Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il lancio del "Sejil 2"

Un nuovo test missilistico dell'Iran.
"Ma non vogliamo colpire nessuno"

17 Dicembre 2009

L’Iran torna a compiere test missilistici e fa subito impennare tensioni e preoccupazioni nella comunità internazionale. Ieri Teheran ha sperimentato con successo una versione aggiornata del missile a lungo raggio Sejil 2, a due stadi e alimentato da carburante solido. La notizia è stata resa nota dalla televisione satellitare iraniana in lingua araba Al Alam. Secondo l’emittente il missile Sejil ha un raggio maggiore dello Shabab e ciò significa che può raggiungere obiettivi situati a una distanza superiore ai duemila chilometri, come Israele e le basi Usa nel Golfo Persico.

Il primo lancio del Sejil 2 era avvenuto il 20 maggio di quest’anno e altri intensi test missilistici erano stati compiuti dall’Iran a fine settembre. La periodicità delle operazioni fa parte di un disegno adottato da Teheran, per dare al mondo una dimostrazione pratica della sua capacità e potenza militare. Gli altri tasselli di questa strategia della tensione sono il costante lavoro ai fianchi compiuto con attacchi verbali e la minaccia di un Iran dotato dell’atomica.

A cercare di stemperare gli animi, che subito si sono accesi, sono arrivate le parole del ministro della Difesa iraniana, Ahmad Vahidi, riportate dall’emittente iraniana in lingua inglese Press Tv: "Il Sejil 2 non sarà mai utilizzato contro un altro Paese". Piuttosto, il test fa parte della strategia “per rafforzare la nostra capacità di deterrenza” nei confronti di Stati Uniti e Israele, che più volte hanno minacciato di bombardare gli impianti nucleari iraniani. Vahidi ha aggiunto che “Il lancio della versione aggiornata del Sejil 2 va inquadrato nell’ambito delle consuete attività militari dell’Iran”, precisando che “Le capacità del missile sono prettamente difensive e al servizio della pace e della stabilità regionale”.

Al di là delle parole, in ogni caso, il sasso è stato lanciato (intenzionalmente) e tra le reazioni internazionali al test missilistico iraniano non si sono fatte attendere quelle di Washington. Il portavoce della Casa Bianca, Mike Hammer, ha fatto notare come queste azioni finiscano soltanto con “L’accrescere la preoccupazione e la determinazione della comunità internazionale” nel considerare Teheran “responsabile dei suoi gesti di sfida”. “Nel momento in cui la comunità internazionale offre all’Iran l’opportunità di cominciare a costruire una fiducia, i suoi test missilistici hanno il solo effetto di minare quella fiducia sulle sue dichiarate intenzioni pacifiche”.

Le preoccupazioni americane sono state condivise anche dall’Europa: il Primo Ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che “Si tratta di un argomento che suscita profonda preoccupazione per la comunità internazionale e questo giustifica un nuovo passo verso le sanzioni. Affronteremo la questione con tutta la serietà richiesta”. Per il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero, si tratta di “un pessimo segnale rivolto alla comunità internazionale”, mentre dalla Farnesina il portavoce del ministero degli Esteri Maurizio Massari ha fatto sapere che “Esprimiamo profonda preoccupazione in relazione alla notizia odierna del lancio di un missile iraniano a lunga gittata”, in una fase nella quale “Abbiamo bisogno di gesti costruttivi e non di test missilistici per ristabilire un clima di fiducia tra l’Iran e la comunità internazionale e tra l’Iran e i paesi della regione”.
 

Commenti
Anonimo
17/12/09 17:48
ma chi vi crede
altri sette secoli e poi la vedremmo!
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