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L'uovo di giornata

Se l'Italia diventa il paradiso dei criminali romeni

24 Febbraio 2009

Nella polemica tra il governo e italiano e quello romeno su immigrazione e criminalità c'è qualcosa che non torna. Da Bucarest hanno accusato l'Italia di essere lenta nelle estradizioni e nei processi. Sarà pure vero. Ma se come dicono le stesse autorità romene, il 40 per cento dei ricercati romeni si trova in Italia, loro hanno certamente un problema alle frontiere.

E' vero che in Europa vige la libera circolazione delle persone e delle merci, ma se uno è ricercato, magari pure condannato in prima istanza, prima di lasciarlo girare libero per l'Europa, sarebbe il caso di tenere gli occhi aperti ai confini. A meno che non si preferisca chiuderli gli occhi e lasciare che siano altri paesi ad affrontare le conseguenze.

D'altro canto il meccanismo lo spiega bene Eugen Terteleac, presidente dell'associazione dei romeni in Italia: "L'Italia è una calamita per i delinquenti romeni, perchè in Romania le pene sono molto più severe e i tempi dei processi ben più brevi di quelli italiani. Insomma a un criminale romeno conviene delinquere in Italia". Questo è ovviamente un atto d'accusa contro la giustizia italiana che si può certo condividere. Il sospetto però che il punto di vista delle autorità di Bucareste sia che alla Romania convenga che i criminali romeni delinquano in Italia piuttosto che in patria.

Questo non sarebbe accettabile e il governo italiano doverbbe fare il possibile per dissipare questo dubbio e pretendere dalla controparte maggiori controlli alle frontiere e più vigilanza nei confronti dei loro ricercati. Lo diciamo per il bene del 99 per cento di romeni onesti che vivono in Italia e pagano le conseguenze di questa situazione. Al punto che Eugen Terteleac dichiara con candore di essere assolutamente a favore delle famigerate ronde, anzi chiede che esse siano aperte anche ai cittadini romeni residenti in Italia.

Forse il presidente dei romeni in italia dovrebbe fare due chiacchiere con tutte le nostre alte e altissime cariche che contro le ronde hanno storto il naso.

Commenti
Anonimo
25/02/09 10:04
Infatti. Non conviene a
Infatti. Non conviene a nessuno, immigrati romeni (e non) compresi, che la situazione sia quella che è, con buona pace di chi ci dice che a termini di statistiche i crimini nel 2008 sono diminuiti. Le ronde servono, non perchè le forze dell'ordine non diano prova di buona volontà, ma semplicemente perchè non bastano per un fenomeno che (per i motivi che si vuole) è, ahimè, massiccio e pervasivo. Nessun cittadino si semte più al sicuro, ben venga se è difeso da altri cittadini visto che di più non si può sperare.
Ritvan Shehi
25/02/09 18:27
Ronde e immigrati
Da immigrato regolare albanese condivido sia le parole del presidente dell'associazione romeni che l'impostazione dell'articolo (redazionale?).
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