Giovedì 24 Maggio 2012
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Dio salvi Berlusconi. Anche da Berlusconi

22 Novembre 2007

Et voila! Rien ne va plus, les jeux sont faits…..

Ancora una volta, forte del suo carisma e ricco di quel fiuto politico che nessuno gli può disconoscere, Silvio Berlusconi ha fatto saltare il banco.

Già nel 1993 il Cavaliere dapprima tentò di convincere alcuni protagonisti dello scenario politico, giornalisti ed intellettuali di quegli anni nello scendere in campo per dare una nuova classe politica all’Italia sconquassata da tangentopoli; poi davanti ai numerosi cavilli e pedanterie di cui è così ricca la politica italiana, si scocciò e fece da solo creando i “club forza Italia”.

Dopo quindici anni, niente di nuovo sotto il sole. Prima Berlusconi tenta di creare un partito unico del centrodestra da opporre al PD e manda in avanscoperta la delfina Brambilla (che invece dei “club” propone i “circoli”). Poi si scontra con gli infiniti capricci dei suoi stessi coinquilini a palazzo, gli salta la mosca al naso, liquida il progetto del partito unico, scioglie in quattro e quattro otto Forza Italia e dà alla luce il “Partito delle Libertà”. Lungimirante com’è, alla fine dell’estate aveva pure incaricato la fidata MVB di depositare il simbolo del nuovo partito da un notaio.

Sembrerebbe tutto così chiaro, così semplice. Adesso.

Fino a qualche giorno fa però nessuno ci pensava, e si discuteva animatamente di partito unico del centrodestra, di legge elettorale, di eventuale successione nella leadership (…” se si vota entro un anno sarà Berlusconi, se oltre l’anno va proposta un’alternativa” si diceva…), di MVB come una simpatica presenzialista raccomandata, di governo da far esplodere o che sarebbe imploso da sé.

Chissà come avranno rosicato i vari “parrucconi” (per definirli come ha fatto il Cavaliere in Piazza San Babila) nell’osservare la sola MVB in pole position alla prima conferenza stampa di Berlusconi del neonato Partito delle Libertà….

Della “vecchia guardia” si notava solo Cicchitto: forse una “prima fila premio” dopo le legnate prese ad Assisi-El Alamein, dove il coraggioso Fabrizio è stato mandato in pasto agli ingrati scalmanati che giudicavano Berlusconi reo di tradimento dopo aver benedetto la nascita dei transfughi storaciani di AN ne “La Destra”. 

Non voglio ora dare giudizi, anche per limitatissima competenza, sulla mossa berlusconiana e sul presunto scioglimento di Forza Italia.

Ho moltissima stima del Cavaliere e delle sue immense capacità. E’ un politico che farebbe bene negli States: ha carisma da vendere, comunicatore eccezionale, animale da palcoscenico, capace di sentire il polso della gente ed interpretarne le esigenze e, last but not least, provvisto di un budget di spesa che nessuno può vantare. E si sa che oggi le battaglie politiche si vincono, non “anche” ma “soprattutto”, con gli “sghei”.

Ma l’Italia (per fortuna) non è gli Stati Uniti. Qui la gente ha certamente molto più bisogno di un Berlusconi che di mille Prodi o duemila Veltroni, ma anche il Cavaliere da solo non può farcela. Per questo sono convinto che abbia bisogno vitale di adeguati collaboratori; non solo per aiutare lui (di quelli se ne troverebbero disponibili circa cinquanta milioni, in un paese sempre pronto a saltare sul carro giusto come l’Italia) ma soprattutto per il bene del Paese.  Una valida nuova struttura proprio per riuscire a creare uno stile politico più liberale e liberista, ma ben radicato nella nostra cultura e nella nostra storia. Un movimento che prenda il buono della creatività e delle capacità italiane, ma che ripudi i giochetti di palazzo, i saltimbanchi, il “chiagne e fotte” che va per la maggiore delle nostre parti. Una politica che stia al passo coi tempi e che quindi non demonizzi l’uso del mezzo televisivo o mediatico in generale, ma che non si limiti ad essere esteriorità composta da volti resi tutti identicamente sorridenti da seriali chirurgie plastiche.

Da “uomo della strada” credo che Berlusconi sia la salvezza della nostra Italia, se userà la gentilezza di liquidare veramente i “parrucconi” della politica, ma evitando di affidarsi a parvenù che pure lo adorano come fosse la dea Kalì. Berlusconi, dopo il 1994 anche nel 2008, sarà vitale per l’Italia solo se accetterà di farsi supportare da gente davvero capace senza convincersi di essere il factotum della città.

Ho imparato per esperienza personale che i migliori aiuti nella vita li ho ricevuti da chi metteva in seria difficoltà e affrontava sul piano critico il mio pensiero e la mia visione delle cose. Pochi risultati invece mi hanno regalato coloro che erano solo prodighi di elogi nei miei confronti. Da uomo a uomo, e fatte le debite proporzioni, credo però che la stessa regola valga anche per Berlusconi.

Ho stima per diverse figure del panorama politico del centrodestra. Tra queste, e non per “captatio benevolentiae”, figura certamente il “nostro” Senatore Quagliariello, il quale lo scorso 22 maggio dalle pagine web de “L’Occidentale” ebbe a dire:

“…Max Weber ci ha spiegato da lunga pezza che col carisma si possono fare diverse cose. Lo si può utilizzare bene e male; per dar vita a processi autoritari o per allargare la democrazia. L’unica cosa che non è consentita al leader è di trasferire il suo carisma per successione. Quella magica forza magnetica che porta la gente ad affidarsi oltrepassando il razionale non si trasmette da padre a figlio né attraverso i geni né attraverso la cooptazione. Oggi, forse, i mezzi di comunicazione di massa possono dare un'impressione diversa. Ma sempre d'impressione si tratta. La politica resta essenzialmente durata: è nel tempo che si vincono o si perdono le battaglie e maturano i giudizi. (…) Serve dire chiaro e forte che oggi le prospettive di governo del centro-destra passano ancora da Silvio Berlusconi. E poi a ciascuno il suo. Il leader carismatico faccia il leader carismatico di tutti. Michela Vittoria Brambilla faccia i circoli evitando, per il possibile, invasioni di campo. E il partito faccia il partito. C’è un programma d’alternanza da predisporre fatto di disegni di legge e d’iniziative da diffondere nel Paese. Con quel che accade, dalla sicurezza all’immigrazione, dall’attacco alla famiglia al conflitto d’interessi lo spazio politico è enorme. Il partito lo occupi, dimostrando di possedere classe dirigente. E se non è in grado, eviti di prendersela con l’usurpatrice”.

Caro Senatore, posto che ero d’accordo al 100% con quanto lei affermava nel maggio scorso, alla luce dei recenti avvenimenti non posso che rivolgerle alcune domande, sperando di ricevere una risposta tramite “L’Occidentale” utile a chiarire le idee a molti elettori di destra, sottoscritto compreso.

Che rischio corriamo, in Italia, che il carisma di Berlusconi possa venire trasmesso “per successione”? E se, vista l’età dell’interessato, i mezzi di comunicazione avessero il sopravvento sulla “maturazione dei giudizi” e l’investitura davvero andasse ad una “Brambilla”, che ne penserebbe? Ergo, Maria Vittoria Brambilla ha già abbondantemente “invaso il campo” o no? E perché lei è arrivata così velocemente dove ad esempio non è arrivato uno come Lei o come il governatore lombardo Formigoni (che sta operando nel silenzio in modo eccezionale nella regione locomotiva d’Italia)? Il partito può “fare il partito” senza essere un partito ma un movimento che ruota attorno all’inattaccabile carisma (e a volte alle bizze) del suo leader incontrastato e incontrastabile? Dopo questo tsunami, la classe dirigente del nuovo “Partito della Libertà” sarà comunque in grado di soddisfare autonomamente in sede parlamentare le nostre esigenze in merito a sicurezza, immigrazione, scuola, famiglia, vita, maggior liberismo economico, minor assistenzialismo statalista, più sussidiarietà, nonostante la tara numerica di tutti coloro che in AN, Lega e UDC non aderiranno al nuovo progetto e, da bravi politici italiani, lo osteggeranno?

22 Maggio 2007

Dio ci salvi Berlusconi. Anche da Berlusconi.

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