Dall’ultimo concerto dei Beatles a Savile Road nel ’69, ai precari dell’industria italiana che oggi manifestano per non perdere il posto, salire sui tetti delle case per farsi sentire è diventata una consolidata forma di protesta. Come fanno i giovani e le donne dell’Onda Verde, il movimento popolare cresciuto dopo le elezioni in Iran che hanno riconsegnato il Paese nelle mani di Ahmadinejad.
Ed è proprio fotografando un gruppo di donne salite sul tetto di un edificio a Teheran, il 24 giugno del 2009, la notte della contestata rielezione del presidente pasdaran, che un giovane fotografo italiano, Pietro Masturzo, napoletano, classe 1980, ha vinto il World Press Photo 2010, forse il più prestigioso premio internazionale di fotogiornalismo. “Lo scatto raffigura l’inizio di qualcosa, l’inizio di una grande storia”, recita la motivazione della giuria. E’ una foto che non ti aspetti, abituati come siamo a vedere le immagini della protesta (e della repressione) nelle strade e nelle piazze di Teheran. Masturzo è stato bravo a raccontarci cosa succede nella capitale iraniana quando cala l'oscurità, le strade si svuotano e i ragazzi dell’Onda salgono sui tetti in questa nuova carboneria.
Guardate il video che abbiamo girato venerdì sera alla inaugurazione della mostra “Testimoni del nostro tempo”, che raccoglie il meglio dei fotografi italiani premiati dal 1955 ad oggi dal WPP – ospite d’onore Masturzo. La mostra andrà avanti fino al prossimo 31 maggio nella factory di "10b Photography", la Galleria di Francesco Zizola, uno dei mostri sacri della storia della fotografia italiana contemporanea. Nell’affollata officina, un luogo che contribuisce alla riqualificazione urbana del popolare quartiere romano della Garbatella, due generazioni di fotografi si sono simbolicamente scambiate il testimone. Masturzo, stupito dalla notizia di aver ricevuto un riconoscimento che lo proietta di colpo nell’olimpo della fotografia, e Zizola, che non ha bisogno di presentazioni visto che è stato il primo fotografo italiano a vincere il WPP of The Year nel 1997, con i suoi scatti che documentarono la tragedia delle mine anti-uomo in Angola.
Ecco il presente del fotogiornalismo italiano. “Un Paese, il nostro, che nel Rinascimento diede i natali alla prospettiva, rivoluzionando la storia dell’arte mondiale”, dice Zizola. L’Italia ha sulle spalle una tradizione culturale tale da dover essere continuamente onorata. Pietro Masturzo c'è riuscito.
“Testimoni del nostro tempo”, 12 Marzo – 31 Maggio 2010. Un progetto ideato e realizzato da 10b Photography, in collaborazione con il mensile “L’Europeo” e con la coproduzione di Artèfoto Festival. Via San Lorenzo da Brindisi, 10/B – Roma. Martedì-Venerdì: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00; Sabato e Domenica 15.00 - 19.00. Ingresso Libero.

