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Via Alemanno

1 Giugno 2008

Governare bene una città non è questione né di destra né di sinistra, almeno che uno non ci si metta di impegno. Veltroni aveva fortemente ideologizzato la sua sindacatura - a modo suo, certo: cinema, buoni sentimenti, notti bianche e figurine - da Alemanno ci si poteva aspettare un po' più di prudenza.

Non ci siamo scaldalizzati quando la sua ascesa al Campidoglio è stata salutata da saluti romani e cori fascisti: tale era la sopresa per quella vittoria che tutto poteva essere permesso, almeno per un po'. Ora però, che la prima misura avviata dallo staff e dalla  giunta del nuovo sindaco sia la decisione di dedicare una strada di Roma a Giorgio Almirante, appare un po' fuori luogo.

Non per niente,  (Almirante avrà anche meriti paragonabili ad altri fortunati titolari di vie cittadine) ma certo non se ne sentiva il bisogno. A questa città tutto serve meno che buttarla sempre in politica e quindi in "caciara". E se uno col passato di Alemanno si siede sulla sedia si sindaco e la prima cosa che gli viene in mente - con quel disastro di città che si ritrova sotto gli occhi - è fare giochini politico-toponomastici, ecco proprio non ci siamo.

Veltroni era uno specialista nella dedica delle strade: attori, vecchie glorie, politici un po' di qua e un po' di la, tagli di nastri e brindisi di bollicine. Se poi c'era pure qualche strascico polemicio (fu il caso della strada dedicata a Nilde Iotti), tanto meglio, si finiva sui giornali e il cerchio era chiuso.

Se Alemanno voleva dare un segnale di cambiamento dopo la rivoluzionaria vittoria elettorale, aveva l'imbarazzo della scelta: chiudere una buca,  riaccendere un lampione, pulire una stazione del metrò, ripiantare un albero nel giardinetto di quartiere, licenziare qualche fannullone comunale, tanto per restare nelle piccole cose possibili nei primi giorni.

Sono queste però le cose che cambiano la vita di una città e dei suoi cittadini, e sono quelle cose che se ne fai tante e le fai bene, alla fine ti meriti a buon diritto il nome di una strada.

 

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Commenti
Anonimo
01/06/08 20:33
Ora la lobby ebraica sta
Ora la lobby ebraica sta esagerando. Sono 4 gatti a Roma e predendono di privare la toponomastica della città dal nome di uno dei più grandi politici dell'Italia Repubblicana. Forse è meglio che ci amici ebrei si moderino un po.
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