E se il Consiglio dei Ministri di ieri avesse approvato i disegni di legge che integrano il “pacchetto sicurezza”? Il Governo avrebbe evitato una pessima figura; ma sarebbe cambiato qualcosa rispetto al flop che sintetizza l’esito della seduta? C’è da dubitarne; al di là del merito, emergono due nodi strutturali: a) il contenitore scelto per il “pacchetto” non è un decreto legge; b) esso viene suddiviso in quattro disegni di legge. Ciò vuol dire che: a) norme di cui si discute in termini di emergenza da due mesi, se e quando fossero varate dal CdM, non entrerebbero immediatamente in vigore, ma comincerebbero a essere discusse – discusse, non approvate – a partire dal mese di gennaio 2008, visto che fino a Natale il Parlamento è impegnato con la Legge Finanziaria; b) lo "spacchettamento" in quattro disegni di legge dell'originario "pacchetto" è l'evidente sintomo della riserva mentale di mandare avanti qualcuno dei quattro e di tenerne al palo qualche altro.
Si dà il caso però che il Governo non sia riuscito a trovare un accordo neanche su quella che sarebbe stata una mera esercitazione tecnica. Ciò non è frutto del caso. La Sinistra ha scoperto che in Italia esiste il problema della sicurezza nel mese di agosto 2007. Si è divisa sulla questione delle sanzioni per i lavavetri, sulla banca dati della identità genetica (il dna) e sulle limitate modifiche ipotizzate alla legge Gozzini. Non è riuscita, tuttavia, a sottoporre a revisione critica ciò che ha orientato la sua azione alla fine degli anni 1990 e a partire dal maggio 2006, quando ha ripreso a governare. Perché meravigliarsi dell’abbassamento del livello di tranquillità delle città italiane, se ciò che è accaduto negli ultimi 17 mesi è l’esito coerente dell’applicazione del Programma dell’Unione? Un’applicazione iniziale e parziale: ma se ne ha già abbastanza! Vogliamo rileggere, in quel malloppo di 281 pagine, qualche assunzione di impegno sul tema? Si spazia dalla disarticolazione della legge sull’immigrazione, realizzata per via amministrativa (pag. 250 del Programma), alle varie forme di intimidazione delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico (attraverso la definizione di regole per migliorare la loro riconoscibilità durante le operazioni di ordine pubblico – pag. 80 – e l’insistenza per la Commissione sul G8); dall’approvazione dell’indulto (pag. 64 del Programma) al taglio di oltre un miliardo e mezzo di euro per il comparto Viminale tra la Finanziaria 2007 e quella per il 2008.
Il Centrosinistra dà seguito a ciò che si è assunto l’impegno di realizzare, al di là delle richieste e delle necessità esposte da sindaci, che pure sono stati eletti nel medesimo schieramento. D’altronde, tra i fattori che garantiscono un livello accettabile di sicurezza particolarmente importanti sono quelli relativi a una congrua dotazione di uomini e di mezzi per le forze di polizia e al rispetto effettivo delle regole (non solo di quelle scritte nel codice penale). Il governo Prodi è gravemente responsabile di avere, in poco più di un anno, privato il sistema sicurezza di risorse essenziali e di aver accentuato il tasso di illegalità, consolidando la convinzione che violare le regole resta senza conseguenze nella gran parte dei casi. Nulla impedisce a un poliziotto di togliere dalle strade accattoni, prostitute, trans e rispettivi sfruttatori, imbrattatori di muri, e così via: se hanno iniziato a farlo a Firenze, e in altre città, è proprio perché la legge lo consente (o lo impone). Non servono nuove figure di reato per questi illeciti da strada: serve la puntuale applicazione di regole la cui inosservanza è stata colpevolmente tollerata. Se poi si volesse realmente impostare una politica per la sicurezza diversa, la prima immediata misura da adottare – invece di avvitarsi su improbabili “pacchetti” – è il ripristino delle risorse finanziarie. Per mantenere gli standard di spesa per la logistica, per i mezzi e per la manutenzione seguiti negli anni precedenti al 2007. Per coprire i vuoti di organico. Quindi, per remunerare adeguatamente il personale: per es., defiscalizzando le indennità operative, corrispondendo lo straordinario effettivamente prestato, finanziando il riordino delle carriere, bloccato per iniziativa del Governo, nonostante le assicurazioni di segno contrario fornite in Parlamento dai rappresentanti dello stesso Esecutivo. La Sinistra non è in grado di operare neanche questo primo passaggio: per questo è necessario che la sua esperienza di Governo finisca al più presto.

