Non è un caso che tra i più venduti degli ultimi mesi in Germania ci sia questo libretto scritto a quattro mani da Bernd Wagner e da sua figlia Luise (Berlin für Arme. Ein Stadtführer für Lebenskünstler, Eichborn Verlag, Frankfurt am Main 2008, p. 141, € 8,95). Un compendio per una metà narrazione e per l’altra vera e propria guida ai luoghi utili ai poveri berlinesi e a turisti in condizioni altrettanto disagiate non tanto e non solo per sopravvivere, piuttosto per godere della capitale come forse neppure ai ricchi può riuscire.
Questo manuale di sopravvivenza presuppone, ovvio, grande spirito d’adattamento e voglia d’avventura. L’ex insegnante di scuola elementare, forte evidentemente d’una lunga esperienza d’indigenza, conosce più di un luogo dove siano consentiti accesso e consumazione gratuiti, o tutt’al più per pochi decine di centesimi. Nella metropoli si può vivere così, suggerisce Wagner, il quale, peraltro, sa bene che le sue indicazioni possono tornare utili non solo a coloro che vivono nella povertà per necessità, ma anche a chi abbia scelto per la propria vita il modello bohemien.
Wagner e figlia hanno riempito quest’opuscolo di utili indicazioni e suggerimenti. Si viene a sapere, per esempio, in quale parco della capitale trovare l’aglio selvatico o altre aromatiche utili ai condimenti. S’apprende il modo per figurare tra gli ospiti di sontuosi ricevimenti senza essere stati invitati: per questo sono segnalate le ambasciate (manca quella italiana…) e le date nelle quali vengono lautamente celebrate le festività nazionali). Per gli amanti della navigazione in internet c’è un elenco dei Cafè dove vige rigoroso l’uso gratuito. Non manca l’indicazione, alle signore, del luogo, la toilette del Bar Gagarin, dove sia possibile rifarsi il trucco senza spendere un euro. Per i turisti, e per i berlinesi ignari delle bellezze della capitale, c’è l’indicazione di dove vengono organizzate visite guidate gratuite. Per gli amanti della vita notturna Wagner offre una lista dei clubs con relativa tipologia musicale: tutti ovviamente ad ingresso gratuito.
Un libretto simpatico, verrebbe da dire, oltre che utile. Viene il sospetto però che questo di Wagner sia in definitiva un manuale per scrocconi, o addirittura per parassiti, più che una guida per poveri. Si pensi al luogo, a quella Berlino una cui metà è vissuta per alcuni decenni in regime di socialismo reale ottimamente organizzato. Un regime, quello che impropriamente volle fare del settore orientale berlinese la “capitale della DDR”, nel quale a tutto doveva provvedere lo Stato e tutto doveva essere fatto per il solo bene dello Stato. Un regime nel quale il pensiero e l’azione liberi, della persona come dei gruppi sociali, non avevano motivo d’esistere. Un regime nel quale certo non mancavano forti derive parassitarie, sopportate solo perché funzionali al progetto socialista.
Il modello di una società nella quale il minimo vitale doveva essere garantito a tutti dall’apparato statale torna ora in una forma più meno velata in questo libercolo. Quella che fin dal tempo della riunificazione è stata definita “ostalgia”, cioè nostalgia del regime socialista tedesco-orientale, si sta manifestando in forme molto concrete (vedi i recenti successi della sinistra più radicale): più che un vademecum per i poveri, considerati come inevitabile “prodotto” della società capitalistica e consumistica, questo di Wagner sembra piuttosto l’ennesima testimonianza di una diffusa nostalgia restauratrice.

