Giovedì 24 Maggio 2012
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Diritti e tabù

Tutto quello che non possiamo sapere sulla fecondazione in vitro

7 Novembre 2010
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Un recente studio condotto per fare il punto sulle conseguenze della fecondazione in vitro sui bambini, ha portato informazioni importanti e purtroppo spesso non dette pubblicamente. Si tratta di un cosiddetta “meta-analisi” pubblicata sull’ European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, condotta da un’equipe in gran parte canadese, e che ha studiato tutti i lavori pubblicati in questi anni sul rapporto tra fecondazione in vitro e bambini nati attraverso di essa. Lo studio ha mostrato quanto segue: “I bambini nati singoli (cioè non gemelli) da fecondazione in vitro hanno un rischio significativamente maggiore degli altri (concepiti spontaneamente) di avere prematurità, basso peso alla nascita e altri dati avversi neonatali”.

Non è un dato da poco, perché il basso peso alla nascita e la prematurità sono fattori di rischio per lo sviluppo di problemi neurologici. D’altronde, questi rischi non appaiono quasi mai sui giornali generalisti, quelli che influenzano le scelte e fanno cultura. Perché? Non si tratta di spaventare le persone, ma di far fare una scelta consapevole; e allora perché non parlarne? Sarebbe bene dire che si tratta di una bassa percentuale, ma perché il silenzio?

E’ anche strano che nessuno si interessi in occidente al fenomeno dilagante della prematurità, dato che sui giornali nessuno mette in guardia dal fatto che l’aumento dell’età materna è un rischio altissimo per fare nascere un bimbo prematuramente. Ed evidentemente, come si legge dall’articolo, ricorrere alla fecondazione in vitro non aiuta a migliorare questo trend. Forse siamo davanti ad un nuovo tabù?

Ma c’è di più. C’è chi sostiene che, guarda tu, sia la tanto odiata legge 40 a far aumentare le nascite premature, perché “imporrebbe” di andare incontro a gravidanze con 3 gemelli. Ora, a parte che in medicina nessuno può imporre nulla ad un paziente, non c’è scritto da nessuna parte che “si devono” impiantare 3 embrioni; anzi, il numero di 3 è proprio il limite massimo stabilito dalla legge, per non andare nel far-west di sei, sette, otto gemelli; ma nessuno vieta, anzi, di impiantarne uno solo. Purtroppo, come si vede dallo studio, anche se si impianta un embrione solo, il rischio di prematurità è maggiore della norma; ergo, la prematurità è un rischio associato alla fiv e la legge 40 c’entra poco.
Insomma, speriamo che i giornali facciano buona informazione, e non semplifichino e banalizzino le cose riguardo la procreazione umana. Non vi sembra sia ora? E che sia ora che oltre al giusto desiderio dei coniugi di diventare genitori, si pensi di più alla salute dei bambini?
 

Commenti
chiara
07/11/10 23:02
la legge 40 è un insulto a
la legge 40 è un insulto a quante coppie si sottopongono alla fecondazione assistita. è un insulto alla salute della donna. è un insulto a quante coppie portatrici di malattie trasmissibili al feto si vedono negato il diritto di diagnosi preimpianto (salvo poi poter abortire, come possibile per legge in italia). l'informazione negata sulla fecondazione assistita riguarda molti aspetti della norma in sé, ed è stata negata soprattutto nel periodo del referendum. dunque, questo articolo (ammesso che sia un articolo) mi sembra del tutto fuorviante riaspetto ai veri punti cruciali sulla fecondazione assistita in italia.
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