Venerdì 10 Febbraio 2012
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Doppia opposizione

Tra il Pd e Di Pietro saranno scintille fino alle Europee

8 Aprile 2009

C’è la naturale competizione con il centrodestra, sia pure attutita nelle ultime ore dalla sordina della tragedia abruzzese. Ma soprattutto c’è il perenne conflitto interno all’opposizione con Antonio Di Pietro, antagonista alla costante ricerca di consensi. Il conto alla rovescia verso le elezioni europee è ormai iniziato e per Dario Franceschini si annuncia una campagna elettorale all’insegna di una conflittualità sempre più tagliente con l’Italia dei Valori. Una escalation destinata a punteggiare l’avvicinamento al voto e a rivelare in maniera chiara la direzione che il Partito Democratico è intenzionato a prendere nei prossimi mesi. In pratica una sorta di cartina da tornasole capace di rivelare l’identità profonda della formazione di centrosinistra.

I colpi, da una parte e dall’altra, non mancano di certo. Franceschini ha attaccato duramente Di Pietro per la scelta di presentarsi come candidato “di bandiera”, nonostante sia evidente a tutti che non entrerà nell’Europarlamento ma continuerà a battersi nell’agone parlamentare nostrano. “Sono voti buttati” dice il segretario del Pd. Una sortita che non ha mancato di suscitare qualche perplessità anche tra le stesse fila del Pd dove la discesa in campo dei leader da parte di alcuni maggiorenti del partito sarebbe stata ben vista, se non auspicata, visto che il risultato elettorale sarà decisivo per decidere della sopravvivenza stessa di una vasta parte della classe dirigente. La partita elettorale, oltretutto, è resa ancora più complessa e decisiva dal braccio di ferro che il Pd è intenzionato a produrre nei confronti del Pse a cui intende proporre un’alleanza ma senza entrare nel gruppo parlamentare socialista. Un bizantinismo necessario a non fare scoppiare in maniera fragorosa le contraddizioni interne tra ex Ds ed ex Margherita ma che, per riuscire, deve poter contare su un risultato elettorale perlomeno dignitoso.

Se le divisioni risuonano in sede europea non va molto meglio nel percorso di avvicinamento alle amministrative. A Cuneo, Crotone, Alessandria e Bat (la nuova provincia Barletta-Andria-Trani) sembra tutto già deciso: l’Italia dei Valori correrà con un proprio candidato alternativo al Pd. Ma la lista dei divorzi e delle navigazioni in solitario potrebbe allungarsi ulteriormente e l’Idv potrebbe tentare la sortita anche in altre zone dove il partito dipietrista si sente particolarmente forte, ovvero in Molise e Abruzzo e poi in alcune zone della Puglia, della Calabria, della Lombardia, dell’Umbria e della Campania. Il giudizio del Pd su questa strategia è netto: “Così si fa un regalo a Berlusconi”. Ma sull’altro fronte Ignazio Messina, parlamentare dell’Idv, replica: “Vogliamo solo utilizzare il primo turno per dare la voce al territorio realizzando così quelle primarie che il Pd ci ha negato”. Come dire: la nostra è una scelta tattica, al secondo turno si vedrà. Ma una decisione di tale portata non può non essere foriera di conseguenze, oltre che di inevitabili rischi di impreviste debacle elettorali. Quel che è certo è che la spaccatura in queste ore si sta costantemente allargando. E il fronte interno all’opposizione rischia di esplodere in un conflitto sempre più fragoroso.

Commenti
Anonimo
08/04/09 14:19
tattica
Franceschini non si candiderà alle Europee perchè così avrà almeno una risposta da dare ai giornalisti dopo la debacle elettorale (certa) che investirà il centro sinistra. Potrà dire che le elezioni sono andate benissimo a Berlusconi e male a lui proprio perchè il primo si è candidato e il secondo no (oltre, ovvio, al solito ritornello "vince-perchè-ha-le-tv-che-incantano-il-popolo-bue"). Perchè non lasciargli almeno questa via di fuga? Pietà per i vinti...
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