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Su Haiti Bertolaso ha sbagliato, e anche Lucia Annunziata

28 Gennaio 2010

Il 20 gennaio scorso, alla vigilia della sua partenza per Haiti, il sottosegretario Bertolaso aveva dichiarato: “Non voglio insegnare niente a nessuno: vado in punta di piedi”. E’ vero dunque che di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno. Perché al suo ritorno, Bertolaso si è invece impancato in una lezioncina planetaria di buona condotta in caso di disastro che ha prodotto un serio incidente diplomatico tra Usa e Italia.

Non mi capita spesso ma questa volta mi trovo a non essere d’accordo con quanto ha scritto ieri Lucia Annunziata sulla Stampa in difesa di Bertolaso. D’altronde era proprio nella sua trasmissione “In mezz’ora” che il “caso” era esploso. “Che cosa ha detto in fondo Bertolaso?” Si chiede Lucia Annunziata e poi così riassume le parole del sottosegretario: “Che gli aiuti ci sono ma non arrivano alla popolazione in fretta e che gli americani sono una grande potenza militare che però non è adatta a gestire un emergenza post-disastro”.

Beh, insomma, non ha detto proprio questo e comunque non solo. Bertolaso ha definito “patetica” la situazione dei soccorsi ad Haiti. Ha criticato la presenza militare Usa: “Ci sono troppe stellette e gli americani tendono a confondere l’intervento militare con quello di emergenza”. Poi ha aggiunto: “Si assiste ad una fiera della vanità, si viene qua con l’ansia di fare bella figura davanti alle telecamere”. E come se non bastasse ha anche rievocato il disastro dell’uragano Kathrina e l’inadeguatezza dei soccorsi americani. Una ferita ancora aperta per l’intero paese. Gli Usa secondo Bertolaso stanno sbagliando ad Haiti “come hanno sbagliato a Goma, in Ruanda e in Cambogia”. Niente male per uno che non voleva dare lezioni…

Lucia Annunziata sostiene che Bertolaso non ha detto cose diverse da tutti gli inviati che da giorni coprono la tragedia haitiana. E’ vero, ma questa è forse un’attenuante? Niente affatto. Bertolaso era un inviato speciale del presidente del Consiglio e un membro autorevole e ascoltato del governo italiano. Non era un giornalista, non era un esponente di una Ong e neppure più soltanto un tecnico.  Ciò che è vero per un giornalista non è necessariamente vero per un uomo di governo.

Ammesso poi che le cose dette da Bertolaso fossero vere e condivisibili. Perché a parte la questione della mancanza di coordinamento che è sotto gli occhi di tutti ma che non può essere imputata al governo americano, la polemica bertolasiana sulla presenza militare a stelle e strisce si allinea perfettamente  alle tumultuose dichiarazioni dei giorni scorsi di personaggi come Hugo Chavez, Evo Morales, Daniel Ortega. Che avranno pure i loro motivi per essere allergici alla presenza militare americana in zona, ma non è esattamente la miglior compagnia per un esponente del governo italiano.

Lucia Annunziata poi sa fin troppo bene che i rapporti tra gli Stati non si giocano in base alla “verità”. La diplomazia nasce per questo e la prima cosa che vi  si impara è che le cose vere possono essere le più pericolose, per questo vanno filtrate, ammorbidite e dissimulate. Senza questo genere di accortezze non ci sarebbe diplomazia, non ci sarebbero rapporti tra gli Stati e forse neppure gli Stati.

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Commenti
daniele59
29/01/10 10:31
Bertolaso e Haiti
Puzza di antiamericanismo. Ormai è uno sport. E' come quando si parla male del Cavaliere. E' uno sport. Tutto qui. Sarebbe ora di finirla.
Angelo D'Addesio
29/01/10 10:55
Finalmente qualcuno lo ha
Finalmente qualcuno lo ha detto chiaramente, senza resistenze, né ipocrisie. E non è solo un problema di diplomazia, ma anche di opportunismo di immagine e di giornalismo che vuole essere per forza trash. Bertolaso avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo se questa opinione l'avesse rivolta direttamente agli Usa, in via ufficiale, magari proponendo alternative, cercando di inserire nel coordinamento anche l'Italia. Invece Bertolaso è piombato ad Haiti e si è immaginato davanti agli occhi L'Aquila ed ha trovato spalla in Lucia Annunziata che appartiene a quel filone di persone per cui gli Usa starebbero colonizzando Haiti. Trovo triste questo giornalismo "di giornata" della serie, andiamo, marciamo sulla tragedia e torniamo a casa e voglio ricordare che Haiti è un paese da decenni senza governo nel vero senso del termine e che forse senza gli Usa oggi sarebbe un paese sull'orlo di una guerra civile, in cui un nuovo Aristide sarebbe stato pronto ad ergersi a capo supremo iniziando chissà quale rivoluzione. Pertanto gli haitiani non hanno bisogno né di sollevatori, né di commiseratori...Nessuno lo ha detto e mi fa piacere sia stato detto qui.
Anonimo
29/01/10 11:28
La politica del "ci pensiamo
La politica del "ci pensiamo noi" messa in atto dai cow boys con armi in pugno e occhiali scuri è uno spot per le tv, dice bene Bertolaso, ed inoltre puzza di colonizzazione. L'antiamericanismo non è uno sport, signor Daniele, è un valore crescente dal dopoguerra ad oggi, quando abbiamo via via capito che, se il mondo fosse una scuola, gli Usa sarebbero come quei bidelli che si sentivano un po' cani da guardia e un po' professori, ma non sapevano far bene neanche il loro lavoro di bidello...tanto, è tipico del "ci pensiamo noi" far queste figure barbine...
Pierpaolo
29/01/10 12:29
Passo in avanti dell'amministrazione Obama-Clinton
Credo che della protezione civile debbano occuparsi i tecnici della protezione civile. Non i ministri degli esteri. Se Frattini e la Clinton sono o meno degli eccellenti diplomatici Bertotolaso non ha espresso opinioni e sarebbe stato censurabile se lo avesse fatto. Non gli spetta. Ma Frattini e Clinton sono censurabili quando danno giudizi sui tecnici della protezione civile. Haiti non è L'Aquila, ovviamente. Ma per il livello medio che gli statunitensi raggiungono nella conoscenza della geografia questa dichiarazione costiuisce un'acquisizione culturale di rilevante importanza. Un grosso passo in avanti dell'amministrazione Obama.
Cesare Tadiello
29/01/10 12:52
Certo che ha sbagliato...
Bertolaso è andato ad Haiti ed ha dimostrato di non aver capito niente. E' andato pensando di giudicare con il nostro metro e con la nostra esperienza fatta in un Paese tutto sommato organizzato e ricco di mezzi. La' invece è tutto differente, sia per numero di morti, che di sopravvissuti, sia per disponibilità di mezzi, risorse, attrezzature fruibili, organizzazione. Ha pensato cosa vuol dire dar da mangiare in pochi giorni a più di tre milioni di persone? Ha pensato che almeno per il momento i ricoveri non servono e che, quando saranno realizzati dovranno servire a persone ben più abituate di noi ai disagi ed alla sofferenza? Sia più umile, e guardi in giro, e faccia, invece di pontificare!
Cesarone
29/01/10 15:55
Sicuramente è facile
Sicuramente è facile criticare, ed è molto più facile sparare sull'America, qualsiasi cosa ci provenga da questo paese. Va bene così. Curioso rimane il fatto, che spesso i nostri baldanzosi commentatori, politologi, politici, intellettuali di varia estradizione dx o sx, ma dichiaratamente antiamericani, quando si tratta di far studiare o specializzare i loro rampolli, scelgono la famosa universita americana. Per quanto riguarda gravi problematiche di salute, c'è sempre un avanzatissimo ospedale americano dove sapranno curarci meglio che da noi. Dobbiamo fare un investimento immobiliare, ovviamente si compra casa a New York (Veltroni insegna ). Tutto questo sempre secondo lo stravagante punto di vista della categoria di cui sopra.
Pierpaolo
30/01/10 19:08
Bertolaso Ministro
L'infatuazione per gli USA, quale diffusasi nel mondo alla conclusione della Guerra Mondiale, sta naturalmente scemando. Questo naturale processo viene chiamato "antiamericanismo". Esso è naturalmente progressivo, naturalmente irreversibile, naturalmente ineluttabile. Questo Lucia Annunziata, che giornalista è, lo ha percepito e vi si è adeguata. Il Direttore Loquenzi, invece, sebbene giornalista, stenta a percepire. Anch'egli, ad onor del vero, non è più al livello di Santy Byron, alias Ferdinando Mericoni, tuttavia, fuori tempo, riesce già a muovere al sorriso.
01/02/10 10:40
risposta
Capisco ma non mi adeguo
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