Nei giorni scorsi l’Antitrust guidata da Antonio Catricalà ha avviato una istruttoria per verificare l’eventuale violazione di norme sulla concorrenza da parte di Google, il “disinibito” motore di ricerca che ha osato realizzare in Italia una rassegna stampa on-line (Google-news) di crescente successo. La rassegna stampa si limita a dare una breve informativa sintetica sulla notizia e il lettore interessato clickando nell’apposito spazio viene rinviato alla notizia di base, corredata della sua pubblicità originale. Per questo servizio Google non richiede alcun compenso all’editore/autore dell’articolo citato.
L’Antitrust italiana si è mossa sulla base di una pressante denuncia effettuata dalla potente Federazione degli editori (FIEG). Come evidenziato dal Presidente della FIEG, Malinconico, in una illuminante intervista su Il resto del Carlino del 29 Agosto, gli editori lamentano che non ottengono alcuna forma di remunerazione diretta per l’utilizzo dei propri contenuti su Google-news. Inoltre prosegue Malinconico, Google non rende nota la metodologia con cui vengono selezionate le notizie inserite nella rassegna on-line. C’è poca trasparenza, secondo il Presidente.
I due argomenti suscitano perplessità e per certi aspetti anche qualche motivo di ilarità. Primo, non si capisce cosa c’entri l’Antitrust, a cui è demandato di sanzionare l’abuso di posizione dominante, con il fatto che gli editori non ottengano alcuna forma di remunerazione per l’utilizzo delle notizie da loro pubblicate.
Starà all’editore stabilire se vuole essere remunerato dal lettore - facendosi pagare una commissione di accesso come, da tempo, ha scelto di fare Murdoch - oppure vendere lo spazio pubblicitario facendo valere il numero di click ottenuti. Quanto alla questione della trasparenza dei criteri di selezione delle notizie, ci sembra un argomento che se applicato coerentemente dovrebbe indurre la FIEG a denunciare all’Antitrust tutti gli estensori di rassegna stampa che affollano emittenti radio e televisive: saremmo curiosi di vedere Boldrin rendere noti all’Antitrust i criteri con cui seleziona le notizie nella sua seguitissima rassegna mattutina.
Non manca però un motivo di preoccupazione in questa vicenda. Siamo certi che l’Antitrus saprà valutare nel merito l’attendibilità delle accuse della FIEG, ma ci preoccupa che da tutta questa iniziativa venga a sollevarsi un polverone tale da indurre Google a cancellare il servizio di rassegna stampa.
Per chi come noi de l’Occidentale gestisce un quotidiano on-line, che vive dei contatti generati dagli utenti del web, un tale esito sarebbe dannosissimo. Cari lettori e lettrici che ci soseguite con i vostri click, dall’inizio di questo anno Google-news ha avuto il merito di segnalare il nostro quotidiano ben 500 volte, rinviando a notizie, articoli, commenti da noi pubblicati. Da queste segnalazioni sono derivati, per il nostro sito, decine, forse centinaia di migliaia di contatti che si trasformano in proventi pubblicitari.
Il vantaggio di tale servizio è tale che ci sentiremmo orfani di un importante collaboratore - che a noi non costa nulla – se esso fosse messo nelle condizioni di tacere. Invitiamo quindi tutti gli editori, promotori, animatori degli oltre 250 siti oggetto della rassegna stampa di Google-news ad attivarsi rilanciando nei loro siti e blog un appello affinché Google-news possa continuare a svolgere la sua fondamentale funzione, a salvaguardia, in ultima istanza, della stessa libertà di espressione.



L'obbiettivo è certamente un'altro
D'accordo