Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Il blog del direttore

Veltroni insiste: il Cav. è un pericolo. Ma la teoria non regge

1 Ottobre 2008

L’immagine che in questi giorni si ricava del capo dell’opposizione è davvero strana. Veltroni concede lunghe interviste (con qualche sciatteria come nel caso dell’elicottero della Gelmini), riceve editoriali di risposta, li compulsa attentamente, risponde a sua volta con lettere pensose e problematiche. Lo si apprende preoccupato per la “possibile fine della democrazia per come la conosciamo in Occidente”, chino a studiare “le pericolose pulsioni” dietro al voto austriaco. Più che a un capo politico viene da pensare ad uno studioso con inclinazioni apocalittiche.

Il guaio è che le sue idee da studioso non sono affatto più convincenti delle sue (poche) azioni da politico. Nella lettera al Corriere di oggi, Veltroni mostra una visione idealizzata della democrazia: la considera un concetto definito a priori e per sempre, per questo interpreta qualsiasi increspatura della sua perfetta superficie come una crisi.  Non vede la democrazia come un prodotto umano, empirico e perfettibile, per questo sembra ritenere che se gli uomini vi mettono mano è per commettere un attentato.

Riportato alle cose italiane questo modo di pensare costringe Veltroni a non vedere i mutamenti che si sono prodotti nei meccanismi democratici anche a seguito delle sue stesse scelte politiche. Insomma ha introdotto un’innovazione (la creazione del Pd) ma non ne capisce le conseguenze di sistema. Non coglie come il rapporto tra maggioranza, opposizione e governo sia profondamente mutato con l’assetto quasi bipartitico che si è prodotto con le ultime elezioni. E continua a lagnarsi delle prevaricazioni del governo contro l’opposizione senza cogliere l’occasione che questa nuova situazione offre proprio alla sua parte politica. Se qualcuno ha diritto di lamentarsi in una democrazia maggioritaria sono semmai i parlamentari di maggioranza, ridotti ad una mera estensione del governo, ma l’opposizione, se ne fosse capace potrebbe avere tutti gli strumenti per una azione incisiva. Peccato che il Pd sembra non avere alcun interesse alla modifica dei regolamenti parlamentari e alla conseguente “istituzionalizzazione” del governo ombra. Forse perché ha già considerato fallito il primo tentativo di farlo funzionare.

C’è poi ancora sciatteria e cattiva informazione quando nella lettera al Corriere Veltroni si lamenta dei troppi decreti legge e voti di fiducia con cui il perfido Berlusconi espropria il Parlamento e l’opposizione dei suoi diritti. Dovrebbe andarsi a vedere le statistiche fornite dagli uffici del ministero per i rapporti col Parlamento per scoprire che nel periodo equivalente il governo Prodi fece altrettanto o peggio. Ma lì la democrazia rimaneva indenne. 

Insomma Veltroni dovrebbe guardare alla trave nell'occhio del Pd, prima di criticare la pagliuzza in quello del governo. Capiamo il suo bisogno di stare all'attacco nell'imminenza della manifestazione del 25 ottobre, ma una migliore selezione degli argomenti non guasterebbe. A meno di non trovare sin troppo confortevole una lunga permanenza all'opposizione.

Veltroni tratta con pruderie l’idea del potere, la considera una cattiva parola e non un elemento consustanziale al governo e alla tutela degli interessi nazionali. Pretende che il  governo rifugga dall’idea di esercitare il potere e si consideri "pro tempore", perché questa secondo lui è la sostanza della democrazia. Ma i due elementi non sono in contraddizione se si danno per acquisite le regole dell’alternanza e non si trema per la dittatura dietro l’angolo. I governi hanno il dovere di pensare a lunga gittata e non vivere la precarietà come un valore. Certo l’esperienza dei governi di centro-sinistra deve aver influenzato le teorie veltroniane.

Leggetevi la lettera al Corriere, (la trovate qui), è tutta un “ha cominciato prima lui” : rivolto ovviamente a Berlusconi. Quando Veltroni perde il tono dottorale e pensoso suona bambinesco e un po’ vendicativo. Soprattutto quando insiste sulla “putinizzazione” del Cav.  Ma in questo caso ha davvero “cominciato prima” Walter che, anche se non lo ricorda volentieri, è stato comunista fin da ragazzino.

Commenti
Frank
01/10/08 12:54
La chiosa del suo articolo
La chiosa del suo articolo è PERFETTA. Veltroni è a pieno diritto il leader della sinistra, incarna il pensiero dei comunisti (tali sono, altro che Partito Democratico, idiozia per confondersi con gente di ben altra levatura intellettuale di altri paesi): odiamo gli stati uniti ma poi ci compriamo casa lì, non vogliamo ci siano privilegiati ma poi mandiamo i nostri figli nelle università private con autista e scorta (inutile dire come passino gli esami), ci preoccupiamo dei poveri ma poi gli diamo 5 euro (vedere reazione Diliberto a militante del suo partito), siamo accanto ai lavoratori ma ce ne freghiamo se mandiamo a casa 20000 persone pur di non darla vinta al Presidente del Consiglio. Insomma, infantili ipocriti mi sembra la definizione più adatta per questa gentaglia che ha bloccato l'Italia per mezzo secolo, essendo minoranza ma diffondendo il caos e arrogandosi il diritto di essere i soli ITALIANI, i veri paladini della giustizia, della cultura e della moralità. Sono italiani, ma solo il lato più brutto di questa splendida nazione.
vanni
01/10/08 14:20
(Ex)comunisti
Ormai sparare su Veltroni non ha più senso: ci pensano già i "suoi" e mi dispiace quasi di averlo fatto anch'io non troppo tempo fa. Frank ha ragione: non è il peggiore - Veltroni - ma solo un comunista intriso di ideologìa. Dobbiamo credere che un Fassino, un D'alema, un Bersani siano meglio? Cedendo - ma neanche poi troppo - alla approssimazione, si può dire che sembrano plasmati con lo stesso stampo, tutti con gli stessi pregiudizi, con le stesse solfe, con gli stessi metodi ricorrenti; variano soltanto i tic personali e le personali vanità. Lasciamo che risolvano in casa propria le loro difficoltà, in attesa che una nuova classe dirigente di sinistra si profili.
Nick
01/10/08 18:42
Lasciamoli perdere
Il Centro-Sinistra va sempre peggio (ha fatto sempre schifo, ma ora sta battendo ogni record). Un consiglio al Centro-Destra: lasciar perdere le polemiche di questi incapaci ed occuparsi degli innumerevoli problemi italiani risolvendoli con interventi alla radice. Gli italiani valuteranno di conseguenza ...
01/10/08 20:15
Veltroni dimentica che ha perso
Che pretende di governare? Che vuole essere ringraziato, per essere stato partecipo nel buttare, finalmente fuori dal parlamento rifondaroli e comunisti italiani? Ma se ne andasse in America in mezzo ai bostoniani...
Gold
03/10/08 01:22
Oggettivamente Veltroni
Oggettivamente Veltroni dovrebbe fare una profonda riflessione sul perchè il PD semplicemente continui ad affondare.
Anonimo
03/10/08 10:10
Quel disastro di Veltroni
Ma come si permette ad abbozzare un pur minima opposizione il veltroni :) ? ormai è tardi. Si è reso ridicolo alla destra con i suoi tristi ammiccamenti di dialogo (e si è preso solo degli schiaffi). Poi ci sono quelli che pensano che finchè non si rimuove l'anomalia "cavaliere" si puo' lasciare perdere ogni tipo di dialogo (xche combattere con la pistola ad acqua quando l'avversario ha il bazooka). .. behh .. con le sue piroette si è alienati pure quelli.. che disastro.
Luigi Centorbi
03/10/08 11:19
Walter e Sigmund
Veltroni è una "chicca" Freudiana. Combatte, alla maniera di Don Chisciotte, l'oggetto della propria ammirazione. Silvio Berlusconi è uomo di talento indiscusso, realmente carismatico, imprenditore di caratura internazionale e, dote rara in individui del suo peso, allegro e disponibile. Berlusconi è ciò che si definisce un vincente. Al contrario, Walter Veltroni, nell'unica possibilità che ebbe di far valere eventuali doti imprenditoriali, quando si trattò di gestire una metropoli al meglio, lasciò che tutto scivolasse sull'indolenza tipica dei soggetti a lui simili, mesti di natura e sprovveduti.Il risultato è evidente, una città gestita a livelli condominiali, rosicchiata e spolpata dall'ingordigia di pochi e affamatissimi dilettanti. Walter il perdente. Un marchio evidentissimo sulla sua pelle, almeno per chi sa vedere le cose come esse sono. Berlusconi è certo un pericolo, ma per Veltroni. Rappresenta ciò che ha sempre sognato di essere e che non sarà mai. E quindi lo attacca. Ma si comporta da animale ferito, azzanna l'aria che lo circonda, si agita e rantola (politicamente), odia e ama il suo nemico, e questo lo porterà all'isteria completa. La sua ossessione non gli fa vedere il vero pericolo, che non è il Presidente del COnsiglio, e così continua ad azzannare l'aria, in attesa del morso finale che giungerà da qualcuno del suo branco.
Anonimo
03/10/08 21:25
ma chi paga veltroni ?
è tutto finto .. come quando dico a mio figlio mentre vediamo matrix o il signore degli anelli .. .. cav gli gli ha dato qualche kilo euro e gli a detto : fai finta di fare opposizione .. ma non quado c'è "gira la ruota"
Gustavo Gesuldo
21/10/08 15:06
Il pericolo, la paura, il terrore e Veltroni terrorista
Valter Weltroni non ha doti politiche. Non ha un carisma. Non ha capacità dialettice. Non ha capacità amministrative e di governo (basti vedere lo sfacelo dei servizi e del bilancio del comune di Roma). Veltroni alimenta esclusivamente odio sociale, odio contro Berlusconi, odio contro tutto ciò che non sa combattere. Il pericolo che l'Italia di oggi vive è l'assenza di una opposizione degna di questo nome, che sappia presentarsi come valida alternativa al presente governo. Il pericolol in Italia si chiama Veltroni. Gustavo
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl