Venerdì 10 Febbraio 2012
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L'uovo di giornata

Tra i "nuovi muri" c'è quello d'Egitto

12 Dicembre 2009

Sappiamo già tutto dei “nuovi muri”: quello fra Stati Uniti e Messico, oltre mille chilometri di radar e filo spinato, che dal ‘94 contiene la pressione migratoria verso gli Usa; le palizzate alte sei metri nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, che il socialista Zapatero una volta definì “invalicabili”; le barriere di Belfast; quelle costruite dai ricchi proprietari bianchi delle zone residenziali di Los Angeles; dai generali pakistani al confine con l’Afghanistan; tra sciiti e sunniti nelle città irachene.

Per non parlare della universalmente odiata “barriera di difesa” sollevata dal governo Sharon fra Israele e i territori palestinesi, per bloccare la Seconda Intifada – non quella delle pietre ma dei martiri e dei kamikaze. “650 chilometri, 3 volte più alto e due volte più largo del Muro di Berlino”, scrivono i più indignati, ricordando che gli arabi lo chiamano al Jidar al Fasel al unsuri, il “muro della separazione razzista”.

Be', oggi vogliamo offrire un contributo alla discussione, allargando (e aggiornando) la mappa che già conosciamo, nella speranza che qualche valente ricercatore ci spieghi come mai alcuni "nuovi muri" fanno notizia e altri no. L’Egitto sta completando l’assedio della esplosiva Striscia di Gaza con una barriera di acciaio sotterranea che impedirà ad Hamas di costruire tunnel per i suoi traffici. Il muro sarà lungo 10 chilometri e profondo almeno 20/30 metri, e non è detto che sia la soluzione peggiore. Dobbiamo riconoscere, infatti, che non è stata una cattiva idea bloccare quelli che facevano passare le armi sotto il confine con Gaza. Anche perché, fino adesso, sapete che cosa usavano gli egiziani per stanare miliziani e contrabbandieri di Hamas? Il gas.

Commenti
Autores
12/12/09 20:11
ne sono piu'che felice
ne sono piu'che felice e non vedo l'ora di poter andare a toccare di persona il muro.La Palestina e' la vergogna!io sono una vecchia amica di Arafat per non dire che dovevo esserne moglie da ragazzina in su,ma oggi la Palestina e' la vergogna!vergogna!
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