Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

Sinceramente Cossiga ci piaceva di più con la K

9 Dicembre 2008

In occasione della visita del generale americano, Petraeus, a Roma, Francesco Cossiga ha preso carta e penna scrivendo una lettera delle sue al Corriere della Sera. Il senatore a vita accusa gli Usa di trattarci dall’alto in basso. Gli americani hanno mandato un loro “governatore civile e militare in uno stato vassallo” per chiedere nuove truppe. E la guerra in Afghanistan è stata inutile visto che “nessuna potenza è mai riuscita a controllare quel Paese”.

A parte il fatto che in Italia doveva passarci la Rice – che ha saltato Roma per volare a Delhi, una tappa più urgente, sembra – le parole di Cossiga hanno un sapore vagamente orientalista. L’immagine dei guerriglieri afghani capaci di sconfiggere inglesi, sovietici e americani, appartiene alla mitologia dell’Islam immutabile e irriducibile. E sinceramente pensavamo che Cossiga avesse letto con più attenzione le pagine del professor Said.

In realtà gli Usa hanno rovesciato da soli l’odioso regime dei Talebani e ricostruito lo scheletro di uno stato democratico. Gli Alleati invece hanno imposto cento limitazioni all’impiego delle loro truppe e le cose non cambieranno. Il Pentagono manderà in Afghanistan altri 20.000 uomini. Il contributo aggiuntivo richiesto alla Nato, un’alleanza di 26 Paesi, è di 10.000 uomini. La metà.

In Italia i caveat alla missione afghana li ha messi Prodi e Berlusconi li ha soltanto “limati” per eliminare qualche freno troppo evidente. Il ministro Frattini ha ricordato che l’Italia, insieme a Gran Bretagna e Germania, ha fatto molto sul fronte afgano: “Non credo che la visita di Petraeus sia l'occasione per chiedere un maggior impegno italiano,” ha spiegato il ministro, aggiungendo che se fosse così “dovremmo rispondere con chiarezza che è il turno dell'Europa di essere attore responsabile, non più quello degli Stati nazionali”.

L’Italia non invierà altre truppe ma garantiremo al comando dell’Alleanza maggiore mobilità e tempi di reazione più svelti. Petraeus invece vorrebbe più forze speciali ed elicotteri Mangusta che siano in grado di sostenere lo sforzo bellico americano. Qualcosa riuscirà a strapparla anche se non è vero che Berlusconi gli ha steso davanti un tappeto rosso.

Insomma Cossiga può tranquillizzarsi. Non siamo una democrazia sotto tutela, anzi. L’agenda Italia desta qualche preoccupazione nel segretario di stato Clinton. Berlusconi è stato un alleato fedele di Bush ma le ultime esternazioni del premier sulle “provocazioni” inflitte dagli Usa a Mosca (dal Kosovo allo Scudo spaziale) fanno a pugni con il ritorno all’universalismo democratico di Obama.

E poi ci sono la politica energetica e l’ambiente. Obama spingerà gli alleati europei a sposare la sua rivoluzione verde per emancipare l’Occidente dal gas russo e dal petrolio arabo. Praticamente il contrario di quello che sta facendo l’Eni con Gazprom e la Libia. Infine la questione del “Comando Africa”. Se il presidente americano vuole fermare le violenze nel Continente Nero ha bisogno di basi nel Mediterraneo per spingersi a sud del Sahara. Le nostre basi. Quelle che una volta Kossiga difendeva a spada tratta. Silendo libertatem servo.

Commenti
Algonautic
09/12/08 18:06
La situazione è forse un po' più complessa...
Non commento le parole di Cossiga (e nè di Kossiga), perchè, si sa, dall'ex presidente ci si può aspettare tutto e il contrario di tutto. Per quanto concerne le questioni messe comunque in luce da questo articolo espongo le mie idee. Relativamente all'Afghanistan, dopo sette anni di guerra sarà stato anche rovesciato il regime dei talebani. ma questi continuano a imperversare nel paese e anche dal di fuori (dal Pakistan?) e a me sembra che non ci sia neanche un ossicino dello "scheletro di uno stato democratico" che vede invece l'articolista. Per cui credo che Obama qualcosa di nuovo si dovrà inventare su quel fronte perchè credo che inviare nuove truppe sia pressochè inutile. Spero inoltre che il nostro sia un atlantismo certo consapevole nel merito, ma non innanzitutto condizionato da chi è a capo dell'amministrazione statunitense. Vedremo che ruolo darà la storia a George Bush, intanto lascia la presidenza degli USA con una delle crisi economiche più pesanti del dopoguerra e, per quanta riguarda le questioni internazionali (su cui pure si è impegnato molto), dopo 2 guerre scatenate, la questione palestinese è ancora sul tappeto, il terrorismo è stato tutt'altro che debellato e lui stesso ora ammette i suoi errori sia nel linguaggio ("da cowboy") e sia nelle azioni concrete (la guerra in Iraq). Ed ora, visto che per Obama presumibilmente Berlusconi non proverà come per Bush il "troppo amore" che gli faceva rompere anche i leggii alla Casa Bianca, l'Italia non può diventare ora il tappetino dell'ex direttore del comunistissimo KGB, Putin. Certo per ora abbiamo bisogno del gas russo (e anche del petrolio saudita) ma dovremo anche iniziare a sganciarci da queste fonti energetiche iniziando ad investire molto di più nella ricerca sulle diverse fonti alternative ai combustibili fossili. In ogni caso, se abbiamo ritenuto giusto mettere a disposizione le nostre basi per una guerra come quella in Iraq (ritenuta ora dal suo principale fautore, un errore) non vedo perchè non le dovremmo mettere a disposizione per intervenire in alcuni luoghi in conflitto della martoriata Africa. Ah è vero, dimenticavo: lì non c'è alcuna posizione geopolitica da conquistare e neanche alcuna risorsa energetica su cui mettere le mani, ma solo misera gente che sta muorendo...
Monitor
09/12/08 18:41
Kossiga
Ha ragione, il miglior Cossiga fu quello degli anni di piombo. Ora ad ottant'anni si contenta di stupire senza badare molto a ciò che scrive. Alle volte ci "azzecca", altre volte, come quest'ultima, prende delle solenni "cantonate".
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl