“Del resto in Europa solo noi e i Paesi dell’Est non abbiamo una normativa del genere” Dice Paola Concia al Corriere della Sera (13 maggio) Allora la mancanza di una legislazione sui diritti dei gay attiene ai lasciti del postcomunismo non all’influenza della Chiesa, come si pensava?
“Il rito abbreviato è un loro diritto di imputati ma servirà a evitare la scomodità di un prolungato dibattimento” Dicono Vittorio Agnoletto ed Enrica Bartezaghi su Liberazione riferendosi a Gianni De Gennaro e altri ex capi della polizia processati per i fatti della Diaz (13 maggio) Quelli di Rifondazione sono contro l’uso della tortura. Ma solo contro al Qaida
“Quelli che non ci mettono la faccia e non dicono di votare l’Italia dei valori sono corresponsabili di ciò che sta accadendo” Dice Antonio Di Pietro al Corriere della Sera (13 maggio) E quanto si rischia per filoberlusconismo? Dai due ai tre anni? O anche di più?
“Una parte rilevante degli italiani, uomini e donne, intrappolati da una specie di incantesimo che nulla scalfisce” Dice Natalia Aspesi sulla Repubblica (13 maggio) Ah! Signora mia, in che mondo schifoso viviamo con tutte quelle cameriere e bottegai il cui voto vale esattamente come quello delle persone tanto intelligenti che scrivono sulla Repubblica
“Il governo lavora per una parte consistente della sua base elettorale: le caste. Dei farmacisti, degli assicuratori, dei banchieri, dei tassisti e così via” Dice Concita De Gregorio sull’Unità (13 maggio) A parte il fatto che, come è noto, i banchieri sono parte fondamentale della base elettorale del centrosinistra, definire casta lavoratori (magari con qualche posizione di rendita) come i farmacisti o i tassisti, può venire in mente solo a un giornale che qualche giorno fa indicava al disprezzo il premier perché frequenta “impiegati di fascia bassa”


de Gennaro e altro