Venerdì 3 Settembre 2010
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Il blog del direttore

Fini dà battaglia sull'immigrazione ma non tocca il cuore del problema

5 Maggio 2009

Questo giornale ha spesso criticato le posizioni di Gianfranco Fini in tema di immigrazione e diritti. Lo abbiamo criticato sine ira ac studio, sia per rispetto della sua carica che della sua storia. E anche perchè abbiamo dato credito ai suoi difensori e paladini che lo descrivono in cerca di una nuova identità per la destra italiana, più moderna, più "sarkozista", più solidale.

Un tentativo che spesso ci è parso ondivago e precipitoso, qualche volta troppo teso a distinguersi dalle posizioni del governo, ma in definitiva meritevole di essere seguito con attenzione.

Eppure è proprio sulla sincerità di fondo di questa impresa rifondativa della destra che cominciamo a nutrire più di un dubbio e quindi ci permettiamo di sollecitare dal presidente della Camera un chiarimento.

Da qualche tempo Fini ha scelto la questione del controllo dell'immigrazione e della sicurezza come il terreno d'elezione per costruire una sua nuova immagine politica e per tratteggiare la nuova identità della destra che vorrebbe. Diritti, solidarietà, dignità della persona, accoglienza, sono state le sue parole d'ordine e non meraviglia quindi il seguito e l'attenzione che tutto questo gli ha meritato a sinistra e la diffidenza che invece ha raccolto a destra e in particolare nella Lega.

Per far questo Fini ha con studiata periodicità puntato il dito contro gli elementi più controversi del disegno di legge sulla sicurezza ora in discussione alla Camera. Ha protestato contro i "medici spia", contro le restrizioni anagrafiche per i clandestini, contro i "presidi spia", contro i centri d'accoglienza: ogni volta guadagnadosi titoloni di giornali, applausi dal Pd e mugugni dal centro-destra.

Ma è proprio questa sua impostazione episodica e fortemente mediatica che non convice e rivela una contraddizione di fondo. Fini sa benissimo infatti che tutte queste questioni sono la diretta e logica conseguenza del pilastro normativo che tiene in piedi tutto il disegno di legge e cioè la scelta di considerare l'immigrazione clandestina un reato, in virtù dell'articolo 21 dove si regolano le conseguenze dell' "ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato".

Ammesso questo passaggio tutto il resto discende di conseguenza specie in un paese dove vige l'obbligatorietà dell'azione penale. In questo senso, per qualsiasi pubblico ufficiale, anagrafico, sanitario, scolastico, che entri in rapporto con l'autore di un reato, si pone il problema della segnalazione. Anche se nel passaggio dal Senato alla Camera è stata tolta la pena detentiva e introdotta la sola contravvenzione.

Coerenza vorrebbe allora che Fini  prendesse di petto il centro del problema e denunciasse l'errore (se di errore si tratta)  commesso nel definire reato l'ingresso  o la permanenza illecita degli immigrati in Italia. Invece di bordeggiare ai margini della questione, scegliendo di giorno in giorno quale elemento della legge smantellare, dal Presidente della Camera ci aspetteremmo che desse voce al suo sdegno e dicesse pubblicamente: "Abbiamo sbagliato, dobbiamo fare marcia indietro, non possiamo considerare l'immigrazione clandestina un reato".

Perchè se non fa questo allora l'impressione è che voglia lucrare qualche spicchio di notorietà e consenso centellinando le sue prese di posizione e traformando una questione centrale come quella dell'immigrazione in un  pretesto per definire la sua ricollocazione politica, riducendo a tattica un tema strategico per la vita pubblica.

Se Fini ha a cuore, come dice e come siamo propensi a credere, la sorte dei più umili, la dignità della persona, i diritti civili, allora dica chiaramente che la legge sulla sicurezza è sbagliata in radice. Su questo si che varrebbe la pena di aprire una vera discussione, che magari permetta di rivedere le fondamenta della legge Bossi-Fini (se la ricorda il presidente della Camera?), la questione delle quote, le modalità dei permessi di soggiorno e infine anche la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è.

Questo sarebbe un modo serio con cui la terza carica dello Stato può indurre un paese a fare una riflessione ampia sincera sulle sue regole e sulla sua identità rispetto allo "straniero". Molto meno serio è questo modo di girare attorno alla questione, di prendersi meriti facili ed effimeri sull'onda del politicamente corretto, e in definitiva di schivare le scelte di fondo. Se la nuova destra ha questa fisionomia corriamo il rischio di rimpiangere  la vecchia.

 

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Commenti
Massimo
05/05/09 13:52
Da vecchio elettore di AN
Da vecchio elettore di AN giudico le uscite di Fini null'altro che sciacallaggio mediatico. Quest'uomo è sempre meno rappresentativo dei suoi elettori e pare non preoccuparsene, convinto che i vantaggi personali abbiano la precedenza su coerenza e rappresentatività dell'elettorato. Ormai Fini è considerato da tutti il Cossiga di AN, ora con la fusione nel PDL sta cercando di ritagliarsi una posizione da leader della sinistra del partito. Ma come è stato detto, manca di serietà e coerenza e mi auguro che non vada lontano, perchè dare fiducia ad un personaggio simile è un salto nel vuoto.
Dani
05/05/09 14:46
Questa incessante immigrazione è un'emergenza
Fini ormai l'abbiamo perso e va ignorato, il governo dovrebbe continuare sulla sua strada senza prestargli la minima attenzione, speriamo solo di non trovarcelo fra qualche anno a capo del PDL... Ormai è giunto a sostenere il diritto dei clandestini di potersi iscrivere nelle nostre scuole, ma questa gente non dovrebbe essere invece rimpatriata? posso essere d'accordo sul fatto che abbiano diritto alle cure mediche senza il pericolo di un eventuale espulsione, ma ora qui si sta veramente sragionando. Ma quanto lo capirà il PDL che i problemi legati a questa incessante immigrazione di massa (che in futuro è destinata ad aumentare sempre di più) sono enormi e non si può continuare ad ignorare il problema? perchè deve essere solo la Lega a preoccuparsene? Non ci si rende conto che seguire Fini & C. è la giusta via per regalare voti alla Lega?
Dani
05/05/09 14:46
Questa incessante immigrazione è un'emergenza
Fini ormai l'abbiamo perso e va ignorato, il governo dovrebbe continuare sulla sua strada senza prestargli la minima attenzione, speriamo solo di non trovarcelo fra qualche anno a capo del PDL... Ormai è giunto a sostenere il diritto dei clandestini di potersi iscrivere nelle nostre scuole, ma questa gente non dovrebbe essere invece rimpatriata? posso essere d'accordo sul fatto che abbiano diritto alle cure mediche senza il pericolo di un eventuale espulsione, ma ora qui si sta veramente sragionando. Ma quanto lo capirà il PDL che i problemi legati a questa incessante immigrazione di massa (che in futuro è destinata ad aumentare sempre di più) sono enormi e non si può continuare ad ignorare il problema? perchè deve essere solo la Lega a preoccuparsene? Non ci si rende conto che seguire Fini & C. è la giusta via per regalare voti alla Lega?
Marco
05/05/09 15:12
E questo sarebbe il Fini
E questo sarebbe il Fini della omonima legge,(fra l'altra fatta malissimo).Ma anche il Fini che presentò la prima legge a tutela dell'embrione,salvo poi schierarsi sul fronte opposto.Ormai il richiamo a Sarkozy mi sembra lontano,proprio in materia di immigrazione.Ho sperato che il pdl servisse a liberare quelli che,dopo le uscite al bar,prendevano ceffoni e poi facevano la fila a chiedere scusa.Non sembra che sia così.Fini ha una fondazione (a quando una tv?) e,dalla sua carica superpartes,fa peggio di Casini.L'esperienza degli altri paesi,lo stato in cui molti sono ridotti,non lo tocca.A lui ,di avere un pò di lungimiranza su problemi così complessi e determinanti per il nostro futuro,non sembra interessare.Si vede solo la lucida e lunga costruzione di un percorso personale di potere,da quel politicante senza veri principi,che ho sempre pensato fosse.Spero che il pdl non sia mai finiano,nell'attesa di una chiarezza che ora non c'è, io non sarò più pdl.
francesca
05/05/09 16:18
immigrazione
E'CHIARO CHE DALLE ELEZIONI EUROPEE VOTEREMO LEGA
marco
05/05/09 17:51
Giudicando essenziale il
Giudicando essenziale il tema dell'identità,ho già detto quello che penso di Fini,(ma anche Berlusconi,con la sua politica estera, non è che sia migliore).Quindi anche io avrei votato Lega.Ora vedo che Fini ha imposto il suo punto di vista a tutti,compreso quel suo richiamo alla costituzione che c'entra nulla.La Lega su questi temi ha fatto la faccia feroce,ma poi ha sempre ceduto.Che fossero decisioni del governo non è contato nulla.Che fossero impegni di programma, (contrasto duro all'immigrazione!),lo stesso.L'opinione dei cittadini?Conta nulla.Tanto non hanno alternative.Come in quasi tutti i paesi europei una larga fetta di cittadini non ha rappresentanza.
Yanez
05/05/09 18:28
Finiani?
Appello a tutti gli ex-Finiani del PdL: ragazzi, diventiamo Feniani!
05/05/09 18:34
Dott Loquenzi, è sicuro che
Dott Loquenzi, è sicuro che la sua persona potrebbe rimpiangere la vechia destra? Credo che lei abbia composto un pensiero troppo precipitosamente. O svogliatamente..
Claudio
05/05/09 19:49
votare per la Lega?
La tentazione di votare per la Lega è molta, spero che nel PDL possa nascere un blocco anti-finiano che sull'immigrazione clandestina abbia le idee chiare e non accetti retromarce, solo così può ritornarmi un minimo di fiducia per questo partito...
Fabio Massimo Fabrizio
05/05/09 20:38
Siamo alle solite.
Non appena Fini si azzarda ad enunciare le sue perplessità nei confronti delle pensate della lega (che tutto sono tranne che moderate e ponderate), i falchi del PdL si scagliano contro il Presidente della Camera manco fosse un comunista. Non rendendosi conto che le perplessità di Fini sono anche di una bella fetta moderata del PdL cui non piace la politica "della pancia" - cui sia la Lega sia l'estrema destra ci hanno da decenni abituato - ma quella di chi usa la testa conoscendo i problemi. Il nodo, caro Bechis, è tutto qui. Mi aspettavo, da una testata come la tua, un po' di sano dibattito, non un attacco frontale di questo tipo. Le giornalate si danno alle zanzare, non alla terza carica dello Stato nonché cofondatore del PdL.
Claudio
05/05/09 22:08
Per Fabio Massimo Fabrizio
Anche io a volte inorridisco di fronte alle sparate di certi esponenti della Lega (vedi Calderoli o Gentilini) tuttavia per contrastare questo epocale fenomeno dell'immigrazione clandestina che ci sta letteralmente sommergendo (soprattutto nelle grandi città del nord) ci vuole una fermezza e severità che fino ad ora il Pdl non è stato in grado di assicurare, specialmente se figure di primissimo piano come Fini remano regolarmente contro opponendosi ad ogni norma che nel suo piccolo cerca appunto di contrastare la clandestinità. Sia chiaro, non ho molta fiducia neppure nella Lega (molti slogan ma pochi fatti) tuttavia se alle prossime elezioni dovessi votarli sarà solo per delusione e protesta verso il pdl.
adriano
06/05/09 14:52
Fini
Non so, ogni volta che sento parlare Fini lo sento spostarsi sempre più verso sinistra. Una volta, votando AN lo stimavo, poi, vuoi per sembrare più moderato, vuoi per smarcarsi da Berlusconi, vuoi per aver più visibilità, vuoi perchè è impazzito (a volte lo penso) ha iniziato a fare certe sparate che mi lasciano perplesso e anche un pò (tanto) deluso. Per ora è l'esponente del PD che mi spaventa di più!!
Daniela Santus
06/05/09 15:38
Gianfranco Fini: la solitudine di un giusto
Non credo che occorrano queste pagine per ricordare al Presidente Fini il testo di legge che porta anche la sua firma, oltre a quella dell'On. Bossi. Sono certa che l'On. Fini conosca molto bene il testo di legge e continui ad apprezzarlo. Di cosa si sta discutendo allora? Dei medici e dei presidi che dovrebbero fare la "spia" per individuare i clandestini? O non sarebbe meglio discutere dell'improvvida decisione del Governo che ha scelto di versare milioni di euro nelle tasche libiche per - ahimè - farci prendere in giro on vane promesse? Riflettiamo. Una volta che i clandestini sono entrati nel nostro Paese abbiamo davvero la possibilità di rimpatriarli? Se sì, si faccia subito. Ma alcune sere fa l'On. Speroni(eurodeputato della Lega in Europa) mi diceva che non era possibile e che al clandestino - fermato per la prima volta senza permesso di soggiorno - si poteva dare soltanto il foglio di via, da gestire come meglio desiderava, mentre al secondo fermo sarebbe stato arrestato e gli sarebbe stata inflitta una pena graziata dalla condizionale. Soltanto se si fosse fatto "beccare" per la terza volta si sarebbero aperte per lui le porte del carcere con una lieve condanna, pure ridotta da un po' di buona condotta. Nel frattempo il clandestino - arrabattandosi sulle nostre strade per nulla intimorito dal foglio di via - potrebbe ammalarsi: se sa che andando dal medico verrà denunciato non ci andrà. E allora avremo voglia a piangere sul latte versato: altro che pandemia suina, bovina o pollastra!!! E degli eventuali figli che ne vogliamo fare? Se il clandestino li mandasse a scuola potrebbero persino imparare qualcosa dell'Italia, delle nostre leggi, dei nostri valori... diversamente starebbero per strada a mendicare o peggio. E' dunque per queste affermazioni che state criticando il presidente Fini? L'errore non è suo, sta a monte. Forse persino nel non aver saputo concordare una seria politica comunitaria per proteggere le nostre frontiere. D'altra parte il PdL è anche fortemente cattolico (il caso Englaro insegna) e il Santo Padre auspica sempre più apertura di confini e accoglienza. Dovreste essere soddisfatti all'idea di fare, anche in questo caso, la volontà Di Benedetto XVI. Purtroppo Fini è solo. E la sua è la solitudine di un giusto. La solitudine di una mente illuminata che guarda là dove gli altri vedono solo ombre e auspica: “Un patto tra generazioni, per far sentire padri e figli dalla stessa parte della barricata; un patto tra il capitale e il lavoro, che punti all’obiettivo della concordia sociale; un patto tra il Nord e il Sud, perché il meridione rischia di pagare la crisi molto più di altre aree del Paese”. Ma Fini è anche e soprattutto una persona onesta, questo è sicuro e talvolta non può tacere di fronte a un'Italia allo sbando. Pensiamo all’Università. Un esempio? Le Facoltà si reggono, ormai da tempo, sui “professori a contratto”. Man mano che le scuri dei diversi Ministri dell’Università si sono abbattute sugli Atenei statali italiani, questi docenti sono stati retribuiti sempre meno. Lo scorso anno un docente a contratto era pagato – per tenere un corso, svolgere gli esami mensili e seguire le tesi – non più di 2500 euro l’anno (non al mese!) presso l'Università di Torino. Quest’anno, dopo la cura della berlusconiana Gelmini, non si potrà neppure più elargire questa elemosina. Come faranno i nostri giovani a trovarsi dalla stessa parte della barricata? I migliori dovranno emigrare (diventeranno i clandestini della ricerca scientifica?)e gli altri? Il mondo non è fatto solo di "migliori". E dovranno emigrare anche i malati, troppo spesso impossibilitati a pagarsi le cure (dentista, oculista, protesi) o l’assistenza (con le dimissioni forzate il malato è lasciato in balia di se stesso e, molte volte, non può raggiungere l’ospedale per la riabilitazione, per la chemioterapia, per le medicazioni Ma in fin dei conti, alla fine, dovremo emigrare tutti quanti, se non altro alla ricerca di una morte dignitosa. Chi potrà permetterselo sceglierà l’Olanda, il Lussemburgo, il Belgio… gli altri sceglieranno il “fai da te”. Basta farsi un giro nei day hospital di oncologia: le ricette per l'eternità impazzano. Anch'io, ormai, ne conosco qualcuna... può sempre tornare utile, dal momento che il mio "testamento biologico" è carta straccia. In altre parole, sino ad oggi il Governo ci ha offerto solo giochi di prestigio, ma il coniglio non è mai uscito dal cappello. E così capita che le auto delle volanti di polizia stiano ferme perché non c’è benzina o che non si possano stampare i passaporti perché non c’è toner. Capita che giovani coppie tornino a casa di mamma e papà perché non hanno più i soldi per l’affitto. Capita che a 35 anni, dopo essere stato sfruttato a 2500 euro l’anno, ti dicano che sei troppo vecchio per continuare a lavorare nel mondo della "ricerca". Capita che le madri scendano in strada a vendere il proprio corpo per comperare il latte in polvere e i pannolini ai propri figli. Capita che normalissimi impiegati, vittime di un mutuo o di qualche rata di troppo, finiscano a dormire alla Caritas o a chiedere un piatto di minestra. Il Premier è convinto di essere ai vertici più alti di gradimento: ecco perchè i suoi seguaci protestano quando Gianfranco Fini, ogni tanto, alza il coperchio e, dalla pentola, escono ahimè anche i vermi. Cordialità, Daniela Santus.
Daniel
06/05/09 21:41
Un paese invia di in Barbarimento
E vergognoso tutto ciò che si legge e sisente in questi giorni sulla questione sicurezza e immigrazione. Un paese civile non ha bisogno di medici spie o presidi spie, ronde varie. Bisogna recuperare il senso del diritto e la giustiza nel suo senso più alto. Diciamo di essere un paese cristiano ma le nostre leggi sul tema di immigrazione non hanno nulla di cristiano. Oggi si parla dei clandestini come nel medioevo nei confronti di schiavi senza diritti senza dignità. Il diritto internazione, le varie dichiarazioni universali sul diritto dell'uomo, anche le varie convenzioni internazionali sulla dignità e diritti umani e civili ci obligano al rispetto dei diritti dei migranti. Il rischio delle leggi razziali in Italia sempre più vicino, questo fatto per ogni Italiano sano di mente dovrebbe essere motivo di vergogna.
Mauro
07/05/09 09:12
Fini
La solitudine di Fini non è la solitudine del giusto, come qualcuna ha scritto, ma quella di chi è nel partito sbagliato.....
Fabio Massimo Fabrizio
07/05/09 16:39
Non direi, Mauro...
... giacché il PdL è un partito pluralista. Ove esistono due anime, una dura e pura, ed una più moderata. Fini, oltre a rispettare i suoi doveri di carica, sta dando finalmente una voce alla seconda, ultimamente assai trascurata dalle dirigenze. E questo perché siamo in campagna elettorale, e l'imperativo non è tanto riflettere su ciò che è giuridicamente giusto e ciò che è sbagliato, ma inseguire a destra la Lega, la quale, non a caso, sta alzando i toni: il che si traduce in una gara a chi la spara più grossa, per accaparrarsi l'elettorato più rumoroso, ovvero quello che ne ha - e a ragione - le palle piene dei clandestini. Ma fare politica significa anche rappresentare la voce di tutto quell'elettorato silenzioso e moderato che chiede meno pancia e più Europa. Nel PdL sono tanti, e Fini lo sa perfettamente. Ripeto, trovo questo editoriale piuttosto ingenuo.
Fabio Massimo Fabrizio
07/05/09 17:02
Non direi, Mauro...
... giacché il PdL è un partito pluralista. Ove esistono due anime, una dura e pura, ed una più moderata. Fini, oltre a rispettare i suoi doveri di carica, sta dando finalmente una voce alla seconda, ultimamente assai trascurata dalle dirigenze. E questo perché siamo in campagna elettorale, e l'imperativo non è tanto riflettere su ciò che è giuridicamente giusto e ciò che è sbagliato, ma inseguire a destra la Lega, la quale, non a caso, sta alzando i toni: il che si traduce in una gara a chi la spara più grossa, per accaparrarsi l'elettorato più rumoroso, ovvero quello che ne ha - e a ragione - le palle piene dei clandestini. Ma fare politica significa anche rappresentare la voce di tutto quell'elettorato silenzioso e moderato che chiede meno pancia e più Europa. Nel PdL sono tanti, e Fini lo sa perfettamente. Ripeto, trovo questo editoriale piuttosto ingenuo.
Marius miles
07/05/09 18:18
Fini il Grosso ed i commenti del Daniel
Mi fremono le ciglia e le orecchie a sentire dei Daniel che citano medioevo e schiavi senza sapere cosa stanno dicendo, anzi "sapendo" da quel che hanno sentito dire od orecchiato nelle aule dai professori sinistri. Quindi i suoi commenti sul cristianesimo spiralato a sinistra come lo vede lui valgono ben poco. Ma, parlando del Fini, sono cristianamente felice che il direttore lo giudichi uno che pensa ai deboli ed agli umili con il cuore. Gli da' molte chance... Purtroppo, personalmente, per quel che può valere la mia opinione, non ci vedo alcunchè di fatto con il cuore, piuttosto molto fatto con freddezza e calcolo da politico di pelle come lui è, e nient'altro !Lui non ricorda e dimentica; lui non conosce la coerenza del ricordo delle sue parole o dei suoi atti. Conosce solo la necessità del suo sopravvivere in una dimensione politica. Togliendo Fini dalla politica,dove lo vedreste? Professore ? di cosa ? Imprenditore ? No, avrebbe l'invidia per Berlusconi ed inoltre mai ha svolto questa capacità. Potrebbe fare il marchese di Pasta e Fagioli con dei servi che lavorino per lui. Ma nessuno si preoccupi ! Fini il Grosso avrà la sua bella ricca pensione da ex sulle spalle di noi italiani. Si dirà di lui: cominciò nella destra, finì alla sinistra e divenne democristiano (ma mai cristiano, sia ben chiaro!)
Fabio Massimo Fabrizio
10/05/09 19:19
Caro Daniel, il pericolo in
Caro Daniel, il pericolo in Italia di leggi razziali è astronomicamente più lontano di certe tentazioni tipiche di certa sinistra. Grazie a Dio il PdL è sufficientemente robusto da prendere a ciabattate i parlamentari che fanno quelle uscite a bischero sciolto, come quelle sui posti in metrò. E le ricordo che sulla sicurezza il PdL ci ha vinto le elezioni: possiamo dibattere sulla giuridicità dei singoli punti, ma il diritto alla sicurezza dei cittadini italiani, in quanto diritto delle genti anteriore alla stessa Costituzione, merita una tutela altrettanto forte dei principi rivendicati all'articolo 3; perché senza sicurezza, è impedita al cittadino proprio quella libertà di autodeterminazione di cui detto art. 3 si fa garante. Caro Marius, trovo molto più democristiani coloro che vorrebbero eliminare Fini dal contesto politico. Ma la perdono, perché forse non ricorda come venivano eliminati politicamente i non allineati nella vecchia DC. Si è mai chiesto perchè Berlusconi non interviene mai sulle uscite di Fini? Proprio perché sa perfettamente che il Presidente della Camera fa presa su una bella fetta di elettorato senza i cui voti tutti gli obiettivi del cavaliere di fare del PdL il più forte partito di centrodestra d'Europa va a farsi benedire. Ed anche perché, poi, a bocce ferme, chi distinguerebbe più il PdL dalla Lega?
Fabrizio
13/05/09 14:12
Schiavi e medioevo
Egregio Marius miles, quando smette di fremere ci illustri lei sulla verità storica della schiavitù nel medioevo e come fosse di profonda ispirazione cristiana. È sempre istruttivo osservare le vie dell'ipocrisia cattolica, nonché l'avanzare del revisionismo forte dei nuovi padroni.
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