Non pochi osservatori smaliziati avevano dubitato della versione iniziale fornita dalle autorità libanesi circa l'inabissamento dell'aereo Ethiopian Airlines B-737/800, il 25 gennaio scorso, subito dopo il decollo da Beirut.
La tesi dell'incidente parve da subito un espediente di comodo utilizzato per celare i reali accadimenti.
Martedì nove febbraio, il governo del Paese dei cedri, tramite il ministro della Salute Mohammad Jawad Khalifé, ha corretto il tiro, affermando che il velivolo "è esploso in volo, e sia la carlinga che i resti delle novantadue persone a bordo si sono dispersi in un largo tratto di mare".
Fonti dell'Intelligence israeliana attribuiscono ora la tragedia ad un'operazione di Al Qaeda, preparata nei minimi particolari da agenti presenti da mesi nei dintorni della capitale del Libano.
Le ipotesi sulle modalità dell' attentato sono due: una bomba piazzata sull'aereo insieme ad un timer, o l'uso d'un kamikaze imbottito di esplosivo.
Tra i deceduti, ricordiamo, la moglie dell' ambasciatore francese a Beirut, madame Maria Sanchez Pletton, accompagnata da alcuni operatori di sicurezza parigini.
L'obbiettivo dell'attacco attribuito ai seguaci di Bin Laden sarebbe stato però nientemeno che il carismatico leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah.
La guida storica del gruppo sciita avrebbe salvato la vita grazie ad una soffiata ricevuta da imprecisati benefattori (e su di essi si sta focalizzando l'attenzione di varie Agenzie) all'ultimo istante, proprio mentre stava per imbarcarsi sull'aereo etiope.
Gli stessi servizi segreti americani, in allarme per questa nuova aggressione terrorista, sono intenti ad indagare su ideatori ed esecutori della strage.
Leon Panetta e Dennis Blair temono che entro l'anno Al Qaeda riesca a colpire ed affondare aeroplani anche negli Stati Uniti, dove la vigilanza ha raggiunto il massimo livello.
Per il governo di Parigi, nell'attesa dell'esame delle scatole nere recuperate, dopo l'esplosione del charter egiziano dell'otto gennaio 2004, che causò la morte di 148 cittadini francesi, un altro evento luttuoso difficile da derubricare come accidente.

