Giovedì 24 Maggio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

La Serbia va al ballottaggio più
divisa che mai

1 Febbraio 2008

Lo stemma ufficiale della Repubblica di Serbia è un’aquila bicefala. Mai come oggi questo simbolo araldico meglio raffigura la situazione politica - interna ed esterna - del paese balcanico, rimasto unico erede diretto della Jugoslavia di una volta. Al posto delle due teste del volatile, però, ora ci sono i volti di Boris Tadic e Tomislav Nikolic, entrambi protagonisti del ballottaggio per le elezioni presidenziali in programma domani. Il primo è il capo di stato uscente che cerca la riconferma e rappresenta - a parere di tutti - la spinta verso la modernizzazione e l’apertura all’Occidente. Il secondo è il candidato alla presidenza del Partito radicale serbo (SRS), ultranazionalista e molto più vicino a Mosca che a qualsiasi altra capitale europea. 

Così si ripropone un vecchio scenario che vede contrapposti non solo gli stessi candidati di 4 anni fa ma anche i due elementi - innovazione e tradizione - che da sempre contraddistinguono le forti tensioni ma anche i delicati e fragili equilibri delle società nel sud-est europeo. Con l’unica differenza che stavolta si preannuncia uno scontro violento in termini di voti.

Alla vigilia di un appuntamento decisivo per il futuro della regione, ma non solo, l’incertezza fa da padrona. I sondaggi serbi - di solito poco attendibili -  sono in forte dubbio su chi ne uscirà vincitore. La forbice tra i due contendenti è davvero ristretta. Numeri alla mano, l’ultima rilevazione del Centro per le libere elezioni e la democrazia – un istituto demoscopico non governativo – indica che il candidato del Partito democratico serbo Tadic ha un vantaggio di appena 100 mila voti (i consensi a suo favore oscillano tra 2,1 e 2,35 milioni, quelli del suo avversario tra i 2 e i 2,25 milioni). Una cifra insufficiente a garantirgli la piena vittoria.

Questo ballottaggio può quindi essere interpretato come un pendolo i cui movimenti saranno fino all’ultimo poco prevedibili e dipenderanno da molteplici fattori. Il primo di essi è il tipo di elettore che si recherà alle urne. Se Tadic rappresenta uno spettro più ampio di forze politiche e strati sociali, i sostenitori di Nikolic sono più compatti e più organizzati, ovvero più affidabili nel loro comportamento elettorale.

Ma cosa è successo negli ultimi quattro anni per arrivare a questa lotta all’ultimo sangue? Perché il sorriso smagliante e le maniere rassicuranti di Tadic non bastano più per bloccare il ritorno dell’ultranazionalismo serbo? La risposta sarebbe da ricercare soprattutto nella situazione internazionale. Con l’indipendenza del Kosovo alle porte, ha ripreso a manifestarsi il fantasma della trinità 'Dio, patria e zar', le tre dita alzate nei raduni pubblici. La maggioranza dei serbi è contraria alla secessione della provincia, anche se ormai da tempo ha capito che forse questa è l’unica soluzione possibile. Paradossalmente, però, l'innato e potente senso di orgoglio serbo sarebbe disposto a punire severamente ogni politico che si dia per vinto concedendo la sovranità a Pristina. Per lo stesso motivo, i serbi hanno rifiutato di accettare qualsiasi tipo di compromesso con l’UE sullo status del Kosovo. Con l'obiettivo di ammorbidire la posizione di Belgrado, all’inizio di questa settimana i 27 hanno deciso di non limitarsi all'impegnativo accordo di stabilizzazione e associazione, allargando le questioni discusse al tavolo negoziale al regime dei visti e alla cooperazione in campo universitario. Ciò, intendiamoci, non è stato un passo indietro, ma un gesto con cui Bruxelles ha cercato di stemperare il nazionalismo e la retorica antieuropea durante la campagna elettorale.
 
Se l’Unione, in definitiva, non si è voluta esporre troppo nella vicenda, il presidente russo Putin, in stile quasi imperialistico, ha di fatto imposto alle autorità di Belgrado la cessione del pacchetto di controllo del monopolista energetico locale in cambio della costruzione di una delle ramificazioni del gasdotto South Stream in territorio serbo. La posizione russa è chiara da tempo ed è stata ribadita quando Putin, dopo aver tenuto a Mosca colloqui ufficiali con Tadic, si è affrettato a ricevere anche il radicale Nikolic. Come per ribadire che il tema più importante di queste elezioni non è la scelta tra due candidati alla presidenza, ma la scelta di Belgrado tra Mosca, che si schiera  in difesa della sovranità e della integrità territoriale della Serbia, e Bruxelles, che invece vuole inviare una sua missione di polizia in Kosovo ritenuta “illegittima”.  

Commenti
Goran
02/02/08 17:55
Commento
Egregio signor Anguel K. Beremliysky, visto che purtroppo tanta gente none informata a dovere,vorrei nel mio piccolo aiutarvi a capirci meglio. Come prima cosa,tre dita che vedete mostrata nei raduni non rappresentano il "fantasma" di trinità di Dio,Patria,Zar ma in quanto Cristiani rappresentano Dio,Figlio e Spirito Santo! Per quanto riguarda Kosovo le dirò solo che primi monumenti,monasteri e chiese sono datati nel I secolo dopo Cristo e gli ha costruito popolo Serbo.Là sono nostri radici,nostra culla e nostra identità e credo che questo e un motivo valido per poter dire che Kosovo e Serbia e che nessuno non ha il diritto di portarlo via.Quelli che Voi definite ultra-nazionalisti non sono altro che popolo che ama la propria patria e se questo di noi fa nazionalisti,siamo fieri di esserlo. Popolo Serbo ha dato tanto per Kosovo,da sempre,e pure "loro" erano sempre contro di noi,prima erano con Turchi,dopo erano con fascisti,e in fine con aiuto di EU e NATO(ministro M.D'Alema disse sul Porta a Porta) hanno portato il Jihad e Al-Queida a casa nostra.Ci darete ragione se siamo contro?Quando dico "loro",dovete distinguere che la giù ci sono Dardani(Albanesi) e Iliri(shiptar,Kosovari) e loro sono Dardani=Albanesi. Noi ci consideriamo Europei ma solo come partner e non come colonia,e questo lo abbiamo dimostrato con il fati e non solo con le parole,proprio in Kosovo nella battaglia contro Impero Ottomano differendo Europa e popolo Cristiano,perche come disse Zar Murat al suo figlio Baiazit "dal Kosovo cominciano prime chiese..,ortodosse,dopo vengono cattoliche,batiste,protestanti ecc." Europa ci ha schiaffeggiato nei anni '90 con le sanzioni,ci ha dato botte nel 2000 bombardando ,e adesso vuole pulire il piedi portando ci via Kosovo!Permettete, ma questo non succederà!Eco perche il popolo ha alzato la propria voce ed e contro "mister tutto sorrisi" Tadic.Questo che EU sta facendo e offensivo,perche sta giocando gioco della carota e asino,noi non vogliamo stare a questo gioco anche perche fin adesso siamo "fuori" EU e pure viviamo.Se si parla di Russia e di contratto della costruzione di una delle ramificazioni del gasdotto South Stream la nostra opinione e molto positiva perche diminuirà il prezzo di gasolio e gas per il quale paghiamo la tassa di transito al Ungheria più alta in Europa,cioè per metro cubo di gas paghiamo 32$ e Italia invece paga 12$ come tra altro tutti.Adeso,con questo contratto non solo avremo diminuito prezzo ma avremo anche profitto,perche adesso pagheranno gli altri a noi,Italia compresa anche perche questo progetto e progetto di ENI e GASPROM. Come non era legale e legittimo bombardamento del NATO nel 2000,senza approvazione di CS UN,quando morirono 2343 persone di quali 1040 erano civili e 300 bambini e gli fu dato il nome "collateral damage ",quando ci bombardarono con uranio impoverito e con cluster bomb tralaltro vietate dallo stesso CS UN,cosi non sara legitimo invio della missione policiesca a Kosovo che sara considerata forza ocupatrice e quindi nemica! E come dise Cronwell: "...auguriamo ci la fortna ma che polvere da sparo sia asciuto"! Distinti saluti !!!
Antonio
02/02/08 20:52
Panzane
Eh si caro Lei, ha scritto solo PANZANE,primo: perchè i nazionalisti in altri paesi della UE vengono chiamati Patrioti e quelli SERBI invece " ultranazionalisti"? ( La vergogna la si raggiunge poi quando si chiamanoi patrioti anche i BANDITI dell'UCK) Forse perchè allo stesso modo, i suoi olleghi chiamano da noi, i fascisti " La Destra" e i comunisti " La Sinistra Radicale" ? La UE non ha offero nulla ai SERBI, li ha solo RICATTATI ( o ci date il Kosovo o niente)in cambio di sole promesse! Perchè non si meraviglia di quelo che sta facendo l'america? avrà sicuramente saputo del vergognoso documento scritto sottobanco tra usa e slovenia ! Si meraviglia invece, o fa finta, del fatto che la RUSSIA, da sempre a stretto contatto con la SERBIA voglia ancora aiutarli, visto che non ci sono più, per fortuna, ne quell'alcolizzato di eltsin ne quel filoccidentale di gorbaciov, il quale dopo aver fatto il gioco dell'america, facendo crollare l'urss, fu cacciato a calci nel culo. Le do un consiglio, cambi mestiere che con questo fa solo figuracce! Senza Cordialità Antonio
Anonimo
03/02/08 01:58
vorrei soltanto correggere
vorrei soltanto correggere un errore gravissimo nel testo:l'aquila bicefala è lo stemma ufficiale di Albania,e non della Repubblica di Serbia.Lo stemma della Serbia e con quattro lettere "S",scritte in cirilico.Simbolicamente è comunque collegato con le teste dei due candidati a posto di quelle di aquile...
Arsim MULLIQAJ-KOSOVA
04/02/08 12:48
KOSOVA INDIPENDENTE
KOSOVA INDIPENDENTE Il Kosova vuole la sua indipendenza non per far arrabbiare qualcuno ma per vivere libero,perché é stato occupato per secoli dai serbi fascisti e assassini. Il KOSOVA merita la sua libertà e il suo status indipendente! Il Kosovari sono un popolo di lavoratori e anche simpatici perchè sono di origine ILLIRA(Ciò vuole anche dire che noi Kosovari siamo nei Balcani(ILLIRIA) da prima di tutti.Ci sono tanti nemici che fanno discorsi cattivi per il Kosova e Kosovari!sono commenti spesso faziosi e non veritieri.Il Kosova però ha anche amici meravigliosi che conoscono il sacrificio dei Kosovari per liberta e indipendenza! Arsim MULLIQAJ 04/02/2008
Antonio
06/02/08 18:18
Ringraziamento
Voglio ringraziare l'anonimo ( peccato non abbia scritto il nome, forse una svista) Quanto precisato da te evidenzia quanto sia fazioso questo tizio che scive tali articoli, pagato si sa bene da chi ! GRAZIE
Anguel
05/09/08 09:00
Risposta
Egregi Signori (anonimi e non), vi ringrazio per le osservazioni che il mio articolo ha suscitato e mi dispiace rispondere con così tanto ritardo. Vorrei ribadire soltanto che quanto da me scritto non è che la mia personale posizione e non coinvolge nessun altro. Infatti, vengo pagato ma solo dalla redazione dell'Occidentale che ringrazio con riconoscenza per riservarmi spazio sul suo prestigioso sito. Non intendo cambiare mestiere perché il mio non è quello di giornalista e quello che scrivo lo faccio per esprimere, ancora una volta, il mio pensiero - possa esso piacere o non piacere. Per quanto riguarda lo stemma ufficiale della Repubbblica di Serbia, rimando al sito ufficiale del Governo di Belgrado: http://www.srbija.sr.gov.yu/pages/article.php?id=5412. Grazie!
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl