Venerdì 10 Febbraio 2012
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L'uovo di giornata

Rep. se la prende col Cav. ma si dimentica dell'Ing.

22 Maggio 2009

Le nomine Rai hanno per un paio di giorni distratto La Repubblica dalla sua crociata su veline e divorzi (ma non dubitiamo che riparta molto presto visto le migliaia di copie guadagnate nelle ultime settimane). La tesi è la solita: il Cav. tornato Caimano allunga le sue grinfie sull'informazione, ormai onnipotente e incontrastato.

Tesi sicuramente suggestiva e di un certo impatto, ma che proprio a Repubblica dovrebbero saper temperare con qualche altro elemento. Non foss'altro perchè, appena qualche giorno fa, il loro editore, Carlo De Benedetti, si vantava pubblicamente di aver "repubblichizzato" l'informazione italiana, nel senso di aver diffuso in modo quasi virale il marchio di famiglia su gran parte della grande stampa e non solo.

Fate un momento due conti su fatti ancora recenti. Alla Stampa di Torino è appena arrivato come direttore il giovane Mario Calabresi, già caporedattore centrale e corrispondente da New York di Repubblica. L'ex direttore, Giulio Anselmi, già direttore dell'Espresso (sempre debenedettiano) finirà a fare il presidente dell'Ansa e scusate se è poco (Berlusconi voleva Sorgi ma è stato sconfitto). A dirigere la stessa Ansa poi è destinato Luigi Contu, oggi caporedattore di Repubblica.

Anche alla Rai l'influenza dell'ingegnere si farà sentire: Mario Orfeo, il futuro direttore del Tg e attuale direttore del Mattino ha fatto tutta la sua carriera prorpio al quotidiano di largo Fochetti. E forse vi siete già dimenticati che il presidente della Rai è Paolo Garimberti, ex vicedirettore di Repubblica.

Ci vogliamo aggiungere anche il direttore del Riformista, Antonio Polito e quello dell'Unità, Conchita De Gregorio, anche loro penne illustri di Repubblica e ora sulla tolda dei loro giornali?

A margine si potrebbe aggiungere che nè il direttore del Sole24Ore, Gianni Riotta, nè quello del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, hanno a che spartire con Berlusconi e le sue preferenze e il quadro appare già fortemente ridimensionato.

Almeno quando è in ballo l'orgoglio di bandiera, Repubblica potrebbe attenersi un  po' più al vero e riconoscere al suo bravo e potente editore i meriti che gli spettano.

Commenti
Massimo
22/05/09 10:56
Stiamo parlando dello stesso
Stiamo parlando dello stesso De Benedetti che risucchiò un vortice di miliardi dallo Stato per tenere in piedi la fallimentare Olivetti, senza dei quali sarebbe ora null'altro che un barbone? E' lo stesso De Benedetti che per sua ammissione pagò tangenti per 10 miliardi ma non fu mai processato? Parliamo di lui? dell'amico di Prodi?
vittorio
22/05/09 13:07
Forse siete giovani o avete
Forse siete giovani o avete scarsa memoria.In passato Repubblica si occupava molto del suo attuale editore.Per magnificarne le gesta,la grande modernità,la sua vicinanza ai piccoli azionisti.Non c'era azienda del tizio che non fosse ben valutata,impresa che non fosse esaltata.Era l'obiettività richiesta ad un giornale,specie alle sue pagine finanziarie?No,era il metodo repubblica,applicato agli interessi del tizio.
Yanez
22/05/09 17:38
E passi...
E passi che l'Ing. (tycoon accorto e discreto) riesca a piazzare i suoi uomini dovunque, compresa la presidenza della "nemica" RAI berlusconiana: significherebbe solo che è bravo. Il guaio è che il Verbo di Repubblica, ormai, si insegna nelle scuole, all'università, in parrocchia e in ogni programma TV della nazione: siamo tutti Rep.
Anonimo
23/05/09 12:10
hehe
Giro tutta l'Europa da anni e devo dirlo...tutti lo sanno, tutti lo dicono tranne noi: il nostro premier è la barzelletta d'Europa. Ridono perché non vivono in Italia, se no non riderebbero tanto. Questo editoriale è in linea con l'opinione internazionale su di noi da quando lui è al governo. Avete visto lo spot televisivo svedese? Guardatelo su youtube!C'è Berlusconi in primo piano,con uno sfondo di mandolino,e la voce narrante che dice chi è,quante tv ha,e che ruolo riveste nel ns.paese.Poi l'immagine del premier sfuma e una scritta appare rafforzata dalla voce: "Svezia:la nostra TV è LIBERA". Il conflitto d'interessi è il vero scandalo per cui ci ridono dietro:in Germania hanno PROIBITO l'altra settimana a un magnate di comprarsi il 22% di un canale tv,sapete perché?Perché ne ha già UNO!Questa è l'Europa,signori,noi siamo in Corea (del nord,s'intende!)
Anonimo
23/05/09 12:10
hehe
Giro tutta l'Europa da anni e devo dirlo...tutti lo sanno, tutti lo dicono tranne noi: il nostro premier è la barzelletta d'Europa. Ridono perché non vivono in Italia, se no non riderebbero tanto. Questo editoriale è in linea con l'opinione internazionale su di noi da quando lui è al governo. Avete visto lo spot televisivo svedese? Guardatelo su youtube!C'è Berlusconi in primo piano,con uno sfondo di mandolino,e la voce narrante che dice chi è,quante tv ha,e che ruolo riveste nel ns.paese.Poi l'immagine del premier sfuma e una scritta appare rafforzata dalla voce: "Svezia:la nostra TV è LIBERA". Il conflitto d'interessi è il vero scandalo per cui ci ridono dietro:in Germania hanno PROIBITO l'altra settimana a un magnate di comprarsi il 22% di un canale tv,sapete perché?Perché ne ha già UNO!Questa è l'Europa,signori,noi siamo in Corea (del nord,s'intende!)
Giuseppe
27/05/09 21:39
L'ingegnere
E bravo l'Ingegnere. Ha forse dimenticato il male che ha fatto in Italia ed alle aziende da Lui comprate ristrutturate,rivendute e fallite: Leggi: OLIVETTI. Leggi BUITONI ecc. Quanti padri di famiglia vorrebbero non averlo mai incontrato "L'INGEGNERE".
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