Giovedì 9 Settembre 2010
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Bernardino Ferrero

Il silenzio degli Usa/ 2

Dopo Sakineh l'Iran è più debole ma non ditelo a Hillary Clinton

8 Settembre 2010 -

Dopo il caso Sakineh l'Iran sembra sempre più isolato e pronto alla resistenza finale (Khamenei ha dichiarato che "nei prossimi decenni ridurremo l'effetto delle sanzioni sul nucleare"). Sarebbe l'ora di spingere l'acceleratore, ridando fiato e voce al movimento verde, e invece che fa Hillary Clinton? Dice che il mondo sta vivendo un "momento americano" e che aver ingaggiato diplomaticamente Teheran si è rivelata una buona scelta. Ma neanche una parola su lapidazione e adulterio.

Le conseguenze del disastro naturale

Il Pakistan è in ginocchio ma il resto del mondo sta a guardare

6 Settembre 2010 -

Nel mese di agosto le piogge monsoniche hanno messo in ginocchio il Pakistan ma la tragedia che ha colpito il Paese asiatico non ha fatto scattare quella gara di solidarietà nella comunità internazionale che avevamo visto nei casi di altre sciagure come il terremoto di Haiti o lo Tsunami. Perché?

Il memorandum della Cia

Ci voleva WikiLeaks per far riemergere dall'oblio l'imam Abu Omar

27 Agosto 2010 -

Il memorandum della Cia apparso sul sito Wikileaks dimostra che Julian Assange cerca di distogliere l’attenzione dalle indagini che lo riguardano, autoincensandosi con scoop di second’ordine. L'unico effetto è stato quello di far riemergere dall'oblio l'imam Abu Omar, che adesso può definire gli Usa "un Paese che esporta il terrorismo" e guadagnare consenso in vista delle prossime elezioni egiziane.

Gli scenari dopo il ritiro

Iraq, gli americani se ne vanno e torna lo spettro di Moqtada al Sadr

25 Agosto 2010 -

Che succederà all'Iraq ora che le truppe americane si preparano a lasciare definitivamente il Paese? Per adesso a farsi avanti è Moqtada al Sadr, che dal suo (nuovo) esilio libanese torna a sognare un "modello Hezbollah" per la Baghdad di domani.

L'Occidente perderà il controllo?

Luci e ombre della globalizzazione

4 Agosto 2010 -

Le potenze emergenti sono emerse e se l'occidente non vuole rinunciare alla globalizzazione deve farci i conti. Un libro spiega come. (Tratto da fMC)

Il WP plaude a un'iniziativa italiana

L'Europa deve dire che i turchi dell'IHH sono un gruppo terrorista

30 Luglio 2010 -

Il Washington Post ha dato ampia rilevanza a una notizia che per una volta dovrebbe sfatare i dubbi sulla lealtà europea verso l’alleato israeliano. Protagonista è il governo italiano. Un gruppo di nostri parlamentari ha presentato un’iniziativa per far sì che la sigla IHH (Insani Yardim Vafki), il gruppo di attivisti islamici imbarcato sulla Marmara, venga inserito nella lista delle organizzazioni terroriste stilata dall’Unione Europea.

Le vittime civili della guerra

Afghanistan, uccidere gli innocenti costerà caro ai Talebani

13 Luglio 2010 -

Ieri una Ong indipendente che opera a Kabul ha presentato un rapporto sulle morti di civili in Afghanistan nel primo semestre del 2010. 1.074 vittime, oltre 1.500 feriti tra la popolazione, una cifra leggermente più alta rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Da qui l'accusa: gli Usa, la Nato e Karzai fanno troppo poco per evitare questa strage di innocenti. Ma la spiegazione potrebbe essere un'altra ed è che i Talebani sono sempre più sotto pressione.

Sconfiggere Hamas

Le “Flottilla” non salveranno Gaza

5 Luglio 2010 -

C'è un network politico-mediatico costituito da islamisti ed elementi della vecchia sinistra comunista europea che pretende di fare gli interessi della popolazione di Gaza, ma non è seguendo queste chimere che i palestinesi avranno il loro stato, né uno sviluppo economico-sociale.

Polizia con le mani in mano

Il G8 di Toronto è finito nel caos

28 Giugno 2010 -

Nel weekend è andato in scena il G20 e, com'è d'obbligo, le strade di Toronto si sono trasformate in un carosello di banche dai vetri frantumati e auto della polizia date alle fiamme. Il tristo blocco nero e gli anarchici della domenica si sono impossessati della città, mentre Obama e i leader europei parlavano di stimoli alla crescita piuttosto che della riduzione del debito pubblico.

Passata la bozza in Consiglio di Sicurezza

L'America vota le sanzioni contro l'Iran ma non rinuncia a negoziare col male

10 Giugno 2010 -

Il segretario di stato Clinton e l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Susan Rice, avevano fama di falchi democratici, almeno un po' più di Obama. Ieri però, dopo il voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle sanzioni contro l'Iran, le due donne della politica estera americana hanno commentato che da questo momento, se vuole, Teheran può riprendere i negoziati con gli Usa.

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