Giovedì 24 Maggio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
L'uovo di giornata

Sarkozy e il suo "editto bulgaro" (molto più efficace)

7 Aprile 2010

“Nella notte del 9 Marzo un post sotto pseudonimo è stato pubblicato su un blog ospitato dal sito del nostro giornale ed è stato attribuito ad esso. Il 21 marzo, il direttore generale di Newsweb, ha ammesso che uno dei suoi collaboratori era l’autore del blog. Le dimissioni di entrambe sono state accettate. Esprimiamo il nostro rammarico alla coppia presidenziale e presentiamo le nostre scuse agli internauti”, si conclude così un laconico comunicato de Le Journal du Dimanche, la testata francese finita nel mirino di Sarkozy dopo aver pubblicato delle notizie non verificate sui presunti tradimenti fra il presidente francese e la premiere dame Carla Bruni.

Non siamo all’Affare Dreyfus e la Francia resta pur sempre il Paese che nel 1789 diede i natali alla libertà di stampa, fatto sta che, dopo aver diffuso le voci sulla relazione di Carla con il cantante Biolay , il direttore marketing di Newsweb e la blogger Aude Barone si sono dimessi. Secondo Le Monde e Le Nouvel Observateur, i due avrebbero accettato di farsi da parte dopo le pesanti pressioni effettuate dall’Eliseo sul gruppo Hachette, l’editore del Jdd. “Non ho un secondo, nemmeno mezzo secondo, da perdere con queste elucubrazioni” ha commentato Sarkò impegnato in un vertice bilaterale a Londra con Gordon Brown. Oggi la procura di Parigi ha addirittura aperto una inchiesta preliminare sull’accaduto. E’ evidente che il Presidente Sarkozy non ami particolarmente i giornalisti che gli rompono le scatole, come quando se la prese con i reporter di France 3 rapiti in Afghanistan, spiegando che avevano commesso “una imprudenza” e che “hanno fatto correre dei rischi alle nostre forze armate”, oppure quando licenziò il Direttore di Paris Match che aveva messo in copertina la sua ex moglie Cecilia. Un atteggiamento in parte addolcito quando Sarkò si trova di fronte affascinanti mezzibusti come la bionda Laurence Ferrari, che ha scalato rapidamente la tv di stato francese forte delle simpatie presidenziali.

Ovvio che leggendo quel che è accaduto in Francia scatti spontaneo un paragone con l’Italia, dove, come scrive ironicamente Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi, “è vero che nel 2002 il Cavaliere annunciò e ottenne l’esclusione dalla tv pubblica di Biagi Luttazzi e Santoro, e quell’errore gli viene ancor oggi giustamente rinfacciato. Ma negli ultimi otto anni Berlusconi non è riuscito a zittire nessuno”. Secondo l’editorialista del Corsera, a differenza di Sarkò, il Cav. non sarebbe un “vero” cattivo perché in fondo ama più blandire che punire, ma “Sarkozy deve far fronte a un atteggiamento spesso più severo sulle cose importanti”, come quando Le Figaro – giornale di destra – lo inchiodò alla faccenda della raccomandazione al figlio Jean, sistemato con un blitz alla presidenza della Defense. In Francia, conclude sornione Cazzullo, “un direttore della tv pubblica che si lancia in editoriali a sostegno alle posizioni del governo gli spettatori d’Oltralpe non l’hanno ancora visto”.

A nostro parere, però, il parallelo tra Berlusconi e Sarkò rischia di essere fuorviante. A guardar bene cos’è accaduto in Francia, infatti, la questione non è tanto chi è più duro con i giornalisti, quanto il comportamento dei giornalisti stessi. In Francia il direttore del Jdd, Olivier Jay, prende carta e penna e scrive una lettera di scuse al Presidente. Ve li immaginate Santoro o Luttazzi che fanno lo stesso?

Commenti
Anonimo
08/04/10 08:39
Vane Speranze
Non hanno niente da commentare i Signori garantisti (garantisti solo son gli amici, come insegna Stalin; il resto in galera anche solo dopo un pettegolezzo); i Signori che denunciano la dittatura Italiana imminente (o già alquanto espressa solo perchè per una legge di Prodi -par condicio- si è sospeso, come TUTTI i talk show, quel peto continuo di Santoro); i Signori che tacciono se Zapatero ha il Paese allo sfascio per aver seguito le cretine e devastanti soluzioni di sinistra per la gestione della crisi (e anche quando SPARA FUCILATE sugli immigrati); i Signori che volevano a tutti i costi Piazza San Giovanni vuota, e meno male è stata così vuota che solo qualche milione di persone governate dalla sinistra sono scappate a gambe levate e hanno votato PDL (se la piazza fosse stata "piena" vincevamo anche l'Emilia e la Toscana?). Tutto tace. Spero perchè essi sono finalmente a domandarsi se essere sempre disonesti con il governo, esclusivamente per pregiudizio antiberlusconiano, non sia almeno una causa della loro costante e inesorabile debacle. E se usare sempre due pesi e due misure non ne sia un'altra. E se ribaltare sempre la realtà oggettiva per crearne una da usare all'uopo e che faccia comodo una terza. Speranza vana..
cesare
08/04/10 09:38
sarkozy
Sia Cazzullo che l’articolista dimenticano, nel fare il parallelo tra Sarkozy e Berlusconi, che nel 2008, tornato presidente del consiglio, Berlusconi chiese e ottenne, senza clamori, l’allontanamento di Mieli e Anselmi dal loro posto di direttori del Corriere e de La Stampa
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl