Venerdì 3 Settembre 2010
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Cesare e Bruto

Quella minoranza del PdL che va all'attacco continuo del Premier

25 Maggio 2009

L’attacco è partito, orchestrato, subdolo, prederterminato. Mancano poche settimane al G8, un’occasione imperdibile per incrinare significativamente l’immagine e il consenso del Presidente del Consiglio. Si è partiti con la polemica sulle veline e la loro presunta presenza nelle liste PdL per le elezioni Europee, per poi passare, con logica perversa, alla vicenda Noemi e alle dieci domande di Repubblica, ormai ridotto a rotocalco rosa con venature hard, ovviamente supportato dall'immancabile Guardian, evidentemente all’oscuro del ciarpame prodotto da alcuni ministri del governo Brown.

E’ arrivata poi la solita, puntuale sentenza pre-elettorale sul caso Mills del solito giudice terzo e indipendente, frequentatore di Social Forum, giudice che emette una sentenza su chi imputato non è, il tutto condito da allarmi democratici lanciati dall’opposizione e richiami istituzionali mirati, pronunciati con mirabile sincronia.

Nulla di nuovo si dirà. Abbiamo già visto Presidenti della Repubblica concordare con procuratori e direttori di giornali avvisi di garanzia (per reati poi rivelatisi infondati) da mandare al Premier, sono quindici anni che tutto ciò accade, ovviamente  con particolare virulenza prima di appuntamenti elettorali e con l’aiuto della stampa liberal internazionale.

Qualcosa di nuovo questa volta invece c’è. La strategia destabilizzatrice del Governo e del Premier è perseguita, neanche tanto nascostamente, non solo dai soliti poteri forti (qualcuno dia un’occhiata alla Stampa diretta da l’ex-capo redattore di Repubblica), ma anche da quella che ormai si autodefinisce la minoranza del PdL.

Abbiamo infatti appreso, di recente, dalla fustigatrice di veline, novella Torquemada dei buoni costumi, Sofia Ventura (in un’intervista di M.T. Meli sul Corriere), che il Presidente della Camera On. Fini rappresenta la minoranza all’interno del PdL, unico – dice lei - baluardo contro il cesarismo berlusconiano, che ha imposto nel partito  “una struttura piramidale dove tutto dipende dall’alto”. Fini “contro il pensiero unico… rappresenta una prospettiva di cambiamento. Lui sogna una destra decente”, ovviamente contrapposta ad una destra indecente, rappresentata da Berlusconi. A tal proposito, On. Bondi, è questa la sana dialettica interpartitica a cui si riferiva qualche giorno fa, in un articolo sul “Il giornale"?

Di cesarismo, in verità, l’On. Fini aveva già parlato ancor prima delle ultime elezioni, per poi puntualmente accodarsi al novello Cesare nelle liste elettorali e guadagnarsi lo scranno di Montecitorio. Gli ultimi mesi, invece, sono stati un continuo ritornello di moniti, reprimende, richiami, apoteosi del politically correct della terza carica dello Stato, ad ogni sospiro del Presidente del Consiglio.

E veniamo alla cronaca di questi giorni. All’assemblea di Confindustria, Berlusconi ha definito (io c’ero) il Parlemento “pletorico e controproducente”, evidenziando la necessità di riformare gli ordinamenti parlamentari e ridurre il numero dei componenti. In definitiva ha detto, niente più e niente meno, quello che tutti pensano: due camere sono troppe, mille parlamentari sono un’enormità, gli iter legislativi sono lenti e sarà difficile che siano i parlamentari stessi a volersi autodistruggere. Dov’è lo scandalo?

E invece no, apriti cielo! Le danze le ha aperte proprio la minoranza del PdL che per bocca del suo portavoce, per inciso anche Presidente della Camera, si è affrettata a difendere le prerogative del Parlamento dall’attacco della sopra definita destra indecente, prendendosi i complimenti dell’intera opposizione che lo ha eletto (parole di D’Alema) a “punto di riferimento per tutte le persone che amano la democrazia”. Bizzarie della politica: un ex-comunista lanciatore di molotov, che dà la patente di padre della democrazia ad un ex-fascista… dove andremo a finire!?

Tutto ciò, mentre il Partito Democratico chiama a raccolta Di Pietro e Casini (ricevendone un sonoro rifiuto) per sollecitare un incontro che si occupi di definire iniziative comuni contro “la reiterata manifestazione di disprezzo verso le prerogative del Parlamento” del Presidente del Consiglio. A quest’incontro, presumibilmente zeppo di statisti democratici, ci potete giurare, vorrebbe essere presente, almeno con il cuore, anche la destra decente, la nuova minoranza del PdL, unica garante contro la deriva autoritaria del Premier.

Ma, in tutto questo, i coordinatori del PdL non hanno niente da dire? E lei, Presidente Berlusconi, cosa aspetta ad andare ad elezioni anticipate e a mandare tutti a casa, Presidente della Camera incluso?

 

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Commenti
Andrea
25/05/09 10:36
Rresponsabilità
Fini sta facendo semplicemente i suoi interessi; si sta procurando i consensi della sinistra per le sue mire di carriera. Il metodo col quale intende conquistarsi tali consensi è affare suo, egli si assume la responsabilità della sua condotta. Quello che mi domando è se la sua sua condotta è soggetta a giudizio di responsabilità, e la risposta purtroppo è negativa,perché il giudizio sulle responsabilità dei politici si misura con il voto, il voto si esprime al partito senza preferenze al candidato e quindi gli elettori voteranno PDL, le liste sono bloccate senza preferenza e Fini beneficerà del consenso dato al partito, pur avendo egli remato contro per i suoi sporchi interessi di sottobottega. ritengo che Fini, ormai, sia un leader senza seguito. Non ritengo giusto che a me cittadino non mi venga data la possibilità di esprimere le mie preferenze politiche. Ritengo che occorre restituire un diritto fondamentale ai cittadini e che si deve ritornare al voto di preferenza all'interno del voto di lista. Casini su questo punto ha ragione e gli riconosco che si batte per qualcosa di corretto. Fini sicuramente starà facendo i suoi interessi. I cittadini devono potere tutelare anche i propri.
stefano quadrio
25/05/09 10:39
Minoranza?
Per ora.
Monitor
25/05/09 11:42
Fini
Questa mattina il Corriere per la penna di Ostellino ha esaminato, da par suo, il problema e c'è poco da aggiungere. Ma una considerazione su Fini s'impone. C'è qualcuno tra le persone oneste che abbia mai dato credito alle prediche di Scalfaro? Bene, la stessa considerazione meritano le esternazioni di Fini. Che poi alcuni seguaci del Presidente della Camera siano difensori dei suoi "principi" variabili con il mutare del tempo, non deve destare meraviglia.
25/05/09 12:24
Milton, a mio avviso dopo le
Milton, a mio avviso dopo le europee, ma specialmente dopo il Referendum , Berlusconi, inizierà a pensare seriamente se gli conviene far cadere il governo- molto dipenderà dal Referendum- oltretutto con una rielezione sorpasserebbe il settennato di Napolitano, Berlusconi sul Colle?è possibile, ma per tutto il resto sarà una guerra all'ultimo sangue. Una guerra che potrebbe distruggere tutto. Fate Vobis. Io, Voto Fini.
Giancarlo Antonangeli
25/05/09 12:38
Non solo Cesare e Bruto.
Concordo con lei. E' scandaloso che il PdL non insorga a difesa del Premier e non la smetta, una buona volta, di andare a rimorchio del "dialogo" sinistrese. Non si scende a patti con l'opposizione. Si esegue il programma elettorale realizzando i progetti che sono stati accettati, votati, quindi scientemente voluti dal Paese. Se si tiene conto della minoranza la si legittima, la si rende visibile, in un certo qual modo la si eleva a maggioranza anche se per una sola e unica volta. Invece, "il minor numero" è tale e tale deve restare. E' una minoranza, appunto, e non può e non deve avere alcuna partecipazione nella gestione maggioritaria della "res publica". http://antongian.blogspot.com/
Anonimo
25/05/09 12:42
il problema non e'
il problema non e' antiberlusconismo si antiberlusconismo no;il vero problema e' che con la seconda repubblica si sperava in un cambiamento nel tessuto morale della nostra politica che invece e' diventata piu' cinica e piu' sfacciatamente immorale.il caso Mills e' sintomatico;in qualsiasi altro paese,dove esista un garantismo profondamente radicato( si pensi al UK), non applicabile ovviamente agli uomini politici,il primo ministro si sarebbe spontaneamente dimesso . e voi giornalisti non fate altro che avallare lo stato di cose mettendo volutamente da parte la questione morale che chiamate giustizialismo!!! povera italia.
Claudio
25/05/09 14:55
succubi del politicamente corretto
E' triste vedere come Fini ed altri siano diventati così succubi del politicamente corretto, per loro una destra che voglia essere decente ed accettabile deve assomigliare sempre più alla sinistra... alla faccia di chi dice che l'egemonia culturale della sinistra è finita.
mimì
25/05/09 16:26
destra decente e relativista? Mussolini
Sofia Ventura vuole una destra decente e relativista? Ma i fascisti sono sempre stati relativisti, come disse Mussolini in una celebre intervista. Niente di nuovo nel partito della fiamma.
marco
26/05/09 00:16
Visto che, in nessun paese
Visto che, in nessun paese civile, c'è un giudice come la Gandus,(in Spagna c'è Garzon,che però non è un giudice),il problema non si pone.In quanto al fatto che poco dopo la fondazione, ci sia nel pdl una "minoranza",dimostra l'errore di Berlusconi di aver fatto un partito fondendo due apparati.Doveva fare la rivoluzione del "predellino" e lasciare gli apparati senza elettori.In quanto al cesarismo, è ridicolo che questa "accusa" venga da esponenti di un partito in cui Fini era inizio e fine,dava e toglieva,ovviamente dopo le dovute genuflessioni.Berlusconi si doveva ricordare quando Fini trescava con Casini.In fondo oggi Fini ripete quello che ha fatto per tanto tempo.Con posizioni ben diverse.Ci vuole un bello stomaco per applaudire quelle di ieri e quelle di oggi,ed infatti,non è un caso che chi applaude sia prevalentemente di sinistra.Personalmente ho sempre valutato Fini un politicante senza veri principi.In ogni caso,per il bene del pdl,sarebbe bene che Fini si prendesse le sue fondazioni,i suoi residui lacchè e sgomberasse,volente o nolente.Nell'attesa voterò un diverso partito.
Claudio
26/05/09 08:51
Fini e Follini
Fini avrà pure le sue ragioni, ma alcune delle ovbiezioni che solleva sono così futili che sembrano dettate solo dal desiderio di smarcarsi da Berlusconi. Vedi la precisazione che è il Parlamento a votare sulle leggi d'iniziativa popolare. Come se non lo sapessimo. Ma il punto di Berlsuconi non è quello di non far votare il Parlamento, il punto è quello di suscitare un movimento di opinione pubblica a sostegno di una specifica proposta di riduzione del numero dei parlamentari. Non vorrei che Fini avesse preso a modello il Follini che criticava il governo che sosteneva, fino ad autoribaltarsi all'opposizione.
Thomas
27/05/09 10:15
FINI
SONO D'ACCORDO.BERLUSCONI "DOVREBBE" LIBERARSI DI FINI, ALTRO "DELFINO" IMPAZIENTE, CHE, COME QUASI TUTTI I "DELFINI" , TRAMA CONTRO IL "PADRE" PER PRENDERNE AL PIU' PRESTO IL POSTO, DIMOSTRANDO D'ESSER MIGLIORE ED AMMICCANDO AI SUOI NEMICI. HISTORIA DOCET. MA LIBERARSI DI QUESTI OPPOSITORI INTERNI POTREBBE ESSER ALLA FINE NEGATIVO PERCHE' IN UNA REALTA' COMPLESSA COME IL PDL E' BENE CHE ESISTANO ANCHE QUELLI . E' IL GIOCO DELLA POLITICA IN DEMOCRAZIA, DIVERSAMENTE ...... . L'IMPORTANTE E' TENER BEN IN PUGNO IL PARTITO E LE SUE ALLEANZE A VOLTE RIOTTOSE. QUESTO IL B. LO SA FAR MOLTO BENE, ERGO.... THOMAS
balbo
27/05/09 11:05
Un giorno scoprirete che il
Un giorno scoprirete che il doppio di quello che si attribuisce al Sultano è vero. Forse, allora, capirete la siderale differenza che intercorre tra una destra decente e una destra indecente. La destra vera ha saputo superare il fascismo, saprà superare anche il berlusconismo. Non tememmo le sciabole, figuratevi i foderi. Saluti al radicale Quagliarello.
Franco Cazzaniga
30/05/09 19:25
Milton, invece di mettersi
Milton, invece di mettersi sempre ad abbaiare al più piccolo segno di lesa maestà, ci spieghi un po' perché in questo paese Berlusconi può dire quando e come vuole quello che tutti pensano a proposito dei parlamentari (verissimo), ma Fini invece non può ricordare a tutti che i cambiamenti istituzionali passano comunque attraverso le camere (altrettanto vero).
Posso anche capire che lei non ami né gli ex-fascisti né gli ex-comunisti, ma un po' meno di partito preso e un pochino più di rispetto per la diversità di opinioni all'interno del Pdl non guasterebbe. E poi, sa com'è, un ex-seguace è uno che implicitamente ammette di aver sbagliato ieri, mentre un seguace è uno che non è capace di essere critico oggi.
Cordialmente.
FC
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