La commissione Giustizia della Camera ha ultimato l'esame degli emendamenti presentati al decreto-ronde del governo, che ora, dopo aver ricevuto i pareri delle commissioni competenti, dovrà passare il vaglio dell'aula di Montecitorio.
Il Pd, l'Idv e l'Udc hanno votato contro il provvedimento, mentre la maggioranza si è espressa a favore anche se si è divisa su un emendamento spuntato all'ultimo momento relativo ad alcuni adempimenti che avrebbe dovuto fare la Telecom entro il 31 marzo. La proposta di modifica, presentata dai deputati Abrignani, Orsini e Cassinelli, era stata dichiarata infatti inammissibile in un primo momento per estraneità di materia. Ma poi i tre firmatari hanno presentato ricorso al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e l'emendamento è stato dichiarato ammissibile "in via eccezionale".
La Lega ha votato insieme al centrosinistra e l'emendamento, ottenuta la parità di 15 a 15, non è passato. L'intervento a favore di Telecom riguardava l'impossibilità, enunciata dal gestore telefonico, di non riuscire ad archiviare i dati sulla rintracciabilità delle telefonate per le quali l'utente risultava occupato, non raggiungibile o assente, così come previsto dalla direttiva Frattini del maggio 2008. Tra le modifiche che sono state accolte, c'è invece quella che dà la possibilità al governo di mettere a punto sulle ronde uno schema di decreto, del quale dovrà essere data una semplice comunicazione ai competenti organi parlamentari.
Anche se il Parlamento potrebbe fare, in caso di comunicazione da parte del ministero, una risoluzione, questa non avrà alcun valore vincolante nei confronti del governo. Pertanto, sulla composizione e la disciplina delle ronde, toccherà decidere, se il provvedimento rimarrà tale e quale, solo ed esclusivamente al ministero dell'Interno. La Lega ha poi ritirato l'emendamento che aveva presentato nei giorni scorsi sulla castrazione chimica. Respinta, invece, la proposta di modifica di Pierluigi Mantini (Pd) e di Roberto Rao (Udc), per impedire che le ronde avessero una connotazione partitica o politica.

