L’alta velocità ha rallentato molto in questi ultimi giorni a causa dell’ondata di neve e di gelo che si è abbattuta sull’Italia. In generale tutto il trasporto ferroviario ha subito un blocco. Le cancellazioni sono state una piccola percentuale, ma i ritardi hanno superato in moltissimi casi le due ore. Molti passeggeri si sono ritrovati al gelo a causa del congelamento dei cavi dell’elettricità e al conseguente blocco dell’energia elettrica.
Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, dopo aver subito le critiche di migliaia di passeggeri, ha risposto con una frase molto polemica: “portatevi acqua e coperte”. Quest’affermazione, che voleva essere un consiglio per limitare i disagi dei clienti di Trenitalia, è stata criticata anche dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli. L’amministratore delegato del gruppo ferroviario ha forse ragione nel dire che non tutte le responsabilità sono di Trenitalia. L’operatore ferroviario non poteva fare molto in un caso di emergenza come quello che si è verificato. Tuttavia forse Moretti si scorda di essere il responsabile della rete ferroviaria, poiché la società da lui guidata, Ferrovie dello Stato, controlla interamente anche Rete Ferroviaria Italiana.
I problemi si sono verificati sulla linea ferroviaria e le responsabilità dei ritardi sono da attribuire al gestore della rete. L’errore maggiore si è verificato nel momento in cui RFI ha permesso la circolazione dei treni, senza garantire che questi potessero arrivare a destinazione. Sicuramente era meglio eliminare un numero maggiore di treni, com’è stato fatto negli altri paesi europei, piuttosto che lasciare al gelo, prigionieri nei treni, migliaia di passeggeri.
Le responsabilità sono da attribuire a RFI ed essendo questa società di proprietà di FS, l’amministratore delegato del gruppo avrebbe fatto bene a scusarsi per i disagi subiti dai passeggeri, piuttosto che dare consigli di sopravvivenza.
Un discorso analogo può essere fatto anche per i rimborsi. La normativa europea prevede che nel caso di cause non dipendenti direttamente dall’operatore ferroviario, i rimborsi non siano dovuti ai passeggeri. Questa norma è logica in un contesto nel quale, la società che gestisce i treni non sia legata in alcun modo all’azienda che gestisce i binari. Questo non è il caso dell’Italia, dove Trenitalia e RFI sono gestiste da Ferrovie dello Stato.
Se un ritardo è dovuto al maltempo, non è giusto infatti che sia l’operatore ferroviario a dover ripagare i propri passeggeri. Certo i disagi dovrebbero essere compensati in qualche altro modo e la normativa rimane un limite minimo di tutela dei passeggeri. In un contesto competitivo probabilmente le compagnie ferroviarie avrebbero fatto dell’attenzione al cliente un valore aggiunto e la situazione sarebbe stata diversa.
Se tuttavia la società che gestisce la rete ferroviaria commette degli errori che si ripercuotono sulle condizioni di viaggio dei passeggeri, questa società è la diretta responsabile dei disservizi. E per tali errori RFI dovrebbe ricompensare i passeggeri che hanno subito ritardi enormi e disagi infiniti.
Essendo RFI controllata al 100 per cento da Ferrovie dello Stato, la responsabilità finale degli errori commessi è di quest’ultima società e del management che ha permesso la circolazione dei treni, anche laddove era meglio una soppressione.
È importante anche distinguere il caso italiano da quanto è successo negli altri paesi europei. L’ondata di freddo italiana non è certo paragonabile a quella degli Stati del Nord Europa. La caduta di neve e il gelo registrati nel Nord Italia negli ultimi giorni sono condizioni quasi normali in Germania e difficilmente il sistema ferroviario tedesco ha mai registrato un livello tale di disservizi. In Gran Bretagna, essendo il gestore della rete infrastrutturale separato dalle compagnie ferroviarie, la situazione è molto diversa da quella italiana. Le responsabilità delle cancellazioni inglesi non sono attribuibili alle società private di trasporto ferroviario, ma al gestore pubblico della rete.
Trenitalia non è diretta responsabile degli errori commessi negli scorsi giorni, che hanno bloccato al gelo migliaia di passeggeri senza coperte e acqua. Le responsabilità sono di RFI e dunque di FS e per tale ragione la frase dell’amministratore delegato di questa società è stata inopportuna e quasi beffarda nei confronti di migliaia di clienti.



"La normativa europea
Al macero trenitalia! Peggio