La Finanziaria vale 9 miliardi. Di questi, 4-5 miliardi sono di spostamenti da un fondo all'altro, l'altra metà é rappresentata essenzialmente dalle risorse derivate dallo scudo fiscale che sono state utilizzate per "finalità nobili" come il 5 per mille, l'università, la ricerca. E' il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nella consueta conferenza stampa di fine anno a fare il bilancio di questo 2009 e radiografare la "sua" Finanziaria, precisando come la manovra correttiva non porti tasse.
Tremonti è soddisfatto e ottimista per il futuro. "L'Italia - ha detto - ha dimostrato una forte tenuta nella crisi. Sappiamo che ci sono settori, situazioni, famiglie, persone che hanno difficoltà, ma il sistema nel suo complesso ha tenuto, tiene e terrà. Questo é merito dei lavoratori, delle famiglie, dei comuni, dei cittadini italiani che hanno ragione ad avere fiducia nell'Italia e noi pensiamo che gli italiani abbiano ragione ad avere fiducia nel governo".
Finanziaria senza tasse. Quella appena approvata "è una Finanziaria senza tasse". Tremonti ci tiene a sottolinearlo: "E' una novità". Quanto alla composizione della manovra, il ministro ha evidenziato come "ci sono 4-5 miliardi di spostamenti" tra una posta di bilancio e l’altra, perché "è logico trasferire fondi da una mission all’altra". Quanto all’entità della Finanziaria, il ministro ha parlato di una cifra "non particolarmente rilevante, pari a circa l’1% delle entrate o delle spese". Tremonti si è sofferma, in particolare, sul capitolo della sanità, ricordando che molte norme "riflettono l’accordo raggiunto con le Regioni" e che "è stato fondamentale stabilizzare il sistema sanitario su un patto triennale".
Lo scudo è etico. "È più etico far scappare i capitali ofarli tornare?", si è chiesto il ministro, aggiungendo: "Perché una dominante etica superiore non ha pensato prima a impedire l'evasione dei capitali? A me che i capitali escano e lavorino per le economie straniere invece che per quella italiana sembra cinico, mentre la nostra scelta mi sembra etica". I risultati della misura, quindi. Sono stati superati gli 80 miliardi di euro. "I dati non sono ancora specifici - ha ribadito Tremonti - a noi risulta che abbiamo superato l'importo che avevamo stimato, 80 miliardi di euro, 160mila miliardi di vecchie lire". E la proroga? Necessaria", l'ha definita il ministro, che ha spuegato come l'accumulo di rimpatri andasse oltre la capacità degli operatori di sveltire le domande. Il ministro ha sottolineato che i rimpatri sono molto distribuiti nel territorio: mentre il primo scudo fu fatto moltissimo in Piemonte e Lombardia, le adesioni allo scudo ora sono giunte anche dal Nord-Est, dall'Emilia Romagna, da Roma.
Rivendicando il successo della misura il titolare del tesoro ha ammonito: "Il tempo dei paradisi fiscali é finito. Quelli che restano fuori sono soldi morti. Conviene rimpatriare". E riferendosi all'aliquota applicata ai capitali rimpatriati, Tremonti ha aggiunto che "ci é sembrato che il 5% fosse giusto. Non é detto che chiedendo di più si ha di più. Siamo nella media dell'Ocse".
La riforma fiscale è fondamentale. La riforma fiscale è "fondamentale perché intorno al sistema fiscale ruota il rapporto fra l'economia, i cittadini e lo Stato, ha sottolineato Tremonti, evidenziando come il governo, e in particolare il presidente del Consiglio Berlusconi pensi che "sia arrivato il momento di guardare nella prospettiva delle riforme". Tremonti ha ricordato come il modello fiscale di ora è stato disegnato negli anni '60 e introdotto nel 1971 in un sistema che dopo 40 anni è radicalmente cambiato. "Il sistema fiscale finora è stato rattoppato: c'è differenza tra un 740 di allora, che non era semplice, e il modello Unico di oggi che è labirintico. Il sistema è stato drasticamente peggiorato con l'introduzione dell'Irap e marginalmente migliorato con quella del 5 per mille". Tremonti ha annunciato che "inizierà una fase seria di studi e discussioni, dobbiamo aprire un grande dibattito" per creare il nuovo modello fiscale. "Abbiamo cominciato a discutere, ci sarà una fase di studio e confronto con i rappresentanti del mondo dell'economia e dell'industria. Sarà un percorso molto affascinante dal punto di vista dei principi e delle idee. I nostri obiettivi saranno: sfavorire la speculazione finanziaria, favorire la famiglia con i bambini" e l'economia che ruota attorno all'ambiente.
I microinterventi sono un elemento di democrazia. I micro interventi, inseriti nella finanziaria, ha detto Tremonti, sono un "elemento di democrazia", criticando l'ironia di chi ha osservato che nella manovra vengono destinati circa 100 milioni per le micro misure. Fare queste affermazioni, secondo Tremonti, vuol dire "non avere il senso della democrazia. Che ci sia una quota minima destinata dai parlamentari ai loro territori è un elemento di democrazia".



E ci mancava pure....