Venerdì 10 Febbraio 2012
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Regionali. Berlusconi: "Nel Lazio si gioca la partita della democrazia"

20 Marzo 2010

Contro "l'ignobile falsificazione" che ha condotto all'esclusione della lista del Pdl nel Lazio, Silvio Berlusconi è pronto a giocare "la partita della libertà e della democrazia". Il presidente del Consiglio lo ripete in un'intervista a Il Tempo a poche ore dalla manifestazione del centro destra che si terrà nel pomeriggio a Roma.

La sinistra che nel Lazio ha amministrato in modo "catastrofico" tenta di "spostare la campagna elettorale dalle cose concrete che interessano alla gente, alla rissa, alle calunnie e alle insinuazioni". Berlusconi attacca Emma Bonino, "esponente di una vecchia cultura anticlericale, anticristiana, rozza e ideologica. Averla candidata nella città-cuore della cristianità sembra una sciocca provocazione che Roma e il Lazio non meritano". Eppure Bonino venne designata dal centro destra al ruolo di commissario Ue... "Ogni volta che faccio una scelta non guardo allo schieramento - replica il presidente del Consiglio - e siccome per me l'interesse nazionale viene sempre prima delle logiche di schieramento, oggi, nelle stesse condizioni, mi comporterei come allora".

"Certo - prosegue il premier - a posteriori, non si può dire che il passaggio della Bonino in Europa abbia lasciato tracce. In compenso ha utilizzato quel ruolo per farsi una notevole pubblicità personale. Rimane il fatto che forse la Bonino qualcosa sull'Europa lo avrà anche imparato ma di Roma e del Lazio questa signora piemontese non mi risulta si sia mai occupata". "Oggi - continua Berlusconi - saremo in piazza per dire chiare e forti le nostre proposte e le nostre idee, le cose concrete che interessano la gente ma saremo anche lì per difendere il diritto dei romani di tutti i romani a votare liberamente scegliendo ni propri candidati".

Berlusconi conferma infine la volontà di riformare il sistema giudiziario ma smentisce di aver adottato una "politica punitiva" nei confronti della magistratura: "Vogliamo soluzioni equilibrate - assicura il presidente del Consiglio - che ristabiliscano il corretto rapporto tra politica e giustizia (...) Una grande riforma del sistema giudiziario è una delle priorità più importanti e urgenti alle quali metteremo mano subito dopo le elezioni".

In un'intervista al Resto del Carlino, il presidente del Consiglio esce dai confini del Lazio e dichiara che "anche nelle regioni rosse si comincia a aprire gli occhi e a ragionare sul malgoverno della sinistra (...) il declino della sinistra è già iniziato alle amministrative" e le tre candidate del centro destra in Emilia Romagna, Toscana e Umbria, "romperanno la crosta di potere che c'è nel triangolo rosso e otterranno risultati eccellenti".

Le regionali, pronostica Berlusconi, non finiranno in un pareggio. "Vinceremo noi perché alla fine conteranno sia i voti, sia il numero dei cittadini amministrati da noi o dalla sinistra. Da questo punto di vista è un test nazionale, una scelta di campo". La concorrenza della Lega Nord, in forte ascesa nei sondaggi nelle regioni settentrionali, non preoccupa Berlusconi che considera i Lumbard un "alleato strategico per noi come noi lo siamo per loro. Non siamo concorrenziali ma complementari".

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