Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Luna di miele

Rep. s'è accorta che Berlusconi piace agli italiani e Scalfari non si dà pace

30 Settembre 2008

«La luna di miele tra il Cavaliere e una robusta maggioranza di italiani continua. Anzi si rafforza (…) perdura, si consolida. Diventa strutturale». Non sono le parole di un fazioso supporter del governo, bensì è l’analisi di Eugenio Scalari, da sempre nemico giurato di Silvio Berlusconi.

Nell’editoriale di domenica sul quotidiano “La Repubblica”, Scalfari come di consueto scaglia duri attacchi contro il premier, ma non può evitare di riconoscere il dilagante consenso di cui egli gode tra gli elettori. Il motivo sarebbe riconducibile alla capacità del Cavaliere di manipolare la folla che è la «somma degli individui, non è un popolo». Gli italiani, precisa Scalfari, sono non più e non meno allocchi dei francesi o degli americani, ma la globalizzazione porta con sé il diffondersi di una società liquida «dove i nuclei associativi, i contropoteri, la pluralità organizzata sono ridotti al minimo». E questo favorirebbe il «format berlusconiano» che è all’opera «da quindici anni e non accenna a indebolirsi».

Il concetto di società liquida è contenuto negli studi sulla modernità del sociologo britannico Zygmunt Bauman secondo cui, nella nostra epoca, l’eroe popolare è l’individuo libero di fluttuare senza intralci, mentre l’essere “fissati”, “identificati”, diventa sempre più impopolare. Allo stesso tempo si assiste a un forte desiderio di creare nuovi gruppi e fondare nuove identità che però rimane inespresso e finisce per risolversi nel partecipare a comunità virtuali in cui si entra e si esce con facilità senza perciò riuscire a placare la paura della solitudine e dell’abbandono.

Se questo è il contesto in cui viviamo, quale atteggiamento può avere uno statista per affrontare le crisi della modernità?

Manuel Castells, sociologo spagnolo e docente di comunicazione all’Università di California, sottolinea come i poteri che instaurano le condizioni nelle quali ci confrontiamo con i nostri problemi sono al di là della portata di qualsiasi moderna istituzione democratica. Il potere globale extraterritoriale è fluttuante – sostiene Castells – mentre la politica, confinata ora come in passato nella cornice degli stati-nazione, continua a rimanere attaccata al terreno.

Berlusconi ha compreso meglio degli altri questa permanenza di un’identità nazionale della politica. Infatti è proprio il legame con la realtà e con i problemi quotidiani della gente che caratterizza l’azione del suo esecutivo. Un governo che in tal modo si rende tangibile, valutabile e suscettibile di elogi o di dissenso in ogni momento. Ecco perché la capacità di decidere sulle singole materie all’ordine del giorno suscita l’approvazione dei cittadini, stanchi di governi impantanati su se stessi, intrappolati dalle beghe di partito e timorosi di prendere iniziative. Ed è bene sottolinearlo: non si ratta di deriva autoritarista, ma di impegno concreto nel fare. D’altronde, per capire quanto oggi sia importante il decisionismo in termini di consensi, basta ricordare come la precedente coalizione guidata da Romano Prodi abbia pagato lo scotto dell’eccessiva frammentazione interna che l’ha portata all’immobilismo generalizzato. In un Paese dove invece è forte l’esigenza di ripartire.

Preso atto delle difficoltà economiche e sociali a livello internazionale, Berlusconi prima di tutto sta cercando le soluzioni ai problemi di casa nostra. Questo è il mandato che ha ricevuto dagli elettori e questo sta facendo: Napoli è stata ripulita dai rifiuti, la crisi Alitalia si è risolta mantenendo il controllo della compagnia in Italia, nella pubblica amministrazione la lotta ai fannulloni sta portando alla riduzione dell’assenteismo, la riforma della scuola è indirizzata a combattere il fenomeno del bullismo e a eliminare gli sprechi, si sta tentando di ridimensionare il dramma dell’immigrazione clandestina, di riportare la sicurezza nelle città, di combattere le stragi del sabato sera causate dai giovani ubriachi al volante. E ancora: è stata abolita l’Ici, proseguendo tra l’altro sul percorso già avviato dal centrosinistra, si sta combattendo lo scandalo della prostituzione in strada e, sempre sul fronte del decoro urbano, c’è la volontà di ripulire i muri delle città da scarabocchi e scritte. Esistono poi i grandi temi: il federalismo, il rilancio dell’economia, la riforma della la giustizia. Tutti fronti ancora aperti e su cui il governo sta ora lavorando.

Sono provvedimenti che vanno dritti alla pancia dei cittadini a cui è concessa la possibilità di giudicare giorno per giorno su fatti concreti. Ecco perché la fiducia degli elettori, dopo cinque mesi di legislatura, resta ancora molto alta.
 

Commenti
Esimio
30/09/08 10:18
Società liquida
Alitalia sul mercato? Un problema liquidato! Pochi liquidi ai bambini? Interviene la Gelmini! E che fa l’opposizione? Sembra già in liquidazione… Vuoi vedere che il governo Ci si liquefa d’inverno?
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl