Venerdì 10 Febbraio 2012
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La guerra dell'Iva

Sky, in tempi di crisi alzare le tasse non paga mai

3 Dicembre 2008

 

Ieri mi sono iscritto a Sky - pardon, abbonato. Non è stata una scelta politica, nelle mie intenzioni. Non appena mi hanno attivato l’Adsl, ho subito pensato di aggiungere un pacchetto di pay-tv. Quando ho preso questa decisione, neanche una settimana fa, mi sentivo un consumista; oggi rischio di passare per un comunista.

No, no... Anzi, rimpiango di tutto cuore la deriva mercatista che un tempo riempiva non di carbone ma di zecchini la calza della Befana! Al contrario, ma solo come conseguenza inintenzionale del mio utilizzo della carta di credito, mi considero un modesto militante della politica di rilancio dell’economia. Il Premier ci esortò a spendere, io spesi.

Oltretutto gli argomenti della sinistra mi sembrano fasulli: difendere la tv di qualità, opporsi al regime Rai-Set, garantire anche a milioni di contribuenti a reddito medio-basso il panem dei circenses calcistici. Non che siano cattivi argomenti, per carità, sono soltanto falsi, a causa della loro estrema genericità. Se ci fosse un diritto allo sconto sulla tv a pagamento su questa base, che dire di mille altre plausibili ragioni per ridurre l’Iva sulla quasi totalità dei prodotti in circolazione, a cominciare dallo stesso apparecchio televisivo? E i computer allora? Non sarebbe meglio e più sociale, e perfino più liberale, ridurre il digital divide fra ricchi e poveri? Negli Usa la tassa è del 10%, in Europa del 20%, tranne la Gran Bretagna dove sta al 17,5%. E i telefoni cellulari? E così via.

In realtà, l’argomento prediletto dalla sinistra, la specificità del prodotto Sky, non regge. Anche perché ci sono in Italia reti televisive di qualità, ma per così dire “a reddito medio-basso”, che giustamente hanno da lamentarsi per l’ingiusto trattamento di favore di cui la piattaforma satellitare ha goduto fino ad oggi nei loro confronti (contro questa distorsione è intervenuto sul Foglio di mercoledì 3 dicembre con fior di argomenti l’editore di Telelombardia Sandro Parenzo, uno de’ sinistra).

Mentre il paese assiste sconcertato, immagino, alla furia argomentativa dello scontro fra Destra e Sinistra, mi pongo una semplice domanda: che rapporto c’è fra lo stanziamento di somme stellari a favore delle banche, gli aiuti di Stato all’Alitalia, il sostegno sempre possibile per l’industria automobilistica, l’acquisto forzoso di forme di parmigiano reggiano, l’assunzione da parte dell’erario di una quota dei mutui liberamente contratti dai privati da una parte e il raddoppio dell’Iva per Sky tv dall’altra?

A me sembra che ci sia un rapporto di contraddizione. Mentre si cerca di salvaguardare il profitto, la tenuta e l’occupazione di aziende oggi a rischio, il Governo assume un provvedimento che sicuramente indebolisce, e forse mette a rischio, l’attività di un’azienda che oggi appare forte a sufficienza per reggere l’onda anomala della durissima crisi economica, ma che domani chissà. C’è un privilegio? Si mantenga il privilegio. C’è concorrenza sleale? Si estenda la riduzione dell’Iva a quei settori che oggi sono svantaggiati, e si realizzi al ribasso quell’equiparazione che l’Ue reclama. Fare cassa ai danni delle aziende non è lungimirante.

 

Commenti
vanni
03/12/08 19:25
Ma tutta questa ammuìna è giustificata?
No, il privilegio non si mantenga. Si estenda semmai la riduzione dell'IVA, evitando la concorrenza sleale (voglio poi sentirli i settori che eventualmente non fossero toccati da riduzione... ). Siamo pronti poi a sentire tutte le urla e le sceneggiate dei sepolcri imbiancati sui conflitti di interesse? Non sono comunque d'accordo a dar seguito alle sceneggiate dell'opposizione su - tutto sommato - fesseriole, facendosi pilotare in polemiche che la gente che ha problemi concreti guarda con stupefazione e incredulità. Abbiamo ancòra e sempre paura della forza propagandistica altrui?
tacitus
04/12/08 09:09
Dissento totalmente
Dissento totalmente dall'analisi dell'on. Taradash. In primis, l'armonizzazione delle aliquote IVA è imposta da Bruxelles. Il punto chiave però,sta nel fatto che l'IVA, per le imprese, non è una tassa, bensì una partita di giro, in quanto la scaricano. L'aumento relativo,ricade sul consumatore finale, nel caso l'abbonato SKY,ma con un impatto risibile (3-4 euri al mese). Dispiace notare, che una persona di prestigio come l'on. Taradash,sia digiuno di nozioni elementari.
Alberto Dalla Villa
04/12/08 10:59
Caro Taradash, la leggiamo
Caro Taradash, la leggiamo sempre con interesse e approvazione. Ma questa volta temiamo che il suo ragionamento sia un po’, come dire, sprecato. “Fare cassa ai danni delle aziende” è sbagliato e, alla lunga, suicida per tutto il Sistema Paese: crediamo che Ella volesse dire questo, e siamo d’accordo. Ma il problema non è SKY TV. Il problema è che bisogna smetterla di “fare cassa” ai danni delle Piccole Imprese. Ormai sono stremate, probabilmente lì a roma non ve ne rendete conto: la distanza, i discorsi sui massimi sistemi, Alitalia, la Commissione di Vigilanza RAI.... Ma che tiene in piedi l’economia nazionale sono le piccole aziende; ma ora il mulo è caricato di troppi pesi, fra un po’ crollerà di schianto. E saranno dolori per tutti; anche per i mantenuti. Altro che abbonarsi a SKY.... Non ci saranno più i soldi per pagare le pensioni né per vivere ! Le piccole aziende pagano la Cassa Integrazione, ma la usano le grandi; l’IRAP, tassa sui costi aziendali, roba nemmeno da Medioevo, VA ABOLITA SUBITO, non basta renderla “parzialmente detraibile”. E bisogna alleggerire i pesi burocratici, invece ogni tre per due ce n’è uno nuovo: la IPPC, la REACH, la nuova 626....ha letto la nuova 626 di Prodi ? No, vero ? Sono oltre 500 pagine e dozzine di allegati, ma non in lingua italiana piana e chiara: continui rinvii e richiami ad articoli di quella tale legge, di quel tale decreto... La IPPC a cosa serve ? Chi l’ha capita tutta ? Lo sa che non c’è nessuno in grado di spiegarla ? La REACH serve a qualcosa ? A nulla, ma occupa tempo ed energie. E’ dagli anni ’60 che si continuano a caricare oneri e pesi su chi produce; ora è tempo di iniziare ad alleggerire. Ma bisogna agevolare CHI PRODUCE. La televisione è “entertainment”, è un luogo dove si spende, come i cinema e, in un certo senso, come i centri commerciali; ma se ammazziamo le aziende produttive, chi avrà i soldi da spendere ? Speriamo di esserci spiegati bene. Se vuole vedere meglio, venga a trovarci, siamo piccole aziende della Valle del Po. La aspettiamo ! Alberto Dalla Villa e alcuni amici e colleghi, Milano
vittorio
04/12/08 12:43
Ma per favore!Se lo stato se
Ma per favore!Se lo stato se lo può permettere abbassi l'iva a tutto il settore,o,molto più giusto,su beni che riguardano le fasce deboli dei cittadini.
gigigarami
04/12/08 22:17
quello che penso...a pelle.
Per me la polemica iniziata (e subito finita )sull'Iva rideterminata al 20% per SKY da parte dell'opposizione indica un certo indispettimento da parte del PD che si aspettavano invece una diminuzione per tutte le trasmissioni digitali (via etere, via cavo e terrestre ) al 10% come era per SKY.Così facendo avremmo veramente assistito ad un'oceanica indignazione da parte dell'opposizione per la prova provata del conflitto di interesse! (Vedete-avrebbero detto quelli di sinistra- Berlusconi diminuisce le tasse alle proprie televisioni facendosi forza delle disposizioni dell' UE.) E chi non avrebbe dato ragione a queste argomentazioni? Furbescamente il governo non è caduto nella trappola!!! Alla prossima sceneggiata!saluti Gigigarami
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