Giovedì 23 Febbraio 2012
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Alessandra Boga

Un paese colto nel conflitto sunniti-sciiti

I media spengono la luce sul Bahrein ma anche lì le rivolte continuano

18 Febbraio 2012 -

Durante quest’anno di “rivolte arabe”, non si è parlato molto del Bahrain. Certo, i media hanno reso noto che ci sono stati disordini e dure repressioni anche lì (con l’aiuto dell’Arabia Saudita e altre truppe del Golfo). L'emirato sembra finito nel dimenticatoio ma le proteste continuano anche dopo l'annessione alla Arabia Saudita. 

L'ex dittatore Gayoom dietro le sommosse

Alle Maldive è andata in scena una restaurazione con colpo di Stato

11 Febbraio 2012 -

Dopo settimane di violenze da parte della popolazione e la rivolta delle forze armate, martedì 7 febbraio si è dimesso il presidente delle Maldive Mohamed Nasheed, fondatore del Partito Democratico maldiviano ed eletto nelle prime elezioni democratiche del Paese del 2008. Nessuna rivolta di popolo però. Dietro al colpo di Stato, l'ex-trentennale dittatore Maumoon Abdul Gayoom. Avanza l'islam radicale.

La fine del mito dell'isola felice del West Africa

Dietro al caos anti-Wade in Senegal c'è anche il rischio integralismo islamico

4 Febbraio 2012 -

 Il Senegal è stato per molto tempo descritto come isola felice dell’Africa occidentale, ma ora quest’immagine si sta incrinando. E a ragioni veduta, dato il crescente caos politico attuale. La causa è la decisione della Corte costituzionale di permettere al presidente uscente, l’85enne Abdoulaye Wade, di ricandidarsi per la terza volta: di fatto un colpo di Stato. Sotto le proteste anti-Wade crescono anche le rivendicazioni politiche degli integralisti musulmani, con rischio per la comunità cristiana senegalese.

A un anno dalle rivolte egiziane

Ecco perchè piazza Tahrir resta ancora un luogo di speranze tradite

28 Gennaio 2012 -

E’ trascorso un anno dalle prime proteste a piazza Tahrir, da quando cioè il vento della “primavera” araba ha lambito l’Egitto, spazzando via il trentennale regime di Mubarak in poco più di due settiman. Da allora nulla è cambiato e, se lo è, è cambiato in peggio. Molti egiziani sono delusi da come sono andate le cose. Il mondo ha appreso che vi sono state altre manifestazioni di protesta, questa volta contro i militari che ora detengono il potere.

La Giunta e la transizione democratica

E' solo questione di tempo: Aung San Suu Kyi presto guiderà la Birmania

21 Gennaio 2012 -

La figura della celeberrima politica birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace 1991 finalmente rilasciata il 13 novembre 2010 dopo molti anni agli arresti domiciliari, sta diventando un culto nel suo Paese. Sugli scaffali delle librerie di Rangoon le biografie su di lei affiancano i libri su Barack Obama e David Beckham. Solo 14 mesi fa, un autista aveva paura di pronunciare il suo nome ad alta voce, per non parlare di portare gente a casa sua. Tutto sta cambiando e prima o poi l'icona birmana guiderà il suo paese.

La triste sorte dell'Egitto post-Mubarak

In Egitto Tantawi si prepara a cedere il potere ai Fratelli musulmani

14 Gennaio 2012 -

Va sempre peggio nel “nuovo” Egitto. Il Governo militare di transizione egiziano (SCAF) sta preparando un passaggio di consegne ai Fratelli musulmani, vincitori alle recenti elezioni assieme ai salafiti. Naturalmente con grande costernazione di USA ed Israele. Non era certo questo che Obama desiderava per l’era post-Mubarak. Il presidente americano prevedeva che i militari rimanessero al potere fino ad una nuova, democratica costituzione e l’elezione di un presidente moderato.

Dopo gli attacchi anti-cristiani di Natale

Nella battaglia al terrorismo islamista Nigeria, Usa e Ue stanno a guardare

31 Dicembre 2011 -

La Nigeria ha vissuto ancora un Natale di sangue. Tre chiese nel Nord del Paese sono state oggetto di attentati che hanno causato almeno 40 vittime. La maggior parte ha trovato la morte sui gradini di una chiesa cattolica a Madalla vicino alla capitale Abuja, dopo aver partecipato alla messa di Natale. Corpi carbonizzati e arti smembrati da un bomba erano sparsi attorno alla chiesa distrutta. Quello del 2011 è stato descritto come “il Natale più nero che la Nigeria abbia mai avuto”.Ma Europa e Usa che fanno?

In pochi giorni 16 morti

Finite le elezioni in Egitto protestare torna a costare la vita

24 Dicembre 2011 -

Fino al 16 dicembre si è assistito ad una relativa calma in Egitto, ma è durata giusto il tempo del periodo elettorale. In seguito i militari hanno ripreso ad accanirsi contro i manifestanti, che non si sono sentiti rappresentati alle elezioni. Non è ancora ufficiale la vittoria dei Fratelli musulmani, ma il gruppo è sempre più visto come collaboratore del regime.

La Libia dopo-Gheddafi

Il primo problema di Tripoli è disarmare i miliziani: operazione complessa

17 Dicembre 2011 -

Dopo la morte di Gheddafi non sono cessate le violenze in Libia. Anzi a Tripoli sono aumentate, causando insofferenza tra i cittadini e spingendo, nella giornata del 6 dicembre, il governo, il Consiglio nazionale di transizione (CNT) e il Comune della capitale libica, a fissare una scadenza, il 20 dicembre, entro la quale i gruppi armati dovranno disarmare o ritirarsi. Ma non è detto che ciò accada.

Dopo la dittatura laica arriverà quella islamica?

Nel 'nuovo' Egitto Fratellanza e salafiti presto detteranno legge

10 Dicembre 2011 -

Come alcuni analisti prevedevano, anche l’Egitto è caduto in mano agli estremisti islamici. Nelle prime elezioni “libere” dopo la caduta del regime di Mubarak i Fratelli musulmani vincono 36 seggi su 56 in palio mentre i salafiti nonostante il 25% al primo turno, ottengono solo cinque seggi. La mutazione islamista dell'Egitto è comunque in corso, salafiti o non salafiti.

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