Giovedì 24 Maggio 2012
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Sottosopra

Se il razzismo si fa alla rovescia

5 Ottobre 2008
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Un grave episodio di discriminazione razziale, al limite del razzismo, è accaduto nel disgraziato e famigerato – non per colpa del suo popolo – quartiere napoletano di Pianura.

Un uomo innocente è stato arrestato, pare proprio a causa del colore della sua pelle. I carabinieri lo hanno tradotto in stato di custodia innanzi al Tribunale per il giudizio direttissimo, con l’accusa di aver travolto e spinto a terra, procurandogli lesioni, un graduato dell’Arma che cercava d’impedirgli di aggredire con violenza un uomo dalla pelle di colore diverso. Tale versione dei fatti è stata confermata, davanti al giudice, dallo stesso maresciallo che aveva subito la violenza. Tutto sembrava chiaro, anche perché in Italia le dichiarazioni e le testimonianze rese dagli appartenenti alle forze dell’ordine – come è giusto – sono assistite da una presunzione di attendibilità che quasi non ammette prova contraria. L’imputato era avviato dunque a una giusta e meritata condanna, nonostante si dichiarasse accoratamente innocente. Ma neppure stavolta il diavolo è riuscito a fare il coperchio per la sua pentola.

Infatti, caso ha voluto che i fatti fossero fotografati integralmente da un fotore-porter – presente perché tutto è accaduto a margine di una manifestazione di immigrati «di colore» (oggi si deve dire così) –, che ha realizzato immagini precise e dall’ottima definizione. Tali fotografie erano, sin dalla sera prima del giudizio, reperibili on line sui siti dei principali organi di stampa nazionali. Il difensore, allora, le ha fatte stampare e poi durante la sua testimonianza le ha sottoposte in visione al carabiniere, perché confermasse che esse raffiguravano esattamente e proprio quanto da lui narrato. Senza battere ciglio, e dopo aver dato un’occhiata sommaria – era troppo sicuro di sé? – il maresciallo si è immediatamente riconosciuto (non senza manifestare una compiaciuta soddisfazione: «sono io questo, sono proprio io!») e ha riconosciuto che esse ritraevano proprio l’accaduto. Peccato che le parti in commedia risultavano esattamente invertite. E cioè, l’uomo arrestato e accusato di essere l’aggressore figurava in modo chiarissimo ben lontano dal carabiniere e dal preteso aggredito. Mentre era proprio questi che il carabiniere cercava di trattenere abbarbicandosi a lui, per finirne travolto, come una foto attestava senz’ombra di dubbio, così come attestava che l’arrestato era ben lontano dai due. Insomma, sembra quasi che il vero aggressore non «potesse» essere arrestato per il colore della sua pelle e che forse proprio a causa di questo fosse stato arrestato l’altro uomo. Per sua fortuna, è  passato di là un fotografo, che ha fatto – e bene – il suo mestiere. Perché, nonostante le foto, il PM non ha esitato a chiedere la condanna dell’imputato alla pena di due anni e quattro mesi di reclusione: di fronte ai fatti egli, come si dice pensasse Hegel («tanto peggio per i fatti»), preferiva la loro rappresentazione ideologicamente orientata. Kafka sembrava trionfare, anzi sembrava un dilettante, a fronte di quanto stava accadendo, come sostenuto dal difensore nella sua discussione della causa. Ma Kafka non ha vinto, ha vinto la giustizia: nonostante la parola del carabiniere e il colore della sua pelle, l’imputato è stato assolto.
Dimenticavo di precisare: l’imputato era un bianco, e il vero aggressore un nero (si può dire così?).          
 

Commenti
effe
05/10/08 08:58
nonmelodire
ho detto al mio cagnolino di non abbaiare alle persone che passano, perchè rischiamo di essere accusati di razzismo...Mi ha risposto che lui abbaia alle quelle persone che infastidiscono non alle al colore della pelle...
Anonimo
05/10/08 09:05
bel colpo
se ho compreso i fatti è che per non arrestare un uomo di colore,reo, si è arrestato un bianco ,innocente, salvato dalle foto(incontestabili).L'accusa ha pure trovato il coraggio di ignorare la PROVA fotografica,benché incontestabile.Bene,ma proprio BENE. Può proprio apparire ,come lei dice , una forma di razzismo a rovescio,ma a me pare più un abuso da punire e subito,come LORO hanno cercato di punire l'innocente,con più le aggravanti del dolo!!! Ma in che mondo ci stanno portando?questa gentaglia lo sa da chi viene pagata?Vedo in molti articoli la parola(nuova)"stipendificio" riferita ad organi dello stato,sarà diventato uno di questi anche l'amministrazione della GIUSTIZIA?
antonino marotta
05/10/08 16:19
presunzioni
L'attendibilità delle dichiarazioni delle forze dell'ordine è totale,(quasi)DA NON AMMETTERE PROVA CONTRARIA.la prova contraria dovrebbe essere ammessa dalla magistratura da cui,per le questioni giudiziarie,e quindi quasi tutte, dipende la polizia. Fatto sta che polizia e magistratura sono componenti essenziali dello "stipendificio" e tendono ad aiutarsi per meglio tutelare i rispettivi ruoli. Avvine spesso e volentieri che rapporti palesemente falsi vengono fatti propri da magistrati sia inquirenti e, cosa ancora più grave, da magistrati giudicanti. In questo modo la polizia si sente in grado di dire e di fare ciò che vuole potendo contare sulla copertura dello "stipendificio". Il caso più eclatante è avvenuto a Genova durante i fatti del G8;la polizia è scesa al livello dei manifestanti comportandosi ancora peggio ed il loro capo, di allora,pare tuttora indagato del reato di istigazione alla falsa testimonianza. Per quei fatti lo "stipendificio" non ha potuto farla franca perchè la polizia ne aveva combinate di cotte e di crude ed era indifendibile. Ma se sapeste quanti sono i verbali di polizia con "racconti" di fantasia avvalorati dai giudici vi impressionereste tutti. La vera questione è l'indipendenza della magistratura che in Italia è assente in quanto quella corporazione togata è in cima allo stipendificio e fa quello che vuole applicando le leggi che vuole a favore o contro chi vuole sempre nell'ottica di non modificare di un comma lo status giurico che sottende il suo potere e quello degli altri componenti lo stato, in specie le forze dell'ordine. Mi dispiace sig. Formicola il suo "giustamente"attribuito al corpo dei magistrati quando analizzano i verbali e le dichiarazioni di polizia, è fuori luogo: Ci vorrebbe indipendenza dei giudici per fare in modo che le forze dell'ordine non violino la legge sapendo di essere impuniti,facendo scempio dei diritti dei cittadini , neri o bianchi che siano.
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