Giovedì 24 Maggio 2012
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Fini e la Rsi

Un'idea nuova per il prossimo 25 aprile

13 Settembre 2008

Le parole di Gianfranco Fini davanti ai ragazzi di Azione Giovani ("Gli uomini della Rsi, anche se in buona fede, combatterono comunque dalla parte sbagliata") sono il miglior contributo che il presidente della Camera potesse portare alla nascita del nuovo partito ideato da Berlusconi. La condanna del fascismo ha perso ogni residuo nesso con un percorso personale ed è diventata una limpida scelta di campo politica che non lascia alcuno spazio alle retromarce psico-ideologiche dell’intendenza.

Strano paese l’Italia. Ha subito vent’anni di fascismo, quarant’anni di antifascismo “militante” (almeno fino alla caduta del muro), poi un mucchietto d’anni di revisionismo postfascista e postantifascista. Nati i nuovi partiti della Destra e della Sinistra, quando speravamo di esserci definitivamente liberati non dalla memoria (che è scarsa) ma dalla mancanza di memoria del passato totalitario, alimentata dagli uni e dagli altri post-, rieccoci nel bel mezzo della controversia. E non siamo neppure alla vigila del 25 aprile! Fino a ieri la pillola amara delle reboanti commemorazioni partigiane e delle sparute ordalie repubblichine dovevamo inghiottirla una volta all’anno. Ma ora, riscoperto assai tardivamente il lato dignitoso dell’8 settembre, ogni sei mesi ci affliggono da destra coi loro sensi di colpa e d’onore, e da sinistra di rimando con le puntualizzazioni, i richiami all’ortodossia costituzionale e il preannuncio di fascismi nuovi di zecca. Pietà!

Certo che Alemanno e La Russa erano mossi dalle migliori intenzioni storiografiche quando il primo ci rispiegava cosa fu e cosa non fu il regime e il secondo rendeva ufficiale omaggio ai caduti di Salò “perché intendevano difendere la patria”. Figuriamoci se non hanno qualche ragione. Ma aveva fatto bene Fini, tornato per un momento a esercitare la sua leadership su An, a richiamare subito all’ordine sindaco di Roma e ministro della Difesa, spiegando loro per l’ennesima volta che An non è un partito postfascista ma parte essenziale di un moderno partito conservatore europeo. Ovvia, non si vive di rendita identitaria in un partito in via di formazione (e poi che rendita!).

Meglio ancora Gaetano Quagliariello, capogruppo vicario del Pdl al Senato, quando, dopo aver chiesto ad Alemanno e a La Russa di lasciar parlare altri su questi temi, ha espressivamente sintetizzato la vera verità in questi termini: “Sono tutte cazzate”. E’ così. La querelle sulla “pacificazione”, sulla “memoria condivisa” è un affare che riguarda gli insider del totalitarismo, non la pace o la memoria della nazione.

Non metto in dubbio la sincerità dei sentimenti ma francamente è improbabile che da un poliennale confronto a distanza fra Luciano Violante e Mirko Tremaglia possa dipendere il futuro morale e civile della nazione. Tanto meno quello politico.

Gli italiani che non furono né comunisti né fascisti (quei pochi sì, le scomunicate vestali che pure hanno salvaguardato il fuoco della memoria e della libertà) sanno bene da sempre come sono andate le cose. La dittatura fascista nacque dall’assalto concentrico degli estremismi contro la titubante democrazia e crebbe grazie al consenso di molti e all’indifferenza dei più. Ebbe pochi avversari dichiarati e poca o punta opposizione politica. Poi venne l’euforia militarista, la demenza razzista, l’accecamento bellicista. E alla fine la liberazione, grazie alle lacrime al sudore e al sangue (e all’investimento massiccio di risorse economiche) degli alleati anglo-americani. Incastonata dentro questa atroce vicenda c’è la Resistenza italiana, rara e preziosa come un diamante. Ma anche i diamanti possono essere dati in pasto ai porci. Così la Resistenza è stata snaturata per decenni in “antifascismo militante”. La Resistenza venne combattuta da due fronti alleati ma contrapposti: il fronte comunista, che si attendeva la liberazione dall’Armata Rossa per instaurare in Italia un regime erede e peggiore del fascismo, e il fronte liberal-democratico, fatto di monarchici e repubblicani, liberali e cattolici, azionisti e socialisti democratici – gli azzurri del partigiano Johnny. Questi guardavano con speranza all’America e alla Gran Bretagna, e si preparavano in cuor loro a continuare la Resistenza oltre la guerra se l’Italia fosse caduta nelle mani di Stalin. Questa seconda Resistenza,  inscindibile ma così diversa dall’altra, è la memoria rimossa, deturpata e sputtanata di un pezzo di storia nazionale così eroico e significativo da aver rappresentato giustamente la pietra angolare della ricostruzione civile e della Repubblica.

E allora mi permetto di avanzare a Quagliariello e al Pdl nel suo complesso una modesta proposta per prevenire la polemica prossima ventura. Si cominci a organizzare subito la riappropriazione nazionale della verità sul 25 aprile e sulla Resistenza, si convochino gli ambasciatori degli Usa e Gran Bretagna e dei paesi democratici alleati che determinarono la fine della dittatura, si organizzi una sfilata in onore delle truppe italiane schierate con la Nato sul fronte della Resistenza contemporanea alle aggressioni comuniste e fondamentaliste. E si metta fine alla ridicola falsa obliqua tiritera della pacificazione nazionale fra i fantasmi comunisti e fascisti.

Commenti
gurnemanz
13/09/08 13:47
Pdl e Pd sono proprio vicini
Pdl e Pd sono proprio vicini ai problemi della gente....dopo le ultime parole dell'Alta Carica dello Stato le famiglie potranno ora guardare con serenità al futuro...finalmente una parola chiara su un problema sentito da tutti...grazie ancora
Federico Marini
13/09/08 14:07
Tante inutili parole ,per dire una mezza verita' ed una mezza ..
Tante inutili parole per dire una mezza verita' ed una mezza bugia . La mezza verita': il fascismo fu un grande fenomeno culturale-politico. Culturale ,perche' senza Marinetti e D'annunzio il fascismo delle idde non sarebbe diventato con Mussolini, il fascismo dei fatti,che furono meravigliosi con la transvolta atlantica, ma anche vergognosi , con le leggi razziali: ma siamo nel 900, quando c'era la discriminazione razziale negli Stati Uniti, e, fra l'altro ,siamo nella tragedia di una guerra perduta. La mezza bugia: gli americani e gli inglesi fecero la loro guerra per vincere, crearono i giocattoli esposivi,fucilavano a Biscari in Sicilia i prigionieri italiani,le truppe di colore,anche francesi avevano la liberta'di saccheggio e stupro, che Solimano il magnifico, rifiuto' ai suoi uomini Definirli liberatori,fu un atto politico, che ci portiamo ancora dietro acriticamente e con malcelata vergogna(in vero avevamo fame e ci nutrirono). La cruda verita'è che abbiamo perso la guerra e ,spesso, anche, l'onore...e, la storia insegna che chi perde ha ,almeno per i primi 50 anni, che seguono alla sconfitta ,sempre torto, ma i 50 anni sono passati e piano piano la vera Storia si sta cominciando a scrivere e rischia di candidarsi a politicamente scorretta per tutti. Invece di discettare di Fascismo, auguriamoci, per il futuro, che quanti sostengono che la Patria è morta nel 1943, siano, soltanto,dei pessimisti. Federico Marini .
Nick
13/09/08 16:02
Il Fascismo è riprovevole
L'Italia ha una marea di gravosi problemi irrisolti e ci sono politici (di Destra e Sinistra) che continuano ancora con questa storia del Fascismo e dell'Antifiascismo, di Salò, dei partigiani, etc. Fino ad ora credevo che i perditempo fossero una categoria di Sinistra, ma devo ricredermi. Anche a Destra certa gente non ha di meglio da fare che occuparsi di Salò, cercando di "riabilitare" i repubblichini. Nessuno nega la comprensione umana per i giovani repubblichini che erano convinti di fare il bene della loro patria, ma diciamolo con franchezza: anche se questi giovani erano in buona fede, stavano dalla parte sbagliata poiché il Fascismo era sbagliato. Dunque, pietà umana per costoro, ma nessuna riabilitazione politico-morale. Punto e basta. Che certa gente se lo metta bene in mente e che la si pianti, altrimenti sorgerà il dubbio che a Destra ci sono davvero dei nostalgici fascisti. Io sono di Destra, ma non fascista. Il Fascismo mi ripugna. Se dovessi rendermi conto che a Destra ci sono dei fascisti, la prossima volta non andrò a votare. C'è un'infinità di gente di Destra che la pensa come me. Intelligentibus pauca ... E che certi sindaci, ministri e politici vari appartenenti al Centro-Destra la facciano finita e si occupino dei problemi seri! Non ho nient'altro da aggiungere.
valene
13/09/08 21:11
A' Taradash, mi sò perso
A' Taradash, mi sò perso qualcosa ultimamente ? Ma dove cacchio stanno "le truppe italiane schierate con la Nato sul fronte della Resistenza contemporanea alle aggressioni comuniste e fondamentaliste" ?. Quelle fondamentaliste vengono forse dall'Afganistan ma quelle comuniste mi dici dove sono e dove sono schierate le truppe ? Per favore Taradash, scegli meglio il tuo pusher ed il tuo oste. Ti danno roba avariata ! Riposati un poco, stai troppo stressato.....
MT
14/09/08 12:13
La Nato è sorta per
La Nato è sorta per fronteggiare il comunismo e l'Italia ne è stata parte attiva. Dopo il tracollo del comunismo sovietico (ma non di tutti i paesi comunisti) la Nato ha dovuto entrare in guerra con le sue schegge impazzite. Oppure si pensa che il bravo comunista Milosevic sia stato trasformato in feroce fascista dagli amerikani (alcuni leader comunisti italiani del resto sono rimasti lealmente al suo fianco...)?
Giovanni Bacci di Capaci
15/09/08 00:11
Egregio Signor Taradash.
Egregio Signor Taradash. Sono 60 anni che NON si parla di cosa rappresentò realmente il Ventennio nella Storia d'Italia... vogliamo continuare così, dando infine ragione alla teoria crociana della "parentesi" storica? E il Capo dello Stato poi lamenta che i valori della Costituzione non sono i valori di riferimento di tutti gli Italiani... per forza: la Costituzione l'hanno fatta solo alcuni Italiani e CONTRO altri Italiani. Per me, se non ci chiariamo da dove veniamo non riusciremo nemmeno mai a capire dove vogliamo andare. Quindi, mi rincresce essere in disaccordo con Lei ma credo che fintanto che il nodo del Fascismo non sarà sciolto lo scontro retorico non avrà fine. Quanto alla sfilata, perchè non farla precedere da una grande bandiera del WTO, seguita dai gloriosi labari della Cocacola, del McDonald, della Nike ed altri imperituri simboli della massificazione? Sarebbe uno spettacolo memorabile... io ci vedrei bene anche qualche ex Miss Italia, un plotone di Vallette e un manipolo di ex-Miss, ex Vallette, future Ministre e "testimonial" di successo...
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