a cedere a CAI gli asset Alitalia per 1,052 miliardi di euro mentre, adottando criteri omogenei a recenti cessioni di imprese aeronautiche in Europa, possiamo valutarli 1,8 miliardi.
La soluzione CAI ai problemi della vecchia Alitalia ha un costo elevato per i cittadini, intesi sia come contribuenti che come consumatori del servizio di trasporto aereo. La soluzione “all’italiana” comporterà nel prossimo quinquennio (2009-13) oneri aggiuntivi per circa 6,6 miliardi di euro, corrispondenti a 1,3 miliardi di euro in media all’anno circa 5 volte di quanto sia costata agli italiani nel quinquennio 2003-2007.
Se si fosse lasciata Alitalia nelle mani del mercato sul finire degli anni novanta si sarebbe evitato il male delle perdite, se la si fosse affidata al mercato nel 2006-7, vendendola al miglior offerente senza ulteriori condizioni, si sarebbe evitato il male del costosissimo rimedio bianco-rosso-verde.


Che è successo ?!
Grazie
Quella decisa per Alitalia è una cura troppo costosa
Un articolo interessante con
E' assolutamente vero, la