Venerdì 10 Febbraio 2012
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Ritornano le 10 domande: "Presidente Berlusconi lei frequenta stragisti?"

1 Giugno 2010

Abbiamo avuto l’estate dello scontento pedofilo e ora ci addentriamo nella nuova estate dello scontento stragista. Questa volta però non c’è di mezzo Noemi e una fortunata cronista locale di Repubblica. Questa volta c’è il Procuratore Nazionale Antimafia, Aldo Grasso, l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e l’ex leader del Pd, Walter Veltoni che in rapida sequenza spargono e avvalorano l’ipotesi che le stragi di Mafia del 92, contro Falcone e Borsellino e le bombe di Via dei Georgofili e del Velabro del’ 92, servissero a favorire l’avvento di “una nuova entità politica”.

La cosa non è mai detta apertamente, ma nel gioco delle domande allusive  dei giornalisti, delle risposte elusive dei tre protagonisti, delle citazioni incrociate e degli ingarbugliati riferimenti storici, lo scenario che si disvela è uno solo: dietro le macerie di Mani Pulite allignava una “nuova entità politica” in grado di manovrare al contempo spezzoni di servi segreti deviati e cosche mafiose per mettere in moto un golpe “conservatore” e consegnare il paese nelle mani di un “aggregato imprenditoriale e politico” facilmente individuabile nel partito azienda che in quella fase Silvio Berlusconi aveva già in animo di costruire. 

E’ quanto troviamo candidamente pubblicato su Repubblica, nell’intervista che Massimo Giannini ha fatto con Ciampi alla vigilia del suo libro autobiografico. Il giornalista mescola liberamente riflessioni sue e dell’intervistato e scrive: “Quell’entità, quell’aggregato, secondo questo scenario potrebbe essere Forza Italia. Nel momento in cui quel partito si prepara a nascere, e siamo nel ’94, Cosa Nostra interrompe la strategia stragista”. Ciampi svicola ma avvalora la tesi quando rilancia la palla a Grasso: “Non sta a me parlare di tutto questo. Parlano gli avvenimenti di quel periodo che sono quelli richiamati da Grasso. Il procuratore antimafia dice la verità e io condivido pienamente le sue parole”.

E cosa aveva detto Piero Grasso pochi giorni prima parlando nel 17mo anniversario di Via dei Georgofili? Ecco: “Con le stragi Cosa Nostra ha inteso agevolare l’avvento di nuove realtà politiche che potessero poi esaudire le sue richieste” E poi ancora: gli attentati erano “azioni criminose eclatanti che avrebbero dato la possibilità a una entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l’intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli”.

Così arriva Veltroni che confonde e intorbida ancora di più le acque già mefitiche: “Faccio un ragionamento storico: questa entità che ha ordinato le stragi del '92 e '93 è la stessa che è sempre scesa in campo nelle fasi di transizione. É la stessa di piazza Fontana e di piazza della Loggia, dell'attentato alla Questura di Milano del finto anarchico Bertoli, del rapimento Moro? Se non è così, non si capisce quale potere abbia potuto mettere insieme in tutte queste storie di sangue cose in apparenza tanto distanti come l'estremismo di destra e le Br, i servizi segreti e la P2 e la banda della Magliana e forse anche pezzi di terrorismo di sinistra. Questo grumo di interessi che interviene ogni volta per orientare la storia con colpi di mano, con la violenza delle stragi, è intervenuto l'ultima volta nel '92 e '93, all'alba della seconda repubblica. Ora è di nuovo un momento difficile: una grave crisi finanziaria, l'esaurirsi di una fase politica, la difficoltà dei partiti e delle istituzioni”. Bene ecco il ragionamento storico di Veltroni: Br, Moro, Pd, banda della Magliana, Capaci, Piazza Fontana, Georgofili, piazza della Loggia e chissà che altro ancora, tutta colpa della stessa “nuova entità”.

Su una cosa Veltroni ha ragione, quando dice: “Il Paese non può assistere da spettatore indifferente a notizie sconvolgenti che in altre democrazie sarebbero priorità assolute”. In effetti il Paese non può: dovrebbe invece chiedere conto in modo perentorio a Grasso, Ciampi e Veltroni di smetterla di passarsi a vicenda la stessa palla, e invece spiegare se queste “notizie sconvolgenti” abbiano qualche riscontro, qualche prova, qualche sostegno fattuale. Poichè la matassa del sospetto e della dietrologia non può dipanarsi all’infinito, il Paese a cui fa appello Veltroni dovrebbe insorgere e chiedere che l’accusa di stragismo contro Berlusconi e il suo partito, contro l’attuale governo, prenda una qualche forma convincente o venga scontata come una intollerabile calunnia, questa sì in grado di destabilizzare il sistema democratico.

E più ancora del generico Paese chiamato in causa da Veltroni dovrebbero farlo Berlusconi e quanti hanno partecipato alla nascita di Forza Italia e in definitiva tutti quelli che oggi, anche nel Pdl, ne sono gli eredi e i principali esponenti. Il Paese può anche essere rassegnato e assuefatto al peggio, per colpa di una stampa sempre incline al complotto, votata all’odio verso Berlusconi al punto di vagheggiare per lui i crimini più orrendi, completamente disinteressata ai fatti e alle loro connessioni logiche a meno che non siano in un faldone giudiziario o emergano da un’intercettazione.  Quello che sorprende è che Berlusconi medesimo sembri rassegnato e assuefatto al peggio a cui inchiodano la sua immagine e quella del suo partito. A parte un comunicato di Gaetano Quagliariello e Fabrizio Cicchitto, poco altro è stato messo in moto per rispondere a questa nuova ventata di accuse.  

Paradossalmente le smentite più efficaci al teorema Grasso-Ciampi-Veltroni sono arrivate da esponenti dell’opposizione come Giovanni Pellegrino, Luciano Violante e persino Oscar Luigi Scalfaro.

Senza queste voci il campo sarebbe occupato interamente da Repubblica: sue le interviste ai 3 cavalieri dell’apocalisse, suoi i giornalisti che rimestano nel torbido (leggete le domande di Liana Milella a Grasso: “I mafiosi, lo dicono i pentiti (sic!) guardavano con attenzione alla nascita di Forza Italia. Con le stragi volevano agevolarla?” E ancora: “ E lei, al momento se la sente di escludere che Cosa Nostra già sapesse dell’intenzione di Berlusconi di fondarla?”)  , sua gran parte della responsabilità per un paese che è diventato assuefatto al peggior sospetto. Se continua così non ci resta che attendere un nuovo set di 10 domande a Berlusconi. La prima sarebbe: “Presidente lei frequentava stragisti?” 

Commenti
mauro
01/06/10 16:17
Mafiosi cartomanti?
Se non ricordo male le stragi mafiose risalgono al 1992, fino agli attentati di Roma e Firenze del maggio 1993. La prima volta che si è sentito parlare di Berlusconi come politico è nel novembre 1993 alle elezioni per il sindaco di Roma. Quindi la Mafia sapeva quello che avrebbe fatto Berlusconi prima che lo sapesse lo stesso Berlusconi. Ma allora la Mafia deve aver organizzato anche Mani Pulite nel 1992, altrimenti tutto il resto non ne poteva seguire.
Reo Silvio
01/06/10 18:26
Siete davvero alla frutta!
Il primo segnale è questo Aldo Grasso che, più volte ripetuto, da opinionista del Corriere è diventato Procuratore Nazionale Antimafia (quello è Pietro Grasso), ma a parte il lapsus che comunque conferma scarsa lucidità, veniamo al merito. 10 domande a Berlusconi sulle stragi? Perchè no? Anche lui è stato un importantissimo testimone di quella stagione politica da cui, è un dato di fatto, ne è uscito come assoluto protagonista e il suo neonato movimento politico è diventato dal nulla il primo partito politico (con un pieno del 100% dei collegi in Sicilia...) e lo ha portato a Palazzo Chigi. Tutte coincidenze? Forse. Ma c'è tanto da chiarire su quegli avvenimenti. Ma stavolta come se la caverà il Cav con le risposte? Non risponderà, sarà contraddittorio o inventerà bugie come ha fatto con Noemi (tipo: "il padre era l'autista di Craxi...")? O visto l'argomento sarà un po' più cauto? Vedremo. Nell'attesa ci gongoliamo con i vostri lapsus e la vostra inutile ironia.
enzo sara
01/06/10 23:27
Forse il Pd pensa a Ciancimino jr candidato premier
Se anonimi elettori o militanti "si gongolano" (il mio dizionario non contempla la forma riflessiva del verbo -intransitivo - gongolare, ma evidentemente è un tipico sottoprodotto dell'incultura berlusconiana) per un lapsus, la sinistra non è alla frutta, ma è già arrivata all'amaro o forse al digestivo. Chiede un precedente interlocutore: come si comporterà il Cav. per le risposte? Semplice, a mio avviso non dovrebbe fare nulla di diverso da ciò che hanno fatto Ciampi e Veltroni negli ultimi 17 anni: tacere. Già, un ex presidente della Repubblica come Ciampi tace per 17 anni e si rifà vivo con frasette ambigue, buone per qualsiasi interpretazione (e all'occorrenza per qualsiasi smentita). E un ex leader dell'opposizione come Veltroni, quello della "bella politica", colui che diceva di voler rendere più normali e meno astiosi i rapporti con gli avversari, ora finge di volerci dare ad intendere che il "principale esponente dello schieramento avverso" forse è un mafioso o un prodotto della mafia. In tutta franchezza, la questione non è (per dirla con Pirandello) una cosa seria. A meno che il Pd non si stia preparando a una svolta epocale e abbia deciso di scegliere Ciancimino jr come prossimo candidato premier.
Reo Silvio
02/06/10 12:07
E invece la cosa è molto seria!
Chi la ritiene poco seria lo andasse a dire ai parenti delle vittime delle stragi, se ne ha il coraggio. E' poco serio invece che ci sia un coinvolgimento dell'attuale premier? Può darsi, o può darsi anche di no. Intanto tacere è la cosa peggiore e se lo ha fatto Ciampi per 17 anni ha sbagliato anche lui. Qui ormai non "militiamo" proprio più per nessuno e non abbiamo alcun totem inviolabile e se ne andassero a quel paese (o in galera se hanno delle responsabilità) tutti quelli che sanno e non hanno parlato o hanno avuto delle responsabilità, si chiamassero Ciampi o Veltroni, Mancino o Violante. Voi invece avete, come sempre, il vostro totem inviolabile: difendere sempre Silviuccio sempre e comunque e respingere con forza (o con banali ironie) ogni cosa che lo possa riguardare negativamente. E alla fine tutto si deve risolvere nelle solite polemiche di parte che servono solo a creare un po' di confusione, rimandare sempre lo svelamento delle verità e coprire le reali responsabilità.
monitor
02/06/10 14:32
Reo
Il signor Reo non è alla frutta. Semplicemente il signor Reo non è.
michelino
03/06/10 11:41
berlusconi stragista?
Questi signori che insinuano dubbi su Berlusconi e Forza Italia, dimostrano, parlando a distanza di molti anni, di essere stati degli incapaci e indegni di aver svolto, o svolgere, il loro ruolo
Anonimo
03/06/10 13:22
complotti stragisti
Caro Direttore, non risulaterebbe più semplice ricordare come anche in politica, come in natura, lo "horror vacui" agisce di per sé? E che appliacre ad esso una stanca lettura dirigista mostra solo i limti già noti di chi la applica? Che poi, sarebbero comicamente gli stessi che s'affanano a criticare il "progetto intelligente" e a rimettere l'ordine cosmico al caso... Bah... Cordialità, MB
03/06/10 15:28
Il filo rosso
Risposta all'On. Veltroni, che, intervistato da Repubblica, si domanda "quale potere abbia potuto mettere insieme in tutte queste storie di sangue cose in apparenza tanto distanti" come P2, BR, mafia, stragi, banda della Magliana, delitto Moro etc. Onorevole, ce l'aveva davanti mentre pronunciava questa frase qualunquista, quel misterioso "potere" che mette insieme tutti i fattacci d'Italia facendone un immangiabile minestrone: è Repubblica! O, più in generale, tutto quel giornalismo cosiddetto d'indagine che da quarant'anni ci stordisce con le sue fumose ricostruzioni e i suoi retroscena delittuosi, che di solito rimangono indimostrati o vengono addirittura smentiti dai fatti. E' un'invenzione giornalistica questo filo rosso che dovrebbe legare tutte queste vicende fra loro assolutamente indipendenti, e che serve alla sinistra come giustificazione perenne: "No, i compagni sono buoni, le BR erano in realtà agenti della CIA travestiti da massoni", oppure "Certo che non vinciamo mai le elezioni, ci sono i servizi segreti che ce lo impediscono", o ancora "Il governo di destra ha chiuso in galera molti più mafiosi di noi, ma solo perché i boss glielo permettono", e via di séguito. Troppa libertà di stampa, diceva il Cav. in un momento di sincerità...
Fabio
03/06/10 15:53
Assurdo, GRAVISSIMO che in
Assurdo, GRAVISSIMO che in un paese civile ci siano organi di stampa come repubblica che continuano a dire il FALSO in questo modo. E una cosa è falsa fino a quando chi accusa non dimostra che è vera. Giannino, Mauro e kompagni di repubblica non hanno saputo portare uno straccio di PROVA a sostegno della loro tesi. E non potrebbero farlo del resto dato che perfino i tribunali che hanno fatto macelleria giudiziaria dando credito a spatuzza, non hanno saputo portare una PROVA che sia una del coinvolgimento di Berlusconi nelle stragi mafiose. Provate ad andare in USA e in diretta TV o sui maggiori quotidiani nazionali provate a raccontare BALLE su Obama. Provate ad accusarlo, sempre senza prove come fa la stampa di sinistra, di essere stato il mandante nell'omicidio di giudici degli stati uniti, vediamo quanti nanosecondi ci mettono per sbattervi fuori a calci! Perchè quello di giornalista è un mestiere al pari degli altri. Se sbagliano DEVONO pagare. Ma in Italia non accade mai, MAI. Un giornalista deve riportare solo i FATTI, repubblica non ne ha dato neppure uno. Sempre solo illazioni, sempre voci, sospetti, dicerie, deliri di un vecchio e di un paio di falliti che tentano di rientrare in politica dopo aver promesso di andare in africa. Vergognoso, assolutamente VERGOGNOSO!
Anonimo
12/06/10 11:31
x Fabio
Ascolta, ma in che paese vivi? Come hai fatto a scrivere così tante stupidaggini tutte insieme? Hai un dono? Ma tu ti rendi conto di quello che hai scritto vero? Ah, sei proprio messo bene,va! Credici che se il B fosse in USA sarebbe già in galera.
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