Venerdì 10 Febbraio 2012
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Tadic l’equilibrista rischia di spezzare la corda

4 Febbraio 2009

Il presidente serbo Boris Tadic è un amante dei rompicapo diplomatici: dice che Belgrado è pronta a dialogare con Pristina a patto che “non vengano messe in discussione la sovranità e l'integrità territoriale della Serbia”. Promette che il suo Paese entrerà in Europa ma senza riconoscere il nuovo stato kosovaro.

Il presidente serbo ha la memoria corta, cortissima. Il Kosovo è già indipendente e Belgrado ha perso la sua sovranità sulla ex provincia da un bel pezzo. Il Kosovo, piuttosto, è un curioso esempio di nation-building, sorto sulle macerie di una brutta guerra e di una pulizia etnica ancora peggiore. E' uno stato corrotto dove per molto tempo le Nazioni Unite hanno fatto i loro comodi, uno dei centri di smistamento nevralgici dei traffici di corpi, armi e droga diretti dai Balcani verso l'Europa.

Nonostante tutto, la giovane repubblica ha bruciato le tappe trasformando le sue bande paramilitari e di irregolari in un esercito nazionale. Ebbene, anche a proposito della nuova “Kosovo Security Force”, Tadic ha spiegato che la costituzione di un esercito kosovaro è “inaccettabile” e che l’Europa dovrebbe favorire la demilitarizzazione della “provincia meridionale” serba. Intervistato giorni fa dalla tv di Belgrado ha detto che “non ci sono prezzi per il Kosovo”.

Il gioco è tutto qui: mostrare un profilo moderato all’estero per ammansire i nazionalisti che vorrebbero un colpo di reni in Patria. Può andar bene anche una dose di blando antiamericanismo. Tadic è stato l’unico presidente che non si è congratulato con Obama il giorno del suo insediamento, certamente un bel modo di stabilire cortesi relazioni diplomatiche con il principale alleato dei kosovari. “La Serbia è interessata ad avere le migliori relazioni con Washington, sebbene abbiamo posizioni diametralmente opposte sul Kosovo,” ha detto, aggiungendo che “ci sono tre pilastri nella politica estera serba. L’Unione Europea, la Russia e gli Stati Uniti”.

Tadic è un vero trapezista della diplomazia. Occhio che la corda non si spezzi.

Commenti
Il Discobolo
05/02/09 11:58
Dall'articolo: "(Tadic)
Dall'articolo: "(Tadic) Promette che il suo Paese entrerà in Europa ma senza riconoscere il nuovo stato kosovaro". Embè? Che se ne fa allora degli stati dell'EU che il Kosovo indipendente non l'hanno riconosciuto?
mj23
05/02/09 16:12
Vergogna, Occidente!
Che vergogna, invece di supportare con tutte le forze possibili le compagini moderate della Serbia, capeggiate proprio da Boris Tadic, l'Occidente continua a guardare il più importante paese dei Balcani con gli stessi occhi arroganti e superficiali dell'epoca di Milosevic. Ma non si è ancora capito che se fallisce Tadic, la Serbia e tutta la penisola balcanica rischiano di cadere di nuovo nell'abisso della guerra? Non si è ancora capito che quest'atteggiamento di sufficenza, di guardare la Serbia sempre dall'alto verso il basso, non fa altro che alimentare il senso di frustrazione e di umiliazione del popolo serbo? Non si è ancora capito che sarebbe ora di dire all'Olanda di finirla una buona volta con i suoi stupidi veti contro la Serbia? La verità è che l'Olanda ha la coscienza sporchissima, perchè i suoi soldati si resero complici del massacro di Srebrenica consegnando nelle mani di Mladic tutti i civili in fuga e non facendo nulla per tentare di salvarli. E adesso vuole vendicarsi contro la Serbia intera, nonostante le forze estremiste non siano più al potere da anni. Guardate che qui si sta scherzando con il fuoco. Il Kosovo è stato trasformato in una polveriera, altro che balle! Quando si parla di Balcani bisogna stare attenti a ciò che si fa e si dice, bisogna andarci piano con certe soluzioni grossolane e approssimative. Altrimenti le conseguenze potrebbero essere disastrose, perchè la storia ci insegna che nella penisola balcanica le cose fanno sempre molto in fretta a degenerare! Finiamola una buona volta di gettare benzina sul fuoco!
arditi
19/02/09 16:25
Spero che la corda si spezzi
Lo spero tanto,perche Tadiç,e figlio di buona donna,non ie ne frega niente del Kosovo,ma sa che questo gioco frutta per ora,europeista convinto al estero,e nazionalista moderato in patria. Alla signora Clinton il pallino del gioco.
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