Venerdì 10 Febbraio 2012
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Prodi lascia la politica ma occupa il potere

12 Marzo 2008

Bulimia da occupazione della burocrazia. Così potrebbe essere definita la sindrome da cui sembra affetto il Governo Prodi. Il Corriere della Sera di ieri segnala come negli ultimi due mesi, ovvero dopo l’implosione del Governo, siano state effettuate ben 120 nomine di dirigenti, di prima e di seconda fascia, delle amministrazioni centrali dello Stato. Un bel risultato, che diventa ancor più brillante ove si consideri che il programma dell’Unione del 2006  sanciva in modo chiarissimo l’obiettivo del superamento dello spoil system!

A ben vedere, però, non si tratta di un semplice (più o meno squallido) caso di sistema delle spoglie. Del resto la questione dello spoil system è questione controversa per un liberale. Da un lato l’esigenza di ridurre l’occupazione politica dello Stato e di preservare l’imparzialità dell’amministrazione a tutela della certezza del diritto nell’applicazione amministrativa delle leggi fa propendere per un sistema nel quale gli avanzamenti di carriera e le nomine dei dirigenti pubblici siano governate da regole, per quanto possibile, impermeabili alle vicende della politica. Dall’altro la preoccupazione che si crei nei vertici della burocrazia un potere autoreferenziale, orientato non all’attuazione dell’indirizzo di governo ma unicamente alla massimizzazione del proprio potere, rende auspicabile la definizione di meccanismi che riconducano al potere politico le nomine apicali delle strutture amministrative.

Il rapporto fra burocrazia e politica liberale è un rapporto relativamente recente (la burocrazia nasce nei sistemi assolutistici come braccio operativo del sovrano) e comunque instabile e controverso (la burocrazia garante dell’applicazione delle regole ma anche causa di occupazione degli spazi di autonomia della società civile). Non è del resto un caso che alcuni Paesi di sicura tradizione liberale (gli Stati Unti) abbiano un sistema abbastanza diffuso di spoil system e che questo non venga affatto vissuto come attentato ai principi di libertà e democrazia.

Personalmente riteniamo che, al di là dei profili teorici, il nostro Paese non sia affatto pronto ad importare un simile modello. Lo spoil system presuppone una salda moralità pubblica, ed un forte e diffuso senso delle istituzioni nella classe politica. Se anziché prendersi le spoglie per meglio realizzare la propria strategia politica, i vincitori della contesa elettorale sono solo preoccupati di sistemare parenti, amici e clientes allora è di gran lunga preferibile correre il rischio di una burocrazia autonoma sino al limite dell’autoreferenzialità.

Il fatto è che quello del Governo Prodi è un classico caso di spoil system alla rovescia. Spoil system deriva dal motto americano “to the victor go the spoils “ ovvero ai vincitori va il bottino. Nel nostro caso invece le spoglie vanno allo sconfitto. Quello di Prodi è il tentativo di attenuare gli effetti della sconfitta politica blindando alla vigilia delle elezioni il proprio potere amministrativo, in modo da beneficiare di qualche scampolo di potere e soprattutto di ostacolare l’azione di governo del proprio avversario.

Si tratta del resto di un vizio tipico della sinistra. Nel 1999-2000 l’allora Ministro Bassanini realizzò una riforma generale della dirigenza pubblica che gli consentì di azzerare tutti gli incarichi dirigenziali in essere e di procedere alla nomina di oltre 400 direttori generali e 4000 dirigenti di seconda fascia con incarichi di durata sino a sette anni. Il tutto (guarda caso) ad un anno da un appuntamento elettorale il cui esito era da tutti dato per scontato! Un atto irresponsabile che generò la (comprensibile) reazione del Ministro Frattini, il quale, appena insediato, riuscì a porre nel nulla le nomine di Bassanini procedendo, almeno per i direttori generali,  a nuove nomine. Una forma impropria e distorta di spoil system che ha gravemente compromesso la dignità, l’autorevolezza e la qualità della nostra dirigenza pubblica.

Valori ulteriormente compromessi dalla contemporanea previsione di una quota di dirigenti chiamati dall’esterno per chiamata diretta. Anche in questo caso un’idea astrattamente buona ma tradotta in una pessima pratica. Anziché chiamare dall’esterno, dal mondo dell’impresa e delle professioni, grandi talenti e grandi qualità, i Ministri che si sono succeduti hanno normalmente utilizzato tale potere di nomina per premiare fedelissimi indipendentemente da una seria valutazione dei meriti. Basti pensare che una quota rilevante di questi dirigenti non provengono affatto dall’esterno ma sono dipendenti pubblici che, per decreto reale, vengono nominati dirigenti senza aver superato il relativo concorso. Tale prassi degenerativa, oltre a porsi in violazione con i precetti della Costituzione, determina una devastante deformazione degli incentivi che governano il funzionamento delle pubbliche amministrazioni. Il messaggio che passa in tal modo è che nella burocrazia la moneta che paga non è la qualità, la serietà ed il rigore del proprio lavoro ma unicamente la vicinanza, la fedeltà e la piaggeria al vertice politico!

L’operazione del Governo Prodi appare poi addirittura paradossale se si considera che con la prossima legislatura saranno drasticamente ridotte le strutture del Governo (massimo 12 ministeri) e che pertanto, anziché infornare un nuovo esercito di dirigenti, sarebbe opportuno trovare il modo per ridurne il numero. Sarebbe forse il caso di segnalare la vicenda ai cantori dell’antipolitica, sempre lesti nel denunciare i mali della “casta”, i quali però anziché occuparsi solo di simboli ed orpelli del potere (il barbiere della Camera, la buvette del Senato, le auto blu …) dovrebbero cominciare ad occuparsi delle assai più insidiose concrete modalità di gestione del potere (quello vero).

Commenti
cl.eds
12/03/08 13:57
spoil system
Chissà perchè è più facile per i governi di centro-sinistra fare nomine oltre ciò che è necessario (e non solo legittimo) e rimanere indenni rispetto ai governi di centro-destra...sarà che il numero che riescono a piazzare è superiore? E la stampa più favorevole?
marcello50
13/03/08 10:43
la gestione del potere
Bisogna riconoscere che la sinistra, da sempre,ha dimostrato di saper gestire il potere piegandolo ai propri interessi, ovunque abbia potuto esercitarlo. Quando la politica italiana era caratterizzata,ai tempi della guerra fredda,dal blocco di centro democristiano,il PCI con i socialisti che erano all'opposizione, gestivano il loro "piccolo" potere attraverso il sindacato e nelle amministrazioni locali dove, grazie ad una serie di normative e leggi particolari come quelle in favore delle cooperative, andavano costituendo quello zoccolo duro di consenso elettorale che si diffondeva dai ceti operai alle classi intermedie. La disattenzione della classe dirigente politica democristiana che nel frattempo aveva perso di vista i principi morali e di base che così fortemente l'avevano fatta affermare,al governo della nazione per molti anni dopo la fine della guerra, più attratta come era da obiettivi di potere molto meno nobili di quelli sturziani e degasperiani,aveva lasciato liberi di operare i sinistri (dicevano: " cosi non ci disturbano nei nostri affari") che all'ombra del sottobosco della politica andavano intanto "piazzando" delle vere e proprie mine che al momento opportuno avrebbero costituito dei poderosi vincoli all'azione politica di chi il potere l'aveva correttamente acquisito per la via maestra e cioè democratica. La rivoluzione che da sempre ha attratto ed entusiasmato ogni militante di sinistra, man mano che in Italia si andava consolidando il senso di appartenenza all'occidente, certamente non poteva più essere pensata come la classica rivoluzione armata e violenta teorizzata dai padri del comunismo e, anche se con l'eccezione di alcuni compagni che... "sbagliarono" ( vedi BR ed affini), tale moderna interpretazione veniva ora declinata verso l'adozione di un sistema più subdolo per la conquista del potere. E, come accade in una vera e propria moderna strategia di guerra battereologica, i sinistri cominciarono a lavorare per "iniettare" nascostamente nei punti vitali dello Stato i batteri necessari ad orientare, al momento opportuno,le reazioni del corpo "umano" della Nazione verso le scelte finalizzate al proprio interesse politico. La scuola, la magistratura,la stampa,le aziende pubbliche,le grandi associazioni/movimenti di opinione, ecc. diventarono dunque terra di conquista della sinistra che, attraverso le astute iniezioni di batteri, otteneva il doppio risultato di gestire, ai propri fini politicie di potere, la protesta sindacale a suo piacimento, avendo una buona parte di influenza sia sulla PARTE (il sindacato) e sia sulla sua CONTROPARTE(l'azienda), orchestrando abilmente ,per gli ingenui, una pantomima ben sostenuta e valorizzata dai giornalisti al soldo... Questo ha via via determinato una escalation di commistione fra chi,da una PARTE deve giustamente chiedere e chi, dall'altra PARTE deve rispondere, annullando così del tutto o quasi quel deterrente imposto dalle regole di una buona e corretta gestione e provocando il dissesto economico in cui siamo precipitati ormai da anni e da cui tentiamo con immensa fatica di risollevarci. Qualcuno potrebbe dire che le figure proposte dai sinistri erano anche figure di alta levatura professionale e di specifica competenza... Può anche essere ma quando tali figure di valore erano state tutte impiegate, i sinistri "piazzavano" anche delle incompetenti controfigure solo per tenere "occupato" quel determinato posto strategico. Pensiamo soltanto alla scuola, quanti insegnanti sono stati immessi in ruolo dopo il '68 senza un concorso e senza un minimo di preparazione ad affrontare una esigenza fondamentale come quella del'insegnamento alle nuove leve della società...i risultati li abbiamo sotto gli occhi... ma l'importante era occupare per poter insegnare la storia come la si doveva "interpretare" e forgiare, con una sinistra educazione di parte, le masse che poi avrebbero portato acqua al mulino e ...voti. Basti pensare alla intercambiabilità dei ruoli fra dirigenti di cooperative rosse che prima sono assessori comunali, poi passano alla presidenza di quell'azienda municipalizzata, poi passano alla regione e cosi via in un moto perpetuo che faccia girare il meccanismo per produrre più potere e più interessi... Questo ha sempre fatto la sinistra che si dipinge come un "cherubino" che suona l'arpa e ritiene di poter dispendiare giudizi di moralità politica ad ognuno... ed è proprio questo che, fedele a tale postulato, sta facendo ora il nostro ridanciano ex presidente prodi. Pur con la probabilissima perdita del potere di governo,si piazzano all'ultimo minuto, nei posti chiave della macchina dello stato,la figure che risponderanno esclusivamente a chi in quel posto le ha piazzate. E' come se un vostro autista (nominato dal vostro predecessore e a lui fedele)facesse di tutto per guidare l'auto portandola nelle zone più trafficate, facendovi perdere un importante appuntamento di affari che il vostro predecessore ha interesse di non farvi concludere. Per questo sono sicuro che, a fronte di un impegno del nuovo Governo nell'interesse primario della Nazione e degli Italiani, costi quel che costi, faccia bene ,anzi debba assolutamente farlo, a cambiare dal primo istante ogni Direttore che sia stato nominato dal precedente governo, prescindendo dalle sue capacità professionali che certamente saranno equamente distribuite, come la statistica insegna, fra dirigenti di sinistra ed altri dirigenti non di sinistra.
Angelo
13/03/08 17:48
quannu unu nasci tunnu non
quannu unu nasci tunnu non pò moriri quatru. ( Quando uno nasce tondo non può morire quadrato) Cosa vi aspettavate da un burocrate, andatevi a ripassare ciò che ha fatto sino ad ora e quanti amici e manager a lui vicini gli devono....... riconoscenza.
Anonimo
15/03/08 13:24
gatti italici!
Qualcuno ha seguito la benemerita trasmissione tv nella quale si mostrava-e dimostrava-chi sono i dirigenti pubblici,i manager di aziende statali e di ASL e,soprattutto come si occupavano questi posti? Bene,..portando voti si diventa prima "mici" e poi "gatti":quando i voti raggiungono un livello elevato(2-3000!)il partito ti piazza a capo di enti,uffici e aziende amiche con stipendi da favola!! Ecco perchè il ns.sistema non funziona e la burocrazia statale è piena di incompetenti:sono solo portatori di consenso e strumenti di gestione di potere! Emblematico,per tutti,è il caso Campania ,dove i rossi hanno creato una vastissima rete di clientele e...un vero e proprio allevamento di "gatti di lusso",che noi paghiamo!! Povera Italia!
Michele
17/03/08 13:31
Prodi lascia....
Certo che il signor mortadella non si vuole levare dalle ......,sarebbe ora che lo facessero ragionare.....Il fido Veltroni che fa? Lo lascia al potere? Che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!
cesare nicolicchia da Palermo
18/03/08 17:03
prodi
Non mi meraviglia più di tanto il comportamento del sig. prodi, conosco le sue malefatte dal libro di Mario Giordano: “Chi comanda davvero in Italia. I clan del potere che decidono per tutti noi”, di Mario Giordano (edito nella collezione Frecce, dalla Arnoldo Mondatori Editore S.p.A., Milano. I^ edizione ottobre 1998 – III^ edizione febbraio 1999).
Anonimo
19/03/08 09:36
Lo spoil system di Prodi
Nessuna meraviglia di ciò che con un colpo di coda riesce a fare il signor Prodi,anche se ormai privo di potere ufficiale se non per l'ordinaria amministrazione.E' solo l'ultima e ulteriore dimostrazione del livore che ha caratterizzato l'opera di questo governo per tutta la sua durata ,nonchè dello spirito di vendetta per la sua sconfitta e di azione ostativa verso il nuovo governo che,presumibilmente,non sarè dello stesso colore di quello uscente.Possiamo solo augurarci che questa azione venga corretta dalla nuova compagine e che quest'ultima goda della fiducia e dell'appoggio di una parte ancor più consistente di elettorato che,in tal modo,dia più forza all'azione di governo.
UMBERTO TORDONE
19/03/08 18:24
Ormai deve essere chiaro per
Ormai deve essere chiaro per tutti: per cambiare questo stato di cose, prima di tutto, deve cambiare la obsoleta Costituzione italiana, alla stesura della quale partecipò un tale Palmiro Togliatti (leggetevi il libro di G. Bocca sull'operato di quel figuro alla cui persona sono dedicate centinaia di piazze e strade pubbliche italiane): vediamo se l'ex portaborse Veltroni sarà capace di dare la sua collaborazione al prossimo governo per intervenire (anche) in tal senso oppure continuerà ad operare all'interno del termitaio di enti entucoli e accolite pubbliche varie che hanno si portato tanti voti a sinistra (e continuano a portarli) , ma hanno anche contribuito a mettere in ginocchio l'economia italiana: vediamo se alla retorica postcomunista della sinistra, l'ex portaborse, farà davvero seguire il realismo necessario per far davvero ripartire l'Italia, così come predica in tutte le piazze.
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